Generale Sherman: ecco l’albero più grande della Terra

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Chi ha mai visto un albero alto 84 metri, con una circonferenza di 31 metri ed il peso di oltre 5 mila tonnellate?

Sicuramente chiunque avrà avuto la fortuna di fare un viaggio nella splendida California e visitare il Sequoia National Park, dove sorge imponente il Generale Sherman, una gigantesca sequoia chiamata così dal naturalista James Wolverston, in onore del celebre generale statunitense  della guerra di secessione.

Essa, secondo le analisi dendrocronologiche, dovrebbe avere dai 2300 ai 2700 anni ed anche se non è l’albero più alto del mondo, è sicuramente il più grosso in termini di volume (1487 metri cubi) e si trova precisamente nella Foresta Gigante, all’interno del Parco Nazionale di Sequoia, ad est di Visalia, in California.

Generale_Sherman

La sequoia rappresenta uno degli alberi che può raggiungere altezze eccezionali, fino a 130 metri, insieme agli Eucalipti dell’Australia, che toccano anche i 150 metri e sono fra quelli più alti del mondo.

E’ un po’ consuetudine americana dare dei nomi propri agli alberi più importanti, infatti, oltre al Generale Sherman, esistono anche il Grizzy Giant, The President e The Bull Buck.

Il Parco Nazionale di Sequoia offre tante altre bellissime attrattive naturali da non perdere; oltre alle grandi sequoie, al suo interno si trova il Monte Whitney, il più alto degli Stati Uniti ed una sporgenza di roccia (Moro Rock) su cui è stata creata una scalinata di 400 gradini, per consentire ai visitatori di raggiungere la cima a 2050 metri.

Vari, inoltre, sono i percorsi che si intrecciano tra le sequoie e che permettono di ammirare un’infinità di altre bellezze naturali e molto suggestive.

Raggiunto il Sequoia National Park, che è consigliabile visitare in primavera od estate, quando il clima è fresco grazie all’altitudine, situato nel sud della Sierra Nevada, dal parcheggio si arriva al maestoso Generale Sherman in navetta oppure a piedi, godendo di una passeggiata nella natura incontaminata di circa 700 metri.

E’ sicuramente un’esperienza interessante vedere da vicino questa imponente sequoia, fra le più vecchie del Pianeta, immersa nel verde del Parco, che le fa da cornice, insieme ad altri alberi secolari.

Infatti, la maggior parte delle persone che visitano il Parco, lo fa soprattutto per ammirare Lei, un’esemplare capace di suscitare emozioni per la sua grandezza.

Arena di Verona tra storia e leggende

03_arena-di-verona-turistaoggiLa famosissima Arena di Verona è un anfiteatro romano situato nel centro storico di Verona, e oggi in grado di rappresentare una delle infrastrutture architettoniche romane conservate meglio. Oggi sede di eventi di fama internazionale, l’Arena sorse in epoca classica divenendo un punto di riferimento, e non solo per la città. Ma come è stata costruita? E quali sono le curiosità che da tempo ruotano sulla struttura?

Costruzione dell’Arena di Verona

L’Arena di Verona è stata costruita intorno al I secolo d.C., e si circonda di un alone di mistero che riguarda altresì la sua storia antica. Teatro di episodi spesso drammatici (si narra che nell’Arena fossero martirizzati anche alcuni cristiani), l’Arena fu naturalmente utilizzata prevalentemente per attività ludiche.

La struttura fu danneggiata gravemente nel corso dei secoli, con danni prevalentemente derivanti da disastri naturali, come i terremoti del 1116 / 1117 o, ancora prima, l’inondazione dell’Adige del 589. A partire dal ‘600 si avviarono importanti opere di ristrutturazione e di restauro, poi riprese in più parti anche nei secoli successivi.

Leggende sull’Arena di Verona

La storia dell’Arena di Verona si arricchisce di numerosi misteri, prevalentemente accesi in epoca medievale. Tra le tante storie che ruotano intorno a tale struttura vi è anche quella che vedrebbe come protagonista un gentiluomo veronese, accusato di un crimine per il quale era prevista la condanna a morte, che pur di avere salva la propria vita promise ai capi cittadini che avrebbe costruito in una sola notte un edificio che potesse contenere tutti gli abitanti della città e in cui si potessero svolgere degli spettacoli.

