Arena di Verona tra storia e leggende

03_arena-di-verona-turistaoggiLa famosissima Arena di Verona è un anfiteatro romano situato nel centro storico di Verona, e oggi in grado di rappresentare una delle infrastrutture architettoniche romane conservate meglio. Oggi sede di eventi di fama internazionale, l’Arena sorse in epoca classica divenendo un punto di riferimento, e non solo per la città. Ma come è stata costruita? E quali sono le curiosità che da tempo ruotano sulla struttura?

Costruzione dell’Arena di Verona

L’Arena di Verona è stata costruita intorno al I secolo d.C., e si circonda di un alone di mistero che riguarda altresì la sua storia antica. Teatro di episodi spesso drammatici (si narra che nell’Arena fossero martirizzati anche alcuni cristiani), l’Arena fu naturalmente utilizzata prevalentemente per attività ludiche.

La struttura fu danneggiata gravemente nel corso dei secoli, con danni prevalentemente derivanti da disastri naturali, come i terremoti del 1116 / 1117 o, ancora prima, l’inondazione dell’Adige del 589. A partire dal ‘600 si avviarono importanti opere di ristrutturazione e di restauro, poi riprese in più parti anche nei secoli successivi.

Leggende sull’Arena di Verona

La storia dell’Arena di Verona si arricchisce di numerosi misteri, prevalentemente accesi in epoca medievale. Tra le tante storie che ruotano intorno a tale struttura vi è anche quella che vedrebbe come protagonista un gentiluomo veronese, accusato di un crimine per il quale era prevista la condanna a morte, che pur di avere salva la propria vita promise ai capi cittadini che avrebbe costruito in una sola notte un edificio che potesse contenere tutti gli abitanti della città e in cui si potessero svolgere degli spettacoli.

Per poter perseguire tale obiettivo promise l’anima al demonio: i diavoli cominciarono i lavori durante la notte. L’uomo, pentitosi del patto, chiese quindi alla Madonna di anticipare il sorgere del sole, affinché l’opera rimanesse incompiuta: di qui, secondo la leggenda, la formazione della caratteristica Ala dell’Arena di Verona.

Ancora, secondo altre leggende sempre di epoca medievale, l’Arena di Verona sarebbe frutto del demonio semplicemente perché le sue dimensioni, colossali, sarebbero state non realizzabili dall’opera umana. Altre leggende fanno infine ricondurre la nascita dell’Arena al Re Teodorico.

Torre di Pisa, uno dei simboli dell’Italia nel mondo

torre_di_pisa_turistapoggiLa torre di Pisa è uno dei simboli architettonici d’Italia nel mondo. Ma siamo sicuri di saperne abbastanza di questo edificio pendente? Quando è stato costruito? Quale è la sua struttura? Cerchiamo di rispondere a questa e altre domande, scoprendo alcune curiosità di questa meravigliosa torre.

La costruzione della torre

I lavori di costruzione della torre di Pisa furono lunghissimi, abbracciando – di fatti – quasi due secoli. Le prime opere furono avviate tra il 1173 e il 1174, quando furono pose le sole fondamenta. Negli anni successivi vennero lentamente eretti i primi piani: fu proprio in questo modo che ci si rese conto dell’argillosità del terreno sul quale sorge la torre. Un terreno molto cedevole e, pertanto, insicuro (non a caso, tutt’oggi, è una delle determinanti fondamentali della pendenza dell’edificio).

A causa di tale brutta “sorpresa”, i lavori furono lungamente interrotti, per essere ripresi solo nella seconda metà del ‘200, quando furono elevati altre tre piani. Proprio al fine di “compensare” la pendenza maturata con i primi tre piani, i successivi tre furono incurvati in senso opposto. Il campanile fu invece completato – con l’aggiunta della cella campanaria – solo alla metà del secolo successivo.

