Arena di Verona tra storia e leggende

La famosissima Arena di Verona è un anfiteatro romano situato nel centro storico di Verona, e oggi in grado di rappresentare una delle infrastrutture architettoniche romane conservate meglio. Oggi sede di eventi di fama internazionale, l’Arena sorse in epoca classica divenendo un punto di riferimento, e non solo per la città. Ma come è stata costruita? E quali sono le curiosità che da tempo ruotano sulla struttura?

Costruzione dell’Arena di Verona

Costruzione dell'Arena di Verona

L’Arena di Verona è stata costruita intorno al I secolo d.C., e si circonda di un alone di mistero che riguarda altresì la sua storia antica. Teatro di episodi spesso drammatici (si narra che nell’Arena fossero martirizzati anche alcuni cristiani), l’Arena fu naturalmente utilizzata prevalentemente per attività ludiche.

La struttura fu danneggiata gravemente nel corso dei secoli, con danni prevalentemente derivanti da disastri naturali, come i terremoti del 1116 / 1117 o, ancora prima, l’inondazione dell’Adige del 589. A partire dal ‘600 si avviarono importanti opere di ristrutturazione e di restauro, poi riprese in più parti anche nei secoli successivi.

Leggende sull’Arena di Verona

La storia dell’Arena di Verona si arricchisce di numerosi misteri, prevalentemente accesi in epoca medievale. Tra le tante storie che ruotano intorno a tale struttura vi è anche quella che vedrebbe come protagonista un gentiluomo veronese, accusato di un crimine per il quale era prevista la condanna a morte, che pur di avere salva la propria vita promise ai capi cittadini che avrebbe costruito in una sola notte un edificio che potesse contenere tutti gli abitanti della città e in cui si potessero svolgere degli spettacoli.

Per poter perseguire tale obiettivo promise l’anima al demonio: i diavoli cominciarono i lavori durante la notte. L’uomo, pentitosi del patto, chiese quindi alla Madonna di anticipare il sorgere del sole, affinché l’opera rimanesse incompiuta: di qui, secondo la leggenda, la formazione della caratteristica Ala dell’Arena di Verona.

Ancora, secondo altre leggende sempre di epoca medievale, l’Arena di Verona sarebbe frutto del demonio semplicemente perché le sue dimensioni, colossali, sarebbero state non realizzabili dall’opera umana. Altre leggende fanno infine ricondurre la nascita dell’Arena al Re Teodorico.

Torre di Pisa, uno dei simboli dell’Italia nel mondo

La torre di Pisa è uno dei simboli architettonici d’Italia nel mondo. Ma siamo sicuri di saperne abbastanza di questo edificio pendente? Quando è stato costruito? Quale è la sua struttura? Cerchiamo di rispondere a questa e altre domande, scoprendo alcune curiosità di questa meravigliosa torre.

La costruzione della torre

La costruzione della torre

I lavori di costruzione della torre di Pisa furono lunghissimi, abbracciando – di fatti – quasi due secoli. Le prime opere furono avviate tra il 1173 e il 1174, quando furono pose le sole fondamenta. Negli anni successivi vennero lentamente eretti i primi piani: fu proprio in questo modo che ci si rese conto dell’argillosità del terreno sul quale sorge la torre. Un terreno molto cedevole e, pertanto, insicuro (non a caso, tutt’oggi, è una delle determinanti fondamentali della pendenza dell’edificio).

A causa di tale brutta “sorpresa”, i lavori furono lungamente interrotti, per essere ripresi solo nella seconda metà del ‘200, quando furono elevati altre tre piani. Proprio al fine di “compensare” la pendenza maturata con i primi tre piani, i successivi tre furono incurvati in senso opposto. Il campanile fu invece completato – con l’aggiunta della cella campanaria – solo alla metà del secolo successivo.

Una pendenza che preoccupa

La pendenza della torre di Pisa ha preoccupato gli ingegneri nel corso dei secoli e dei decenni. Il picco di timore si raggiunse tuttavia nel 1989, quando fu rilevato che l’inclinazione della torre stava superando i 4,50 metri, rendendo pertanto sempre più possibile un crollo. Il 7 gennaio 1990 l’edificio fu pertanto chiuso, e avviati costosi lavori di restauro (circa 30 milioni degli attuali euro!) che consentirono, il 15 dicembre 2001, la riapertura della torre.