Per poter perseguire tale obiettivo promise l’anima al demonio: i diavoli cominciarono i lavori durante la notte. L’uomo, pentitosi del patto, chiese quindi alla Madonna di anticipare il sorgere del sole, affinché l’opera rimanesse incompiuta: di qui, secondo la leggenda, la formazione della caratteristica Ala dell’Arena di Verona.

Ancora, secondo altre leggende sempre di epoca medievale, l’Arena di Verona sarebbe frutto del demonio semplicemente perché le sue dimensioni, colossali, sarebbero state non realizzabili dall’opera umana. Altre leggende fanno infine ricondurre la nascita dell’Arena al Re Teodorico.

Una cena a lume di candela immersi nelle acque cristalline delle Maldive

Ithaa Undersea RestaurantUn modo insolito e sicuramente originale di trascorrere una serata indimenticabile, cenando a lume di candela 5 metri sotto il livello del mare.

Alle Maldive, un posto splendido ed al tempo stesso romantico e rilassante, sarà possibile realizzare questo sogno all’Ithaa Undersea Restaurant un ristorante veramente incredibile ed emozionante.

Nell’atollo di Ari, sull’isola di Rangoli, dove sorge anche un lussuosissimo Resort, questo ristorante immerso nelle acque cristalline dell’arcipelago, offre un panorama unico al mondo ai suoi ospiti.

Da una scalinata che parte dalla spiaggia dell’Hilton Conrad Maldives, si accede all’Ithaa, la cui copertura è costituita da lastre di vetro trasparenti, che permettono di ammirare il mare ed i suoi coloratissimi pesci a 270°.

Il ristorante non è grande, infatti può ospitare un massimo di 14 persone per volta ed essendo un locale di lusso, per poter godere di un pranzo od una cena senza precedenti, bisogna prenotare ed avere a disposizione più di 200 euro.

L’Ithaa Undersea Restaurant è il primo ristorante sottomarino costruito al mondo ed è di proprietà del gruppo Hilton, una delle catene alberghiere più famose al mondo.

Un’esperienza unica quella offerta da questo locale, il cui nome significa “madreperla”, che consente di vivere un sogno ad occhi aperti, mentre si gusta un pranzo od una cena raffinata, circondati dalle acque del mare e da tutte le specie di pesci che attraversano quel tratto, squali compresi.

La cucina proposta è di tipo europeo, anche se sono presenti influenze asiatiche ed è possibile prenotare di giorno, dalle ore 11, fino alla sera a mezzanotte, ma anche feste private e matrimoni, oltre che trascorrere una notte veramente indimenticabile.

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Per chi ama particolarmente la fauna e la flora marina, è consigliato di andare all’Ithaa di giorno, preferibilmente verso mezzogiorno, quando il sole, alto nel cielo, riflette i suoi caldi raggi nell’acqua, illuminando l’ambiente tutt’intorno.

Anche se si tratta di un posto unico al mondo, alle Maldive è possibile visitare tante altre meravigliose attrattive naturali, oltre che godere di tanto sole e mare, rilassandosi sulle splendide spiagge assolate.

Torre di Pisa, uno dei simboli dell’Italia nel mondo

torre_di_pisa_turistapoggiLa torre di Pisa è uno dei simboli architettonici d’Italia nel mondo. Ma siamo sicuri di saperne abbastanza di questo edificio pendente? Quando è stato costruito? Quale è la sua struttura? Cerchiamo di rispondere a questa e altre domande, scoprendo alcune curiosità di questa meravigliosa torre.

La costruzione della torre

I lavori di costruzione della torre di Pisa furono lunghissimi, abbracciando – di fatti – quasi due secoli. Le prime opere furono avviate tra il 1173 e il 1174, quando furono pose le sole fondamenta. Negli anni successivi vennero lentamente eretti i primi piani: fu proprio in questo modo che ci si rese conto dell’argillosità del terreno sul quale sorge la torre. Un terreno molto cedevole e, pertanto, insicuro (non a caso, tutt’oggi, è una delle determinanti fondamentali della pendenza dell’edificio).