Una pendenza che preoccupa

La pendenza della torre di Pisa ha preoccupato gli ingegneri nel corso dei secoli e dei decenni. Il picco di timore si raggiunse tuttavia nel 1989, quando fu rilevato che l’inclinazione della torre stava superando i 4,50 metri, rendendo pertanto sempre più possibile un crollo. Il 7 gennaio 1990 l’edificio fu pertanto chiuso, e avviati costosi lavori di restauro (circa 30 milioni degli attuali euro!) che consentirono, il 15 dicembre 2001, la riapertura della torre.

Dove si trova

La torre di Pisa si trova nella Piazza del Duomo, nella città toscana. Trovarla non sarà certamente difficile, considerato che la sua altezza è di oltre 56 metri, e che il flusso turistico verso la Piazza, e verso la torre, è pressochè continuo, e non solo nel periodo primaverile / estivo.
Pisa e il “vizio” delle torri pendenti

Anche se la torre pendente di Pisa, relativa al campanile di Santa Maria Assunta, è la torre pendente più famosa della città toscana, l’edificio non è l’unico a mostrare inclinazioni. La colpa è del terreno argilloso e sabbioso che riguarda vaste aree di Pisa, e che ha influenzato negativamente la stabilità del campanile della Chiesa di San Nicola (oggi in grado di manifestare una inclinazione di 2,5 metri) e il campanile della Chiesa di San Michele degli Scalzi, che oggi ha un’inclinazione di 5 gradi.

Il Golfo di Cagliari e la Sella del Diavolo

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Tra le tante buone ragioni per visitare Cagliari e le sue prelibatezze naturalistiche, vi è un aspetto che probabilmente la maggior parte dei turisti che si reca in Sardegna non conosce profondamente: la storia della sua caratteristica Sella del Diavolo, il promontorio che sorge a sud di Cagliari, e che separa la nota spiaggia del Poetto e da quella, più piccola, di Calamosca.

Perchè si chiama così

La Sella del Diavolo deriva il suo nome da un’antichissima leggenda derivata dalla Bibbia, secondo cui i demoni, con a guida Lucifero, rimasero impressionati dalla bellezza del golfo di Cagliari e tentarono di impadronirsene con la forza. Per contrastarli, Dio mandò l’arcangelo Michele e le sue milizie.

Durante la dura battaglia per il possesso del golfo, Luciferò fu disarcionato dal cavallo e perse la sua sella. Caduta sulle acque, la sella si pietrificò e diede origine al promontorio che, tutt’oggi, rappresenta il simbolo di Cagliari. E’ per lo stesso motivo che il golfo di Cagliari si chiama, ancora adesso, golfo degli Angeli.

Come visitare la Sella del Diavolo

La Sella del Diavolo è in parte inaccessibile a causa della pericolosità di un suo costone (non ancora messo in sicurezza). È comunque possibile fruire di alcuni percorsi che consentono di arrampicarsi su alcune cime e, da lì, godere di una visione panoramica davvero impagabile.

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Per far ciò è sufficiente arrivare nella zona del Poetto attraverso il viale omonimo o mediante le linee dei bus CTM che partono dinanzi alla stazione di Piazza Matteotti. Essendo zona militare la parte Nord della Sella del Diavolo, l’accesso non potrà che avvenire dalla parte di Calamosca, mediante sentieri da percorrere unicamente a piedi.

Nonostante l’apparente complessità dei sentieri, il rischio di perdersi è minimo: la vegetazione è infatti piuttosto bassa, e i sentieri precedentemente tracciati da chi vi ha preceduto fungerà da opportuna guida.

Come anticipato, una volta saliti in cima godrete di un panorama senza eguali: riuscirete infatti a scorgere la “spiaggia dei Centomila” (chiamata così poichè, d’estate, si raggiungono le 100 mila presenze di bagnanti), da Marina Piccola (la parte iniziale del Poetto) fino a Capo Carbonara.

Isole Greche: visita a Cefalonia

mirtosL’isola di Cefalonia è una delle più note isole greche più note: prevalentemente montuosa e boscosa, è divisa in due parti dalla baia di Livadi. Per gli italiani, deve la sua notorietà a un episodio particolarmente drammatico, visto e considerato che tra il 15 e il 26 settembre 1943 fu sfondo dell’eccidio della Divisione Acqui dell’Esercito italiano da parte dei soldati tedeschi. Il tutto, una settimana dopo che fu firmato l’armistizio tra l’Italia e gli Alleati.

