Lubiana e Zagabria: le capitali giovani dell’Unione Europea

Era da un po’ che avevo in mente un viaggio in Slovenia, che per molti italiani rappresenta un po’ il vicino sconosciuto. Per un motivo o per un altro l’avevo sempre rimandato, considerando che comunque ci saremmo andati in macchina avrei voluto tenerlo di scorta per un’occasione in cui non avrei trovato un volo low cost.

Occasione che è giunta per il ponte del 25 aprile: Ryanair, Easyjet, Wizzair, Vueling, Volotea… cerca e ricerca, ma nessuna di loro offriva voli economici per destinazioni interessanti, dunque siamo partiti in auto alla volta della Slovenia, con partenza il giovedì dopo lavoro e rientro previsto la domenica sera. Punto fermo: essendo la Slovenia un paese piuttosto piccolo abbiamo deciso di soggiornare tutte e tre le notti a Lubiana, la sua capitale: la fatica dei day trip sarebbe stata ampiamente compensata dal minor stress dei continui cambi di hotel.

Partiamo dunque il giorno giovedì 24 aprile appena usciti dall’ufficio, il viaggio scorre tranquillo, per le 11 di sera siamo in centro a Lubiana. Alloggiamo presso la Penzion Pod Lipo che abbiamo scelto per la sua posizione centrale, per il parcheggio gratuito e per il suo prezzo contenuto: la camera matrimoniale è costata 58 euro a notte. Il mattino seguente, contro ogni previsione meteorologica, è una bella giornata: la passiamo in giro per il centro storico di Lubiana, tutto pedonale, che si snoda attorno al fiume Ljubljanica. La città è dominata da una collina sulla quale spicca un bel castello, le viuzze acciottolate sono uno spettacolo da percorrere, sono puntellate di negozi tipici e di marchi globali. Visitiamo tutte le attrazioni della città, municipio, cattedrale, triplo ponte, mercato, e pranziamo a street food gustando le specialità del luogo. Di pomeriggio ci facciamo un bel giro al parco Tivoli e visitiamo il quartiere Metelkova, un ex distretto militare occupato circa 20 anni fa e adesso dimora di artisti e gente alternativa. La sera torniamo in centro, un altro giro pedonale, un aperitivo, un’ottima cena al ristorante.

Lubiana è così, ci si rilassa, viverci è bello, la città è verde e piacevolissima da girare a piedi o in bicicletta, gli edifici storici la fanno da padrone e il castello la sovrasta. In definitiva, giudizio più che positivo.

La mattina seguente è tempo di attraversare una frontiera: ci dirigiamo ad est, verso la Croazia, che da poco è entrata nell’UE ma in via provvisoria mantiene ancora i controlli. La meta è la sua capitale, Zagabria. Ci arriviamo in circa un’ora e 20 minuti di auto dal nostro hotel, e ci meravigliamo perchè è una città moderna e attiva, piena di giovani in strada, puntellata di bar e ristoranti. La piazza del centro moderno, intitolata a Jelacic, è un brulicare di persone e attività, da lì si snodano le arterie commerciali, completamente pedonali eccezion fatta per un moderno tram che le percorre in modo longitudinale. Ma Zagabria ha anche un delizioso centro storico, la città alta, raggiungibile a piedi o con una divertente funicolare. La giriamo in lungo e in largo e facciamo le foto di rito presso la chiesa di San Marco, che sul tetto spiovente è decorata da enormi mosaici, effigi di Zagabria e della Croazia.

Prima di venire via ci fermiamo davanti alla bella cattedrale gotica, la visitiamo dentro e fuori, e ci avviamo verso la macchina per ritornare a Lubiana. Anche Zagabria ci ha sorpreso in positivo, un’altra città ampiamente promossa, che si merita a pieno titolo di essere una capitale dell’Unione Europea.

Torniamo a Lubiana, ceniamo in un ottimo ristorante sulle rive del fiume ed andiamo a letto, stanchi e felici, ma anche un po’ tristi perchè ci apprestiamo a passare l’ultima notte di vacanza. Ci svegliamo il mattino dopo e ci dirigiamo verso Bled e il suo famosissimo e fotografatissimo lago. La giornata è nuvolosa, peccato perchè col sole sarebbe stata tutt’altra storia, ma il lago è comunque incredibilmente bello e magico. Decidiamo di fare tutto il giro a piedi, sono 6km e tra una sosta e una foto ci impieghiamo due ore, alla fine del giro ci fermiamo a pranzo presso un ristorante tipico sloveno, ci rifocilliamo e torniamo a Lubiana per un ultimo giro in città.