A causa di tale brutta “sorpresa”, i lavori furono lungamente interrotti, per essere ripresi solo nella seconda metà del ‘200, quando furono elevati altre tre piani. Proprio al fine di “compensare” la pendenza maturata con i primi tre piani, i successivi tre furono incurvati in senso opposto. Il campanile fu invece completato – con l’aggiunta della cella campanaria – solo alla metà del secolo successivo.

Una pendenza che preoccupa

La pendenza della torre di Pisa ha preoccupato gli ingegneri nel corso dei secoli e dei decenni. Il picco di timore si raggiunse tuttavia nel 1989, quando fu rilevato che l’inclinazione della torre stava superando i 4,50 metri, rendendo pertanto sempre più possibile un crollo. Il 7 gennaio 1990 l’edificio fu pertanto chiuso, e avviati costosi lavori di restauro (circa 30 milioni degli attuali euro!) che consentirono, il 15 dicembre 2001, la riapertura della torre.

Dove si trova

La torre di Pisa si trova nella Piazza del Duomo, nella città toscana. Trovarla non sarà certamente difficile, considerato che la sua altezza è di oltre 56 metri, e che il flusso turistico verso la Piazza, e verso la torre, è pressochè continuo, e non solo nel periodo primaverile / estivo.
Pisa e il “vizio” delle torri pendenti

Anche se la torre pendente di Pisa, relativa al campanile di Santa Maria Assunta, è la torre pendente più famosa della città toscana, l’edificio non è l’unico a mostrare inclinazioni. La colpa è del terreno argilloso e sabbioso che riguarda vaste aree di Pisa, e che ha influenzato negativamente la stabilità del campanile della Chiesa di San Nicola (oggi in grado di manifestare una inclinazione di 2,5 metri) e il campanile della Chiesa di San Michele degli Scalzi, che oggi ha un’inclinazione di 5 gradi.

Visitare la Statua della Libertà… a Parigi

statua-liberta-parigiSi, proprio a Parigi, la bellissima e romantica capitale francese, passeggiando lungo la Senna, è possibile ammirare la Statua della Libertà.

Naturalmente si tratta di una riproduzione in scala, di quello che è il monumento simbolo degli States, una sorta di sorella minore.

Forse non tutti sapranno che, mentre la nota statua americana fu progettata dall’ingegnere Eiffel, su commissione di Bartholdi e donata ai francesi agli americani nel 1886, in concomitanza con il centenario della Dichiarazione d’Indipendenza, quella parigina venne regalata dagli americani ai francesi nel 1889, in occasione del centenario della Rivoluzione Francese.

Un modo con cui si intese sottolineare il rapporto di amicizia che intercorreva fra i due popoli.

La Statua della Libertà di Parigi, dunque, sorge nei pressi del ponte Grenolle, sull’Alleu des Cygnes, un’isola situata sulla Senna.

E’ alta soltanto 11,5 metri, quindi decisamente più piccola di quella americana (93 metri) ed originariamente era rivolta verso la Torre Eiffel, mentre in un secondo momento fu orientata in direzione degli Stati Uniti.

Ai suoi piedi è stata posta una targa commemorante l’amicizia franco-americana. mentre sulla pergamena che tiene in mano la Statua, sono incise le date della Rivoluzione Americana e di quella Francese.

Due creazioni dello stesso scultore, sorelle gemelle che simboleggiano la Libertà.

Per visitarla è possibile arrivare a piedi, ma per ammirarla solo dall’esterno, perché non è prevista alcuna visita interna ad essa, come lo è per quella americana.

Una vista molto suggestiva sia della Statua della Libertà che della Torre Eiffel è quella dal ponte Mirabeau, dove si possono immortalare per intero, insieme alla Senna, un altro elemento che rende perfetto questo quadretto panoramico.

Ma questa non è l’unica riproduzione della Statua della Libertà che è possibile ammirare a Parigi, infatti nei Giardini del Lussemburgo ve ne è un’altra, mentre nei pressi degli Champs Elysees, all’ingresso della galleria de Pont de l’Alma, ancora si nota una riproduzione a grandezza naturale della Torcia.