Dove si trova

Dove si trova

La torre di Pisa si trova nella Piazza del Duomo, nella città toscana. Trovarla non sarà certamente difficile, considerato che la sua altezza è di oltre 56 metri, e che il flusso turistico verso la Piazza, e verso la torre, è pressochè continuo, e non solo nel periodo primaverile / estivo.
Pisa e il “vizio” delle torri pendenti

Anche se la torre pendente di Pisa, relativa al campanile di Santa Maria Assunta, è la torre pendente più famosa della città toscana, l’edificio non è l’unico a mostrare inclinazioni. La colpa è del terreno argilloso e sabbioso che riguarda vaste aree di Pisa, e che ha influenzato negativamente la stabilità del campanile della Chiesa di San Nicola (oggi in grado di manifestare una inclinazione di 2,5 metri) e il campanile della Chiesa di San Michele degli Scalzi, che oggi ha un’inclinazione di 5 gradi.

Ammirare San Pietro dal buco di una “Serratura”

Un modo inusuale e sicuramente originale di vedere la bellissima San Pietro, in particolare la Cupola, simbolo di Roma e del mondo cattolico, guardando dal buco della serratura del Cancello del Priorato dei Cavalieri di Malta.

Nella Città Eterna, infatti, sulla sommità del Colle Aventino, appena dopo il Giardino degli Aranci, ai visitatori è riservata una piacevole sorpresa, ossia, quella di ammirare il fantastico panorama sulla Cupola di San Pietro, incorniciata dalle siepi dei Giardini del Priorato, guardando dal buco della serratura del cancello.

Sulla quieta Piazza dei Cavalieri di Malta, si affaccia il celebre “Portone” che immette alle proprietà del Gran Priorato dell’Ordine, alla cui serratura si accostano migliaia e migliaia di turisti, per godere di uno spettacolo incredibile.

Attraverso il “buco di Roma“, come i romani amano chiamarlo affettuosamente, l’occhio ammira in prospettiva l’imponente Cupolone che appare come per magia, spesso avvolto da una sottile misteriosa nebbia, in fondo al Viale del giardino.

Tutta l’area, un tempo appartenente ad un monastero benedettino, nel XII secolo divenne proprietà dei Templari e quando nel 1312 essi vennero soppressi per mano di Clemente V, divenne del Priorato dei Gerosolimitani.

Successivamente, precisamente nella seconda metà del 1400, Papa Paolo II concesse il monastero al Sovrano Militare dell’Ordine di Malta.

L’attuale aspetto di questo luogo così suggestivo è opera del celebre incisore Battista Piranesi, che restaurò l’edificio nella seconda metà del 700.

]Chi visita Roma, non può assolutamente perdersi una sosta al buco di Roma, tanto insolito ed affascinante, perché consente anche di attraversare con lo sguardo ben 3 Stati: il Vaticano sullo sfondo, l’Associazione dei Cavalieri di Malta e lo Stato italiano.

La vista che si gode è veramente emozionante, sia di giorno che di notte ed è sicuramente inaspettata, per chi non conosce questo posto.

Una volta giunti a Roma, in aereo, treno od auto per chi non è molto distante dalla città, per raggiungere l’Aventino è sufficiente prendere il bus fino Piazza Venezia ed arrivare a piedi fino a Piazza Bocca della Verità.

Il Chianti: una vacanza tra storia, natura ed enogastronomia

Il Chianti è diventata una delle zone più gettonate del nostro paese, tanti stranieri decidono di comprare una casa o un casale tra le colline toscane, e tanti turisti, italiani e non scelgono questa magica porzione della Toscana per le loro vacanze.

Il Chianti rappresenta infatti uno dei simboli dell’Italia e della sua eccellenza sia dal punto di vista paesaggistico che gastronomico. In questo territorio infatti paesaggio, storia cultura, cibo e vino si fondono insieme indissolubilmente.

Nelle splendide colline verdeggianti, nei vitigni, nelle cantine e nei borghi medievali si respira un’atmosfera che rimanda a tempi lontani, legati alle tradizioni di una volta, che mai hanno realmente abbandonato questa terra.

Il luogo ideale per un weekend lungo nel quale ritirarsi e rifocillarsi in armonia con la natura e con i prodotti della sua terra.

Logisticamente parlando questa regione offre innumerevoli possibilità: potrete infatti scegliere uno dei numerosi hotel nel Chianti, o se preferite un agriturismo, che spesso è anche azienda produttrice di prodotti tipici come il vino e l’olio, o ancora affittare un antico casolare per brevi periodi.