Patrimonio culturale di Cefalonia

Al di là degli aspetti di storia recente, Cefalonia può vantare un patrimonio culturale millenario: la leggenda la fa infatti discendere dal re Kephalos, i cui quattro figli avrebbero fondato le quattro antiche città dell’Isola, ognuna delle quali avente caratteristiche amministrative proprie.

Con il passare dei secoli l’Isola divenne una tappa fondamentale per i traffici commerciali, e la sua posizione privilegiata la fece passare di mano numerose volte, fin dall’epoca classica. Quindi, durante la Seconda Guerra Mondiale, l’isola fu occupata dall’Esercito italiano nella campagna di Grecia.

Tra gli eventi ancor più recenti che hanno colpito Cefalonia, un terremoto distrastroso nel 1953, e una tempesta di neve (nel 2006) che lasciò l’Isola senza corrente per tre giorni.

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Visitare Cefalonia

La bellezza storica e naturalistica di Cefalonia vale certamente il pregio di una visita approfondita. Arrivare nell’Isola è facile:

  • via aerea: è sufficiente fruire del piccolo (ma fornito) aeroporto internazionale situato nelle prossimità di Argostoli, il capoluogo. La compagnia aerea Olympic assicura almeno un collegamento quotidiano con Atene.
  • via mare: al porto di Sami (il principale dell’Isola) attraccano traghetti provenienti dalla Grecia e dall’Italia (Bari, Brindisi, Ancona – ma solo nel periodo estivo). Anche da Argostoli e Poros partono dei traghetti per e da Killini. Il porto di Fiskardo, nel nord dell’Isola, è invece collegato con l’isola Lefkada, a sua volta collegata da un ponte mobile alla terra ferma.
  • via terra: anche i collegamenti via terra sono abbastanza forniti. Tra i tanti, la rete di autobus con sede ad Argostoli, che assicurano il collegamento tra il capoluogo e le parti più remote dell’isola, e con la terra ferma (Patrasso, Atene).

Thailandia, rimosso il coprifuoco: Pukhet nuovamente libera

offerte-pukhetLa giunta militare thailandese ha comunicato ufficialmente di aver rimosso il coprifuoco in alcune delle zone turistiche più frequentate del Paese, tra cui l’isola di Phuket. Introdotto lo scorso 22 maggio in seguito al colpo di stato che ha portato al governo la giunta militare, la decisione di rimuovere i vincoli alla circolazione delle persone è stata giustificata dalla giunta con la necessità di “creare un clima favorevole al turismo”.

Phuket: paradiso terrestre amato dagli italiani

Considerato il recentissimo intervento di eliminazione del coprifuoco, per gli italiani che amano la Thailandia è di nuovo possibile visitare senza alcun limite Phuket, una città situata nell’omonima isola, e vera e propria capitale del turismo nazionale.

Sul perchè Phuket sia oggi un vero paradiso terrestre a disposizione a buon mercato, vi sono pochi dubbi. Phuket è infatti un’isola meravigliosa, che coniuga la vocazione turistica e l’apertura internazionale con la tradizione thailandese. Situata sul mar delle Andamane, possiede caratteristiche spiagge bianche e barriere coralline, mentre nell’entro terra è possibile godere della bellezza di villaggi dove le usanze e le consuetudini sembrano essersi fermate.

Usi e costumi di Phuket

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Anche se a Phuket il turismo è di casa, è sempre bene – nel dubbio – adottare usi e costumi dei thailandesi, al fine di non turbare la sensibilità di nessuno. Cercate quindi di avere uno stile di comportamento piuttosto corretto e sobrio, evitando scenate di collera o – di contro – le manifestazioni di affetto più esplicite (come camminare abbracciati).