Quest’ultima sorge proprio nel posto diventato tristemente famoso per il tragico incidente occorso a Lady Diana e ne è divenuta praticamente il simbolo.

Parco di Tragoess: parco d’inverno e lago d’estate

La natura non smette mai di stupirci con le sue continue ed incredibili evoluzioni, capaci di dare vita a luoghi incantati, che lasciano senza fiato. Scopriamo a Tragoess, in Styria, regione dell’Austria, un posto che sorge ai piedi delle montagne innevate di Hochschwab e si affaccia su un enorme parco, a dir poco meraviglioso, circondato dal verde, dai colori, dal profumo dei fiori e da un silenzio d’altri tempi.

Ma non è questo parco la vera e sola attrattiva, perché quello che lascia senza parole i suoi visitatori è un avvenimento che ha dell’incredibile.

A primavera, infatti, esso si trasforma in un bellissimo lago di montagna, come? in questo periodo la neve del ghiacciaio si scioglie e la massa di acqua delle sorgenti sommerge tutto ciò che le circonda.

Circa 12 metri di acqua coprono alberi, sentieri, panchine e ponti, rendendo sottomarino l’intero parco.

Tale affascinante evento dura alcuni mesi, durante i quali gli appassionati di immersioni possono approfittare di una visita insolita, per vivere un’esperienza unica e frizzante.

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Nuotando sotto le gelide e cristalline acque del lago “temporaneo” si viene letteralmente trasportati in un mondo magico, dove attraversare l’erba verde, i fiori, le rocce, gli alberi ed i sentieri, sostando per qualche istante sulla panchina, proprio come se si stesse vivendo in una favola.

Lo scenario che si presenta agli occhi dei turisti è a dir poco fantastico, ma si riesce ad avere un’idea di quanto sia veramente incantevole questo luogo, soltanto ammirandolo dal vivo ed ancora di più, immergendosi nelle acque limpide di un lago che risorge ogni anno.

Si tratta di un posto che è possibile visitare in tutti i mesi dell’anno, l’ideale per chi ama fare lunghe e salutari passeggiate immerso nel verde e per chi desidera scoprire un mondo sommerso unico al mondo.

La Styria è raggiungibile in aereo, con atterraggio all’aeroporto di Graz oppure in treno; sia dall’aeroporto che dalla stazione vi saranno altri mezzi a disposizione, che trasporteranno i turisti fino alle pendici delle montagne, ove sorge il parco/lago incantato.

The London Pass: il modo migliore per visitare Londra

london-pass-a La London Pass è la card turistica della capitale inglese che consente di spostarsi liberamente e gratuitamente sui mezzi per visitare tutta la città di Londra. Chi visita la capitale inglese non può fare a meno di questa card, ecco cosa include e come funziona.

Londra è una delle mete europee più care, per risparmiare sugli spostamenti, avere degli ingressi gratuiti per diverse attrazioni e sconti, nel 1999 è stata creata questa card per tutti i turisti, ha una validità da 1 a 6 giorni, con un costo variabile tra le 45 e le 270 sterline. Include gli ingressi a 60 luoghi di interesse, ingressi prioritari per evitare le code e l’opzione per utilizzare illimitatamente tutti i mezzi di trasporto pubblici di Londra.

The London Pass include l’ingresso alla Torre di Londra, all’Abbazia di Westminster, al London Bridge Experience a Kensington Palace e ad altre 60 attrazioni in città. The London Pass sarà inoltre indispensabile per spostarsi nella grande metropolitana della città e per utilizzare anche i bus del trasporto pubblico. Con la card sono già pagati tutti gli spostamenti nelle zone 1-6 di Londra, eviterete lo stress e soprattutto i costi. Londo Pass include inoltre anche sconti e offerte riservate in oltre 40 tra alberghi, bar e ristoranti di Londra.

Una guida completa alla London Pass è disponibile anche attraverso una app per Android e iPhone. Troverete tutte le informazioni sulle zone accessibili, la descrizione di tutte le coperture e gli orari, l’organizzazione di alcuni itinerari da visitare e le mappe di tutte le linee di autobus e della metropolitana per spostarvi a Londra.