Sono inoltre diversi gli itinerari che potrete seguire nel Chianti, così come numerose sono le località ed i caratteristici borghi medievali dov’è spesso possibile visitare le cantine.

Fra questi merita sicuramente una menzione Greve in Chianti, che è anche chiamata la Porta del Chianti. Greve, per la sua posizione strategica di crocevia, si è sviluppata sempre attorno alla propria piazza del mercato.

Vicino a Greve in Chianti potrete visitare inoltre il Castello di Montefioralle, una frazione molto caratteristica per la sua conformazione ancora visibile: il perimetro del paese è cinto da un doppio giro di mura fortificate su cui si addossa tutto il paese.

Inoltre intorno a Greve si trovano ben due castelli, quello del Querceto e quello di Uzzano, dei quali si possono visitare le cantine e degustare i pregiati vini.

Anche Gaiole in Chianti è un paese la cui storia si fonde con la sua posizione di snodo viario. Gaiole infatti era la via di comunicazione tra il Chianti ed il Valdarno superiore.

Poco distante da Gaiole è possibile visitare la Villa Vistarenni che sorge in una splendida posizione tra le colline del Chianti, e quella oggi visibile mostra uno stile cinquecentesco anche se il suo aspetto risale al progetto di Ludovico Fortini dell’inizio del secolo scorso. All’interno del parco della villa è visitabile una cappella intitolata a Maddalena de’ pazzi.

Sempre vicino a Gaiole si trova il Castello di Brolio, il cui nome di derivazione celtica probabilmente risale ad un’epoca anteriore all’anno 1000. Il castello è legato alla famiglia Ricasoli, importante ed influentissimo casato della zona.

Oggi l’aspetto del castello mostra elementi neogotici voluti dal barone Bettino Ricasoli nel 1829. Bettino Ricasoli, detto anche il barone di ferro, è stato inoltre colui che ha codificato per primo la ricetta del celebre vino Chianti Classico attraverso la miscela di tre diversi tipi di uve.

Infine Monteriggioni è un paese costruito dai senesi sulla sommità di una collina che ancora mostra la propria struttura duecentesca. All’interno del paese si trovano ancora numerose botteghe di artigianato, cantine e trattorie dove è possibile gustare i prodotti tipici di questa splendida terra.

Dante, rimanendo impressionato dall’imponenza della cinta muraria di Monteriggioni la cita nell’inferno paragonando le torri fortificate della cinta ai giganti incatenati alla voragine di Malebolge.

sunset

Budelli: la spiaggia rosa di Cala di Roto

Situata a sud-est dell’isola di Budelli, parte integrante dell’Arcipelago de La Maddalena, la caratteristica spiaggia rosa è certamente uno dei simboli naturalistici più eclatanti del territorio sardo, in grado di rappresentare meglio di altri lidi la purezza e la storicità della conservazione dell’inestimabile patrimonio ambientale.

La spiaggia rosa: l’origine del nome

La spiaggia rosa deve il suo nome al tipico colore rosa corallino della sabbia della battigia, favorito dalla presenza di gusci calcarei di piccoli organismi unicellulari, le cui conchiglie cadono sul fondale e vengono trascinate dalle correnti sulla riva. Considerato che gli organismi che “cedono” tali conchiglie (Miniacina miniacea) vivono in grande quantità nelle posidonie presenti a breve distanza dalla spiaggia, ne deriva una spiaggia dal colore impareggiabile, meta – ogni anno – di numerosissimi turisti da ogni parte del mondo.

Guardare, ma non toccare

Guardare, ma non toccare

Proprio per poter salvaguardare la sua bellezza nel corso degli anni, la spiaggia rosa è oggi ricompresa nella zona a tutela integrale del Parco nazionale dell’Arcipelago de La Maddalena. Da oltre 20 anni, anno di istituzione del Parco, è quindi vietato l’accesso, il transito o la sosta sulla spiaggia, o la balneazione nelle aree vicine. La spiaggia rosa è comunque osservabile dalla vicina spiaggia del Cavaliere, accompagnati dalle guide del Parco.

Come arrivare

Il modo più semplice per poter arrivare a Badesi e, di qui, nella zona della spiaggia rosa, è quello di partire da Palau, sulla costa settentrionale della Sardegna, e dirigersi in nave / traghetto verso l’Arcipelago de La Maddalena. Da qui si può raggiungere l’isola di Spargi e, ancora più a nord, quella di Budelli.