Per quanto concerne l’abbigliamento, sappiate che il nudismo è ufficialmente disapprovato (e in alcuni casi potrebbe portarvi ad avere dei guai con la giustizia locale). Evitate quindi di andare in giro in abiti eccessivamente succinti o dare sfoggio di comportamenti piuttosto provocati per la quiete pubblica.

Infine, ricordate che in Thailandia vi è grande rispetto degli anziani e delle persone importanti. Cercate quindi di rispettare tutti, sempre e comunque ma, soprattutto, le persone che sono anagraficamente più grandi di voi.

Per il resto, sappiate che i thailandesi amano i volti sorridenti e sereni: siate cordiali con tutti e godrete di una vacanza straordinaria!

Scoprire la Sardegna con alberghi a 10 euro

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La Sardegna è una delle mete preferite da tutti i vacanzieri italiani alla ricerca di un buon clima, ottima cucina e ospitalità garantita. Grazie all’iniziativa di Confcommercio e Federalberghi, presto sarà possibile fruire della Sardegna con ulteriore soddisfazione, visto e considerato che l’azione “Una camera d’albergo a 10 euro” non ha mancato di suscitare l’interesse all’interno e all’esterno della regione.

L’iniziativa riguarda in particolar modo la provincia di Oristano, dove la notte del 5 giugno si potrà dormire e fare colazione con soli 10 euro grazie all’adesione di 12 albergatori, titolari di strutture prevalentemente sul mare. Una sola notte a 10 euro, dunque: troppo poco per poter fruire della prolungata bellezza di tali luoghi, ma sicuramente un utile biglietto da visita per “saggiare” la qualità delle strutture ricettive, a condizioni davvero irripetibili.

Sardegna a 10 euro: occasione o provocazione?

In ogni caso, l’azione di Federalberghi e Confcommercio non è solamente un modo per attrarre nuovi turisti, quanto anche l’occasione per sensibilizzare su un comparto, quello turistico sardo, non privo di pecche. “E’ una provocazione eclatante per attirare l’attenzione delle istituzioni e degli organi di controllo sulle strutture illegali che nella nostra provincia valgono il 50% del fatturato nel settore dei turismo” – hanno spiegato i vertici delle associazioni di categoria, rappresentati dal presidente regionale di Confcommercio, Agostino Cicalò, dal direttore di Confcommercio Oristano, Sara Pintus, e dal presidente provinciale di Federalberghi, Pino Porcedda.

In particolare, nel mirino degli albergatori vi sono tutti quei bed and breakfast senza autorizzazione, o che hanno più delle tre stanze consentite dalla legge, o ancora agriturismo che vengono definiti “fasulli” e le seconde case affittate in nero. Una piaga che pregiudica il giusto business degli albergatori regolari, e che attraverso tale iniziativa si desidera in qualche modo elevare a maggiore soglia di attenzione.

Per quanto invece riguarda le località più visitabili sotto il profilo turistico, la provincia di Oristano è in grado di fornire facilmente l’imbarazzo della scelta: nelle prossime settimane torneremo sull’argomento, e sulle meraviglie della costa provinciale.

Tiscali, viaggio nel cuore della Sardegna

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Il nome Tiscali è divenuto noto a livello nazionale per vicende aziendali. Quel che tuttavia molti non sanno è che Tiscali deriva da un caratteristico (e per certi versi, difficilmente raggiungibile) villaggio nuragico situato nel cuore della Sardegna, e costituente un vero e proprio simbolo di questa fantastica isola.

Come raggiungere Tiscali

Per raggiungere Tiscali consigliamo di recarvi nella città più vicina al villaggio nuragico, Dorgali. Di qui, sarà possibile proseguire sulla SS 125 in direzione Baunei e, dopo aver superato il bivio che conduce a Cala Gonone, superare i cartelli turistici che conducono a Tiscali e alla Cala di Gorropu. Si arriverà pertanto a un parcheggio oltre il quale non è possibile proseguire in macchina.