7 cose da fare ad Amsterdam

Canal_Bus_amsterdam_turistaoggiChi visita Amsterdam può godere di diverse attrazioni in qualsiasi periodo dell’anno. Per chi organizza un viaggio di 2/3 giorni, il consiglio è quello di pianificare le tappe scegliendo i posti da visitare e recuperando informazioni su come spostarsi in città e sulle offerte per visitare attrazioni e musei, come ad esempio i pass della I Amsterdam City Card.

In 3 giorni si può visitare quasi tutto quello che c’è da vedere ad Amsterdam, ecco le 7 cose da non perdere assolutamente.

Per vivere al meglio il centro di Amsterdam si deve noleggiare una bicicletta, mezzo di trasporto principale della città. Le piste ciclabili sono ovunque e potrete godervi tutta la città girandola su due ruote. Visitare il mercato dei fiori e il quartiere a luci rosse. Sono 2 delle attrazioni più ricercate dai turisti di tutta europa, Il primo luogo è decisamente femminile, il secondo preferito dai maschietti.

Tra le esperienza da non perdere c’è sicuramente un Tour dei canali di Amsterdam. Si può infatti navigare lungo i canali della città scegliendo diversi tour con guida. Per una cena romantica per due sui canali a bordo di un battello, un cocktail con amici o un tour con guida in multilingua sui monumenti, si può prenotare sul sito Canal.nl, sito di booking della Hollande International, leader tra gli operatori specializzati nei tour sui canali di Amsterdam.

Già che siete ad Amsterdam, tra i luoghi da visitare c’è il Museo di Van Gogh, qui troverete i dipinti di questo straordinario artista che tutto il mondo ha ammirato con la possibilità di vedere da vicino gli oggetti personali del grande pittore. Completano il tour turistico, la visita al Rijksmuseum, il Museo nazionale e una visita all’aeroporto Schiphol dove troverete centinaia di negozi, una biblioteca con musica e film e anche un Casinò.

Ammirare San Pietro dal buco di una “Serratura”

san-pietro-serratura-buco-di-romaUn modo inusuale e sicuramente originale di vedere la bellissima San Pietro, in particolare la Cupola, simbolo di Roma e del mondo cattolico, guardando dal buco della serratura del Cancello del Priorato dei Cavalieri di Malta.

Nella Città Eterna, infatti, sulla sommità del Colle Aventino, appena dopo il Giardino degli Aranci, ai visitatori è riservata una piacevole sorpresa, ossia, quella di ammirare il fantastico panorama sulla Cupola di San Pietro, incorniciata dalle siepi dei Giardini del Priorato, guardando dal buco della serratura del cancello.

Sulla quieta Piazza dei Cavalieri di Malta, si affaccia il celebre “Portone” che immette alle proprietà del Gran Priorato dell’Ordine, alla cui serratura si accostano migliaia e migliaia di turisti, per godere di uno spettacolo incredibile.

buco_di_romaAttraverso il “buco di Roma“, come i romani amano chiamarlo affettuosamente, l’occhio ammira in prospettiva l’imponente Cupolone che appare come per magia, spesso avvolto da una sottile misteriosa nebbia, in fondo al Viale del giardino.

Tutta l’area, un tempo appartenente ad un monastero benedettino, nel XII secolo divenne proprietà dei Templari e quando nel 1312 essi vennero soppressi per mano di Clemente V, divenne del Priorato dei Gerosolimitani.

Successivamente, precisamente nella seconda metà del 1400, Papa Paolo II concesse il monastero al Sovrano Militare dell’Ordine di Malta.

L’attuale aspetto di questo luogo così suggestivo è opera del celebre incisore Battista Piranesi, che restaurò l’edificio nella seconda metà del 700.

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Chi visita Roma, non può assolutamente perdersi una sosta al buco di Roma, tanto insolito ed affascinante, perché consente anche di attraversare con lo sguardo ben 3 Stati: il Vaticano sullo sfondo, l’Associazione dei Cavalieri di Malta e lo Stato italiano.