 

Le isole dell’Arcipelago

Se ne avete tempo e occasione, potete rendere la visita all’isola di Budelli e alla spiaggia rosa una piccola parte del vostro personale tour nell’Arcipelago de La Maddalena. Oltre all’isola che fornisce il nome all’intero arcipelago sono infatti visitabili la maggiore isola di Caprera a quelle di Spargi, Spargiotto, Razzoli, Santa Maria, Nibani, Mortorio, Soffi e Camere. Alcune isolotti sono pressochè disabitati, regalando un’immagine da contemplare in silenzio, per riappropriarsi del contatto con la natura più incontaminata.

Il Golfo di Cagliari e la Sella del Diavolo

Tra le tante buone ragioni per visitare Cagliari e le sue prelibatezze naturalistiche, vi è un aspetto che probabilmente la maggior parte dei turisti che si reca in Sardegna non conosce profondamente: la storia della sua caratteristica Sella del Diavolo, il promontorio che sorge a sud di Cagliari, e che separa la nota spiaggia del Poetto e da quella, più piccola, di Calamosca.

Perchè si chiama così

La Sella del Diavolo deriva il suo nome da un’antichissima leggenda derivata dalla Bibbia, secondo cui i demoni, con a guida Lucifero, rimasero impressionati dalla bellezza del golfo di Cagliari e tentarono di impadronirsene con la forza. Per contrastarli, Dio mandò l’arcangelo Michele e le sue milizie.

Durante la dura battaglia per il possesso del golfo, Luciferò fu disarcionato dal cavallo e perse la sua sella. Caduta sulle acque, la sella si pietrificò e diede origine al promontorio che, tutt’oggi, rappresenta il simbolo di Cagliari. E’ per lo stesso motivo che il golfo di Cagliari si chiama, ancora adesso, golfo degli Angeli.

Come visitare la Sella del Diavolo

La Sella del Diavolo è in parte inaccessibile a causa della pericolosità di un suo costone (non ancora messo in sicurezza). È comunque possibile fruire di alcuni percorsi che consentono di arrampicarsi su alcune cime e, da lì, godere di una visione panoramica davvero impagabile.

Per far ciò è sufficiente arrivare nella zona del Poetto attraverso il viale omonimo o mediante le linee dei bus CTM che partono dinanzi alla stazione di Piazza Matteotti. Essendo zona militare la parte Nord della Sella del Diavolo, l’accesso non potrà che avvenire dalla parte di Calamosca, mediante sentieri da percorrere unicamente a piedi.

Nonostante l’apparente complessità dei sentieri, il rischio di perdersi è minimo: la vegetazione è infatti piuttosto bassa, e i sentieri precedentemente tracciati da chi vi ha preceduto fungerà da opportuna guida.

Come anticipato, una volta saliti in cima godrete di un panorama senza eguali: riuscirete infatti a scorgere la “spiaggia dei Centomila” (chiamata così poichè, d’estate, si raggiungono le 100 mila presenze di bagnanti), da Marina Piccola (la parte iniziale del Poetto) fino a Capo Carbonara.

cagliari

La città alta di Bergamo

bergamo-altaBergamo è senza dubbio una città davvero caratteristica che offre la possibilità di accedere a diverse alternative e bellezze architettoniche. Ovviamente la zona alta è quella dove si trovano la maggior parte delle attrattive sia a livello storico che artistico.

Il turista ha la possibilità di passeggiare comodamente per il borgo medioevale, dove si possono ammirare i bastioni eretti nel XVI Secolo durante gli anni di dominazione veneziana. L’itinerario tipo dovrebbe partire da Piazza Vecchia, dove si affaccino gli edifici più interessanti.

Tra questi non possiamo fare a meno di segnalare Il Palazzo della Ragione, Palazzo Nuovo con la sua fantastica Biblioteca Angelo Mai e la popolare Torre Civica conosciuta come il Campanone. Questo monumento è caratteristico visto che ogni sera alle 22.00 scocca 100 colpi, andando poco più sud ecco il Duomo, la Cappella Colleoni, il Battistero di Giovanni da Campione e la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Proprio in quest’ultimo luogo di culto riposano le spoglie del popolare musicista Gaetano Donizetti. Al centro della Piazza, non si può fare a meno di ammirare in tutta la sua bellezza, la fontana dei Contarini, proseguendo per l’itinerario soffermatevi presso l’angolo caratteristico di Piazza Cittadella, dove è presente il museo  civico archeologico e il Museo di Scienze Naturali.