Si è fatto pomeriggio inoltrato, purtroppo è il momento di salutare Lubiana e l’intera Slovenia, ci rimettiamo in viaggio verso casa. Il giorno dopo sarà lunedì, la nostra vita di tutti i giorni ci aspetta per un nuovo inizio di settimana.

panorama

Old Town

Direzione Collina delle Croci: cronaca di un weekend in Lituania

Partiamo dall’Italia con Ryanair, sfruttando un’ottima offerta per Vilnius, la capitale della Lituania. Il volo scorre rapido, l’atterraggio è perfetto e in 10 minuti siamo sull’autobus che collega l’aeroporto alla stazione. Una volta arrivati ci dirigiamo verso l’hotel che abbiamo prenotato, l’Europolis. Situato in una posizione tranquilla, pulito e con i letti comodi, a distanza camminabile dal centro storico, l’abbiamo scelto essenzialmente per il prezzo: solo 32 euro a notte con colazione.

Tempo di un rapido check in e siamo già in giro. Abbiamo dato un’occhiata al meteo, e ci rendiamo conto che il bel sole che splende sarà presto un ricordo, decidiamo quindi di stravolgere i nostri piani e di andare alla fermata degli autobus per andare a Trakai, un bellissimo borgo ottimamente conservato, giace sulle rive di un lago nel quale c’è una grossa isola con uno splendido castello, raggiungibile tramite un ponte di legno pedonale.

L’atmosfera è fiabesca, il cielo azzurro e le foreste circostanti verdissime, il lago blu intenso e il rosso deciso dei mattoni del castello: è un mix di colori che toglie il fiato. La decisione di andare a Trakai col sole si rivela azzeccatissima.

Torniamo a Vilnius nel primo pomeriggio, ed affrontiamo la città in un modo differente: non ci fiondiamo in centro ma prima saliamo in cima alla Torre Gediminas, da cui si gode una bella vista d’insieme sulla città. Ci serve per renderci conto di come è messa e di come possiamo esplorarla. Scattiamo le foto di rito, come ampiamente previsto il cielo si chiude ma fortunatamente non pioverà.

Scendiamo dalla torre e siamo nella piazza della cattedrale: ci saremmo aspettati una chiesa completamente diversa, ci troviamo davanti una struttura bianca, austera, in stile neoclassico. E’ comunque molto bella, col suo campanile distaccato. La visitiamo dentro e fuori, ed iniziamo a percorrere le vie del centro. Vilnius è nota per le sue chiese, si trovano a ogni angolo della strada, e infatti è così, sbucano quando meno te lo aspetti. Percorriamo la via dello shopping fino alla piazza del municipio, e rimaniamo sorpresi da ciò che ci attende: la piazza è piena di bancarelle che vendono street food, dev’esserci un festival quindi decidiamo di cenare presso una di esse, inutile dire che il cibo è ottimo.

collina

Visita a Castel Sant’Angelo

Castel Sant’Angelo è uno dei monumenti archeologici più interessanti di Roma. Con un passato ricco e dinamico (è stato fortezza, prigione, residenza pontificia, sede di musei, ecc.), è uno dei monumenti più conosciuti al mondo della millenaria storia di Roma.

La nascita del Castel Sant’Angelo

La nascita del Castel Sant’Angelo

La nascita del Castel Sant’Angelo è fatta risalire tra il 123 e il 139 c.d. per volontà dell’imperatore Publio Elio Traiano Adriano, in qualità di Mole Adriana. Dopo aver svolto funzioni funerarie per circa un secolo, intorno al 270 d.c. fu riadattato ad avamposto militare, e incluso all’interno del sistema difensivo di Roma: la sua vicinanza con il fiume ne permetteva infatti il godimento di un elevato valore aggiunto per i fini che gli vennero attribuiti a partire dal II e dal III secolo.

Il nome di Castel Sant’Angelo

Il nome di Castel Sant’Angelo è stato assegnato al monumento solamente intorno alla fine del 500 d.c., quando la leggenda vuole che l’Arcangelo Michele apparve a Papa Gregorio Magno sulla sommità della Mole, annunciando la conclusione della peste.

Castel Sant’Angelo come residenza papale

Il Castel Sant’Angelo fu ricondotto all’interno del controllo del Papato intorno ai primi secoli del nuovo millennio. Solamente a metà del Quattrocento fu tuttavia trasformato in vera e propria residenza papale, oltre che sede dell’Erario e dell’Archivio Segreto.  In occasione del celebre Sacco di Roma del 1527, le stanze ospitarono un Papa Clemente VII in fuga dai palazzi vaticani attraverso il noto Passetto di Borgo, un lungo corridoio che collega il bastione San Marco con il Palazzo Apostolico.

Il Museo

Oggi Castel Sant’Angelo è sede di un rinomato museo all’interno del quale è possibile ammirare alcuni straordinari capolavori. L’elenco delle opere d’arte in esso contenute è enorme, e tra sculture, quadri ed altre opere visive è ben difficile cercare di effettuare un elenco compiuto delle prelibatezze artistiche dell’edificio.