La vista che si gode è veramente emozionante, sia di giorno che di notte ed è sicuramente inaspettata, per chi non conosce questo posto.

Una volta giunti a Roma, in aereo, treno od auto per chi non è molto distante dalla città, per raggiungere l’Aventino è sufficiente prendere il bus fino Piazza Venezia ed arrivare a piedi fino a Piazza Bocca della Verità.

Il Chianti: una vacanza tra storia, natura ed enogastronomia

il-chianti-turistaoggiIl Chianti è diventata una delle zone più gettonate del nostro paese, tanti stranieri decidono di comprare una casa o un casale tra le colline toscane, e tanti turisti, italiani e non scelgono questa magica porzione della Toscana per le loro vacanze.

Il Chianti rappresenta infatti uno dei simboli dell’Italia e della sua eccellenza sia dal punto di vista paesaggistico che gastronomico. In questo territorio infatti paesaggio, storia cultura, cibo e vino si fondono insieme indissolubilmente.

Nelle splendide colline verdeggianti, nei vitigni, nelle cantine e nei borghi medievali si respira un’atmosfera che rimanda a tempi lontani, legati alle tradizioni di una volta, che mai hanno realmente abbandonato questa terra.

Il luogo ideale per un weekend lungo nel quale ritirarsi e rifocillarsi in armonia con la natura e con i prodotti della sua terra.

Logisticamente parlando questa regione offre innumerevoli possibilità: potrete infatti scegliere uno dei numerosi hotel nel Chianti, o se preferite un agriturismo, che spesso è anche azienda produttrice di prodotti tipici come il vino e l’olio, o ancora affittare un antico casolare per brevi periodi.

Sono inoltre diversi gli itinerari che potrete seguire nel Chianti, così come numerose sono le località ed i caratteristici borghi medievali dov’è spesso possibile visitare le cantine.

Fra questi merita sicuramente una menzione Greve in Chianti, che è anche chiamata la Porta del Chianti. Greve, per la sua posizione strategica di crocevia, si è sviluppata sempre attorno alla propria piazza del mercato.

Vicino a Greve in Chianti potrete visitare inoltre il Castello di Montefioralle, una frazione molto caratteristica per la sua conformazione ancora visibile: il perimetro del paese è cinto da un doppio giro di mura fortificate su cui si addossa tutto il paese.

querceto-bigInoltre intorno a Greve si trovano ben due castelli, quello del Querceto e quello di Uzzano, dei quali si possono visitare le cantine e degustare i pregiati vini.

Anche Gaiole in Chianti è un paese la cui storia si fonde con la sua posizione di snodo viario. Gaiole infatti era la via di comunicazione tra il Chianti ed il Valdarno superiore.

Poco distante da Gaiole è possibile visitare la Villa Vistarenni che sorge in una splendida posizione tra le colline del Chianti, e quella oggi visibile mostra uno stile cinquecentesco anche se il suo aspetto risale al progetto di Ludovico Fortini dell’inizio del secolo scorso. All’interno del parco della villa è visitabile una cappella intitolata a Maddalena de’ pazzi.

Sempre vicino a Gaiole si trova il Castello di Brolio, il cui nome di derivazione celtica probabilmente risale ad un’epoca anteriore all’anno 1000. Il castello è legato alla famiglia Ricasoli, importante ed influentissimo casato della zona.

Oggi l’aspetto del castello mostra elementi neogotici voluti dal barone Bettino Ricasoli nel 1829. Bettino Ricasoli, detto anche il barone di ferro, è stato inoltre colui che ha codificato per primo la ricetta del celebre vino Chianti Classico attraverso la miscela di tre diversi tipi di uve.

Infine Monteriggioni è un paese costruito dai senesi sulla sommità di una collina che ancora mostra la propria struttura duecentesca. All’interno del paese si trovano ancora numerose botteghe di artigianato, cantine e trattorie dove è possibile gustare i prodotti tipici di questa splendida terra.

Dante, rimanendo impressionato dall’imponenza della cinta muraria di Monteriggioni la cita nell’inferno paragonando le torri fortificate della cinta ai giganti incatenati alla voragine di Malebolge.