A piedi, raggiungere il ponte di S’Abba Arva, distante 500 metri, e superare il guado (eventualmente tramite la passerella che sostituisce il vecchio ponte). Una volta raggiunta l’altra estremità si procederà a destra per la strada che permette di raggiungere il villaggio di Tiscali.

villaggio di tiscali

Come si presenta Tiscali

Il “sacrificio” di arrivare a piedi in questo luogo impervio è ripagato ampiamente dalla straordinaria bellezza del posto. Il viaggio è infatti situato all’interno di una dolina di origine carsica sulla cima del monte Tiscali. Si trovano tutt’oggi i resti 40 capanne circolari o rettangolari, divise in due quartieri e addossate alle pareti.

Le origini di questo villaggio, praticamente unico in tutta la regione, sono ancora avvolte nel parziale mistero, visto e considerato che la tecnica costruttiva è differente da quella degli altri villaggi nuragici. Gli studiosi fanno tuttavia coincidere la nascita di Tiscali alla conquista da parte dei romani. Considerato che all’interno del sito sono stati trovati reperti di origine medievale, è probabile che lo stesso luogo sia stato frequentato a lungo prima di essere abbandonato e, purtroppo, fatto oggetto di successive azioni da parte di clandestini.

Da notare, infine, che al centro della cavità circolare dove sorge il villaggio nuragico, trova posto un bosco molto antico, composto da lecci e lentischi.

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Visita notturna alla Cascata delle Marmore

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La Cascata delle Marmore è una delle cascate più note e importanti d’Italia e d’Europa: un vero e proprio monumento naturale, visitabile tutti i giorni, di mattina, di pomeriggio e di sera. Cerchiamo di quindi di comprendere come programmare il proprio viaggio alla Cascata delle Marmore e, soprattutto, in che modo poter fruire di una irresistibile visita notturna.

Orari

L’apertura dell’area della Cascata delle Marmore è fissata alle ore 10, con la chiusura predeterminata alle 19. Gli orari sono più estesi il sabato e la domenica, con apertura alle ore 9 e chiusura alle ore 22.

Diversi sono invece gli orari del rilascio dell’acqua: nei giorni feriali il rilascio è programmato dalle ore 12 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 17, mentre nei giorni feriali l’orario è dalle ore 10 alle ore 13, e dalle ore 15 alle ore 22.

Visita notturna

Le visite notturne alla Cascata delle Marmore sono pianificate periodicamente, ed oggetto di revisione. Per quanto concerne il mese di maggio, ad esempio, le visite notturne potranno riguardare tutte le principali aree del Parco del Belvedere inferiore della Cascata delle Marmore, accompagnati da una guida specializzata che condurrà i gruppi lungo i sentieri 2 e 3, tra le gole e le rapide del fiume Nera, o fino a ridotto del salto, dove il rumore delle acque diventa più fragoroso.cascate delle marmore noturne

La visita notturna è consigliata per tutti coloro i quali desiderano godere dello straordinario fascino della Cascata. Solamente una visita notturna potrà infatti permettere il miglior godimento dei rumori del bosco e delle acque, lontano dal grande flusso turistico e vicino, vicinissimo, al meglio che la natura del Parco può offrire.

La visita notturna ha una durata di circa un’ora, e prevede un equipaggiamento fornito dall’organizzazione (caschetti e frontalini luminosi). Viene comunque raccomandato l’uso di abbigliamento adeguato e scarpe comode (da ginnastica o da trekking).

Prezzo

Il prezzo della visita notturna guidata alla Cascata delle Marmore è pari a 6 euro, oltre al prezzo del biglietto di ingresso del parco. La visita coinvolge un numero di circa 20 persone, e inizia alle ore 20.10, dove i partecipanti si ritroveranno nella biglietteria del Belvedere inferiore.

Bandiere Blu, ecco dove sono le spiagge italiane d’eccellenza

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La 28esima edizione delle Bandiere Blu si conclude con l’assegnazione di 269 riconoscimenti per altrettante spiagge italiane: riconoscimenti attribuiti ancora una volta in misura record in Liguria, con la regione settentrionale che guida anche nel 2014 la classifica delle regioni con il più elevato numero di località di riviera premiate con la Bandiera Blu.