 

Nella città alta trova sede anche la Facoltà di Lingue e Letterature straniere e un incantevole Orto Botanico. Una città da ammirare da cima a fondo, con i suoi stemmi antichissimi i punti a favore di chi ama la storia e le antiche fortificazioni medioevali. Bergamo Bassa propone una datazione molto diversa dei vari quartieri, sicuramente la strada principale è quella relativa al viale Papa Giovanni XXIII che porta fino alla stazione ferroviaria.

Non basta solo un giorno per poter ammirare tutte queste bellezze, quindi preparatevi a trascorrere almeno un fine settimana a Bergamo.

Il Museo del Camposanto Monumentale a Pisa

camposanto-monumentale-pisaLe persone che hanno avuto la possibilità di prendersi qualche giorno di relax, sicuramente non potranno fare a meno di visitare il popolare Museo del Camposanto in Piazza Duomo a Pisa. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando del Camposanto Monumentale, un antichissimo cimitero storico che fu realizzato nel 1277 da Giovanni di Simone.

L’idea originaria era quella di posizionare al suo interno, tutti i sarcofagi e le sepolture che un tempo era contenute nella Cattedrale. Nel corso dei secoli, il Camposanto fu arricchito da mille affreschi e decorazioni scultoree, diventando ufficialmente un monumento sepolcrale.

La prima fase di restauro avvenne dopo la seconda Guerra Mondiale, fu proprio in quel periodo che si eliminarono le opere dai muri, scoprendo le meravigliose sinopie. Al suo interno sono conservati antichissimi affreschi staccati e risalenti al XIV e XV secolo, 84 sarcofagi e stature romane per non parlare di elementi risalenti all’epoca medievale e rinascimentale.

Il ciclo di realizzazione del complesso, fu terminato dopo decenni da Andrea Bonaiuti, Antonio Veneziano e Spinello Aretino che lavorarono per creare “ Storie dei Santi Efiso e Potito e dell’Antico Testamento”. Un tempo il Camposanto pisano era utilizzato per le sepolture delle personalità cittadine: docenti di Università, governati e le famiglie più popolari dell’epoca.

Le spoglie venivano adagiate riutilizzando le tombe dell’epoca romana per ottenere il massimo pregio. A partire dal XVI secolo, iniziò ufficialmente il processo di Musealizzazione con apposizione di iscrizioni romane sulle pareti.

 

Per raggiungere il Museo del Campo Santo, basta andare verso il centro storico di Pisa e seguire le indicazioni per Piazza Duomo, dove non mancheranno le possibilità di continuare al meglio il vostro tour per la città. Gli orari di apertura variano: Stagione invernale apertura dalle 9-alle 16:45, d’estate dalle 8 alle 19:45.

Siete pronti a visitare questa bellezza di Pisa?

Scopriamo la splendida costa Marchigiana

Le Marche sono una bellissima regione dove passare qualche giorno in villeggiatura. Conosciuta soprattutto per il turismo eco-sostenibile e le vacanze a contatto con la natura che offre grazie ai numerosi parchi nazionali e regionali che ospita, questa regione è però costellata anche di splendide località di mare, spesso sconosciute ai più.

Le Marche infatti si affacciano sul Mar Adriatico offrendo al visitatore spiagge attrezzate, tratti di costa selvaggia e calette nascoste, con la propria varietà possono soddisfare ogni tipo di viaggiatore.

Numerose sono anche le soluzioni di alloggio, dai classici hotel e bed and breakfast, agli agriturismi biologici, fino alla possibilità di affittare una casa al mare nelle Marche. Ce ne è veramente per tutti i gusti, qui di seguito vi proponiamo un elenco delle località balneari più belle.

La Penisola del Conero è raggiungibile a nord di Ancona. Qui la costa è quasi selvaggia e ospita alcune dele spiagge più belle dell’interea regione come quella di Portonovo che si distende in un contesto naturale ancora intatto. qui la macchia mediterranea la fa da padrona e giugne fino alle acque cristalline del mare. La spiaggia è di ciottoli bianchi ben levigati dal flusso delle onde. La riserva inoltre ospita due suggestivi laghetti salmastri.