Ad ogni modo, tra le principali opere ricordiamo:

  • Busti di Adriano e Antonino Pio
  • Campana della Misericordia
  • Cavalier d’Arpino – Ritratto di Prospero Farinacci
  • Cornici e capitello corinzieggiante
  • Carlo Crivelli – Cristo benedicente – Sant’Onofrio
  • Decorazione a grottesche
  • Dosso Dossi – Il Bagno
  • Festino degli Dei – Copia da Giovanni Bellini
  • Frammenti di statue
  • Antonio Gionima – Il Cardinale Gozzadini riceve Giacomo III Stuart
  • Luca Longhi – Giovane donna con unicorno
  • Lorenzo Lotto – San Girolamo
  • Raffaello da Montelupo – San Michele Arcangelo
  • Ritratto dell’imperatore Adriano
  • Ritratto virile su un busto togato
  • Luca Signorelli – Madonna col Bambino e santi
  • Stendardo dei bombardieri di Castel di Sant’Angelo
  • Pellegrino Tibaldi – L’arcangelo Michele rinfodera la spada
  • Perin del Vaga – Alessandro fa riporre in uno scrigno le opere di Omero
  • Perin del Vaga – Psiche scopre Amore e Amore fugge
  • Perin del Vaga – Il Ritorno di Perseo, l’origine del corallo, il banchetto nuziale di Perseo e Andromeda
  • Peter Anton Verschaffelt – San Michele Arcangelo
  • Ambrogio Zavattari e bottega – Madonna col Bambino e santicastello

Cinque capitali dell’Est Europa da visitare assolutamente

Di solito quando si pensa all’Europa dell’Est vengono in mente i classici clichè e stereotipi ben radicati nella testa del viaggiatore occasionale. In effetti, si può pensare che senso abbia visitare le capitali dell’Est quando invece Londra, Parigi, Berlino o Amsterdam rendono molto di più.

Ma è vero? Chiaramente no, ci sono città bellissime e allo stesso tempo poco sfruttate dal turismo di massa. Città dove la qualità della vita è alta (avete mai sentito parlare di Unione Europea?), dove le cose da vedere sono moltissime e dove la nightlife è di primo livello. Città dove i rapporti tra le persone sono ancora autentici, dove la vita è stata dura ma che adesso sta sbocciando con forza. Se questo non bastasse, provate a confrontare prezzi di hotel e ristoranti, e capirete come mai l’Est Europa è una meta davvero da non sottovalutare.

Tallinn

tallin

Più Nord che Est Europa, la capitale dell’Estonia ha molto in comune con la Finlandia, dalla quale è divisa attraverso l’omonimo golfo. Tallinn è una città moderna e all’avanguardia, tuttavia mantiene un delizioso centro storico medievale completamente pedonale. L’Estonia ha da poco introdotto l’Euro e i prezzi stanno salendo, ma approfittatene finchè siete in tempo.

Rigariga

La città più importante dei tre stati baltici, la capitale lettone Riga è un concentrato di arte e divertimento. Nota per la sua vita notturna trasgressiva ma anche per essere iscritta nell’elenco dei Patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO, a Riga non ci si annoia mai. Le possibilità sono infinite, i prezzi sono decisamente abbordabili e senza dubbio è una città veramente bellissima.

Bratislava

Bratislava

Capitale della Slovacchia, purtroppo Bratislava ha sempre vissuto all’ombra dei vicini più importanti: all’epoca della Cecoslovaccha soffriva la rivalità di Praga, mentre adesso è pericolosamente vicina a Vienna, che ha un appeal decisamente diverso nei confronti del turista. Ma concedete a Bratislava il tempo che si merita: è una capitale giovane, dinamica e con un bellissimo centro storico pedonale, sormontato da uno splendido castello e costeggiato dal Danubio.

Sofia

Sofia

La capitale della Bulgaria è una città particolare: in molte zone si respira ancora un’aria post-sovietica, sembra di essere tornati indietro nel tempo. Ma ci sono anche diverse gemme nascoste, a cominciare dalla Cattedrale di Aleksandăr Nevski, alta 45 metri e risalente alla fine del 1800. Sofia è una città universitaria, dunque è piena di giovani e di divertimenti, ad ogni ora del giorno e della notte.

Zagabria

Zagabria

La capitale croata è la più giovane dell’Unione Europea: la Croazia ha infatti ufficializzato l’importante annessione soltanto il 1 luglio 2013. Zagabria è una città grande, conta quasi un milione di abitanti, ma resta una città a misura d’uomo, grazie al suo centro storico molto ben conservato, dal quale partono le arterie commerciali della città, piene di negozi e mercati.