Alle spalle della Lilguria troviamo la Toscana e le Marche, con 18 e 17 comuni premiati mentre, più staccati, troviamo la Campania con 13 Bandiere Blu e la Puglia, con 10 Bandiere Blu. A 10 riconoscimenti troviamo anche l’Abruzzo: la regione perde 4 Bandiere Blu a principale causa dell’alluvione dello scorso inverno, garantendosi comunque un buon posizionamento all’interno della mappa della Foundation for Enviromental Education.

Scorrendo ancora la classifica, troviamo le nove Bandiere Blu dell’Emilia Romagna e, a seguire, le sette Bandiere Blu del Veneto e del Lazio (che accresce la propria platea di spiagge premiate con Gaeta e Latina).

A deludere fortemente è la Sardegna: la regione che è conosciuta proprio per le sue spiagge e le acque cristalline perde la bandiera di Castelsardo, conservando solo sei riconoscimenti. Una ragione per la debacle sarda, tuttavia, sembra esserci: è molto probabile che nella regione molti dei comuni che avrebbero anche sostanziale diritto al riconoscimento non abbiano nemmeno inoltrato la propria candidatura per l’assegnazione.

Se la motivazione di cui sopra viene imputata come determinante fondamentale, si può spiegare anche le sole quattro Bandiere Blu della Calabria. Chiudono la classifica le tre bandiere per il Molise, le due per il Friuli Venezia Giulia e una per la Basilicata.

Soddisfatto Claudio Mazza, presidente della Fee Italia, secondo cui sarebbe con lietezza “che vediamo anche per il 2014 un incremento di Bandiere Blu, ben 140 comuni, a significare, nonostante la situazione economica, la priorità di scelte sostenibili di tante località turistiche; l’attenzione all’ambiente in ogni sua declinazione è l’elemento di partenza per sviluppare una destinazione turistica”.

Wall Street, viaggio nel cuore della finanza mondiale

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Wall Street è una delle vie più note del mondo. La motivazione è semplice: questa strada, situata nel quartiere newyorkese di Manhattan, ospita la sede della Borsa di New York, ed è – convenzionalmente e sostanzialmente – il vero cuore del distretto finanziario di New York e di tutti gli Stati Uniti. Non è un caso che il termine Wall Street indichi oggi, piuttosto che l’arteria stradale, l’intera industria finanziaria a stelle e strisce.

Wall Street: la nascita del nome

Quel che molti non sanno è che Wall Street deriva il proprio nome dalle mura della città, delle quali – da tempo – non vi è più traccia. Le mura che erano erette nella Wall Street (letteralmente, “strada del muro”) servivano infatti a delimitare il confine settentrionale dell’insediamento di New Amsterdam. Inizialmente formato da semplici paletti, intorno alla metà del ‘600 fu eretto un vero e proprio muro di terra alto 3,5 metri, fortificato e rinforzato negli anni che seguirono. Furono gli inglesi, nel 1699, a smantellare il muro.

Wall Street: perché è diventato il cuore finanziario di New York

Un altro aspetto non troppo noto di Wall Street è che il suo ruolo di distretto finanziario deriva da una propensione agli scambi commerciali che si venne a creare in questa storica via. In Wall Street sorgeva infatti un grande albero di platano americano che divenne convenzionalmente il punto di riferimento per tutti coloro i quali desideravano incontrare mercati e speculatori, compiendo operazioni di natura commerciale e finanziaria. Da lì in poi, Wall Street conobbe una graduale espansione di attività, fino a diventare il sinonimo della finanza americana.

Wall Street e dintorni: cosa vedere

Per tutti i turisti italiani in viaggio a New York, una esplorazione approfondita di Manhattan è pressoché ideale per addentrarsi all’interno di quello che è il macro quartiere più dinamico della Grande Mela. La Wall Street può essere percorsa prendendo come punto di riferimento la Franklin Roosevelt Drive, e percorrendo quindi tutta l’arteria fino a sfociare dinanzi alla Trinity Churh. A tre quarti della strada si incontrerà la Borsa di New York mentre, tra la NYSE e la Trinity Church, la sede della Banca di New York.