Vicino alla spiaggia è inoltre possibile ammirare una torre di Guardia del ‘500 e un fortino napoleonico, ora adibito ad albergo.

Numana è un altro paesino che si trova nella penisola che ospita splendide spiagge come quella di Marcelli, ampia, ventilata e ben attrezzata con stabilimenti balneari e ristoranti. La spiaggia è di sassi piccolissimi color oro molto sottili. Degne di nota e anch’esse molto ben attrezzate sono le spiagge di Numana Alta (la Spiaggiola) e Numana bassa. Sempre a Numana Alta si può trovare la spiaggia dei Frati, più defilata e tranquilla si affaccia su un mare limpido e cristallino.
Sirolo è un’altra località del Conero famosa per le sue spiagge ed che sono tra le più selvagge delle Marche. Molto suggestiva è la spiaggia delle due sorelle, simbolo della riviera del conero, così chiamata per due scogli gemelli che emergono dal mare. La spiaggi è raggiungibile solo via mare e si conserva per questo motivo intatta e incontaminata. La spiaggia dei sassi neri, come suggerisce il nome è una spiaggia caratterizzata da sassi scuri anch’essa libera e selvaggia. Da visitare anche la spiaggaia urban i a forma di mezzaluna e protetta dagli scogli. Vicino ad una pineta qui è possibile trovare stabilimenti balneari.

San Benedetto de Tronto è una delle più importanti località di villeggiatura balneare nelle Marche. Il paese è molto suggestivo con il molo in cui fare lunghe passeggiate e la città alta. Il lungomare caratterizzato da lunghe spiagge di sabbia.

Porto Potenza Picena è invece un’altra cittadina caratterizzata d un litorale sabbioso di altri 3 km nel quale si possono trovare tratti di spiaggia libera alternati a tratti attrezzati con stabilimenti balneari. Potenza picena è uno dei paesini più antichi e suggestivi del marchigiano ed è particolarmente caratteristico per la propria posizione arroccata su un colle.

Ce ne è davvero per tutti i gusti e l’esigenza, non resta a voi scegliere qual è il tipo di vacanza nelle Marche che fa al caso vostro!

Tiscali, viaggio nel cuore della Sardegna

Il nome Tiscali è divenuto noto a livello nazionale per vicende aziendali. Quel che tuttavia molti non sanno è che Tiscali deriva da un caratteristico (e per certi versi, difficilmente raggiungibile) villaggio nuragico situato nel cuore della Sardegna, e costituente un vero e proprio simbolo di questa fantastica isola.

Come raggiungere Tiscali

Per raggiungere Tiscali consigliamo di recarvi nella città più vicina al villaggio nuragico, Dorgali. Di qui, sarà possibile proseguire sulla SS 125 in direzione Baunei e, dopo aver superato il bivio che conduce a Cala Gonone, superare i cartelli turistici che conducono a Tiscali e alla Cala di Gorropu. Si arriverà pertanto a un parcheggio oltre il quale non è possibile proseguire in macchina.

A piedi, raggiungere il ponte di S’Abba Arva, distante 500 metri, e superare il guado (eventualmente tramite la passerella che sostituisce il vecchio ponte). Una volta raggiunta l’altra estremità si procederà a destra per la strada che permette di raggiungere il villaggio di Tiscali.

Come si presenta Tiscali

Il “sacrificio” di arrivare a piedi in questo luogo impervio è ripagato ampiamente dalla straordinaria bellezza del posto. Il viaggio è infatti situato all’interno di una dolina di origine carsica sulla cima del monte Tiscali. Si trovano tutt’oggi i resti 40 capanne circolari o rettangolari, divise in due quartieri e addossate alle pareti.

Le origini di questo villaggio, praticamente unico in tutta la regione, sono ancora avvolte nel parziale mistero, visto e considerato che la tecnica costruttiva è differente da quella degli altri villaggi nuragici. Gli studiosi fanno tuttavia coincidere la nascita di Tiscali alla conquista da parte dei romani. Considerato che all’interno del sito sono stati trovati reperti di origine medievale, è probabile che lo stesso luogo sia stato frequentato a lungo prima di essere abbandonato e, purtroppo, fatto oggetto di successive azioni da parte di clandestini.

Da notare, infine, che al centro della cavità circolare dove sorge il villaggio nuragico, trova posto un bosco molto antico, composto da lecci e lentischi.

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