Week end lungo nella dotta Bologna

Bologna la dotta. Bologna la grassa. Bologna la turrita. Il capoluogo dell’Emilia Romagna ha numerosi epiteti che si riferiscono, rispettivamente, alla più antica Università del mondo occidentale, l’Alma Mater Studiorum, alla ricca e gustosa cucina tipica e, infine, alle torri che svettano alte nei cieli bolognesi.

Ma Bologna è anche detta la rossa, per via del colore dei tetti del centro storico.

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Bologna è una città raccolta, intima e piacevole da visitare, perdendosi nei suoi vicoletti. Per farlo abbiamo avuto a disposizione un albergo a due passi da Piazza Maggiore, l’Hotel Cavour, in via Goito. Camere davvero molto spaziose e locali curati e luminosi. Per una doppia abbiamo speso 190 euro per due notti.

Arriviamo alla stazione di Bologna e, in meno di un quarto d’ora a piedi, giungiamo in Via Goito, dove parte il nostro tour della città. Iniziamo dalla Cattedrale, la Basilica di San Pietro, detta anche Metropolitana in virtù del vescovo che presiede alla provincia ecclesiastica. Le sue origini sono paleocristiane, ma la Cattedrale venne edificata nel corso del X secolo e poi ricostruita, dopo il devastante incendio del 1141. Al suo interno, sulla destra, appena dopo l’ingresso, si trova il Compianto di Alfonso Lombardi.

Proseguiamo con la visita della Chiesa dei Filippini – Madonna di Galliera e di San Filippo Neri, dalla facciata rinascimentale e con un bel pavimento a mosaico.

Torniamo su Via dell’Indipendenza – porticata e ricca di negozi e locali – e giungiamo in Piazza Maggiore, o Piazza Grande, la piazza principale della città, raccolta eppure di grande effetto. Prima incontriamo la Piazza del Nettuno, dove si trova l’omonima fontana opera del Giambologna. Si dice che l’artista, rimuginando sul da farsi, fece due giri attorno al piedistallo.

Ed ecco spiegato perché gli studenti, prima di un esame importante, hanno l’abitudine di girare due volte attorno alla fontana – in senso antiorario. Si dice che porti fortuna!

Di fronte, sorge il Palazzo di Re Enzo, dove venne tenuto prigioniero per ben 23 anni, il figlio dell’Imperatore Federico II.

Fortunatamente, il centro storico di Bologna è zona a traffico limitato e, quindi, possiamo passeggiare in tutta libertà per Piazza Maggiore.  Qui, si affacciano numerosi palazzi storici, tra cui il Palazzo Comunale, Palazzo dei Notai e Palazzo dei Banchi, così chiamato perché qui, un tempo, avevano sede i bancari e i cambiavalute.

Sempre su Piazza Maggiore si affaccia la Basilica di San Petronio, la sesta Chiesa più grande d’Europa e la quarta Chiesa più grande d’Italia, dopo San Pietro in Vaticano, il Duomo di Milano e il Duomo di Firenze.

La Basilica, in stile gotico, è imponente e maestosa e conserva, al suo interno, la meridiana più grande al mondo, con i suoi 67 metri di lunghezza.

Ma la sua particolarità più evidente consiste nella facciata rimasta incompiuta e, dunque, bicroma, poiché il rivestimento marmoreo non venne mai portato a termine.

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Il Palazzo del Podestà, che sorge proprio di fronte alla Basilica, è purtroppo in ristrutturazione e riusciamo solo a intravedere la torre dell’Arengo dove si trova il Campanazzo, la campana che veniva fatta suonare in occasione di adunanze e importanti eventi cittadini.

Guarda caso, siamo giunti a Bologna proprio in occasione di due festività: dal 24 maggio al 1° giugno, infatti, si svolge la festa della Madonna di San Luca e, dal 29 maggio al 1° giugno, la festa dell’inizio dell’estate. Proprio grazie ad un volantino che pubblicizza gli eventi per quest’ultima ricorrenza, apprendiamo che – alle 14.30 – si terrà una visita guidata nella Bologna medievale. Un’occasione imperdibile.

Le due anime di Tenerife: Nord contro Sud

diario_di_viaggio_tenerifePer il terzo anno consecutivo decidiamo di trascorrere le nostre vacanze estive alle Canarie: questo arcipelago, politicamente appartenente alla Spagna ma geograficamente all’Africa, ha la caratteristica unica al mondo di avere temperature praticamente primaverili tutto l’anno, grazie agli alisei che spirano costantemente, accarezzando le coste delle 7 isole che compongono l’arcipelago.

Dopo aver trascorso vacanze splendide a Lanzarote, Fuerteventura e Gran Canaria, ci organizziamo per Tenerife, la più grande (e forse la più conosciuta) delle sette Isole Canarie. Primo ostacolo: i prezzi di Ryanair sono aumentati a dismisura, all’andata la via più economica comprende uno scalo di 24 ore a Barcellona, poco male, ne approfittiamo per rivederla.

Partiamo dunque dall’aeroporto di Barcellona ed atterriamo un paio d’ore dopo a Tenerife. Ci sono due aeroporti internazionali sull’isola, noi atterriamo a quello del Nord, e ripartiremo alla volta dell’italia dall’aeroporto del Sud. L’isola è divisa in due dal monte Teide, la vetta più alta della Spagna, che spacca i venti e ferma le nuvole: la parte nord quindi è verdissima, più fresca e piovosa, disseminata da una splendida vegetazione tropicale. La parte sud invece è desertica, non c’è mai una nuvola, le temperature restano piacevoli ma sono un po’ più alte rispetto al nord. Inutile dire che questa caratteristica ha fatto sì che la zona sud divenisse meta di turismo di massa, i resort e gli aparthotel spuntano come funghi, i padroni da queste parti sono i vacanzieri inglesi e tedeschi, che atterrano direttamente all’aeroporto del Sud.

Abbiamo diviso la vacanza equamente, 5 giorni al nord e 5 al sud, per non perderci niente. Naturalmente gireremo con un’auto a noleggio, il costo da queste parti è molto economico, si può pagare in contanti senza carta di credito e la benzina costa 1 euro al litro grazie al regime fiscale agevolato delle Canarie. Prima tappa dunque è la deliziosa cittadina marittima di Puerto de la Cruz, presso la quale alloggiamo presso l’hotel H11 Tenerife Playa, un bellissimo hotel a 4* che abbiamo adocchiato su Booking.com. Il prezzo è decisamente buono, poco più di 30 euro a persona a notte con trattamento di mezza pensione, l’hotel ha una bellissima piscina e tutti i comfort quali insonorizzazione, aria condizionata, bagno con vasca, tv e frigo bar.

I giorni al Nord passano veloci, ci sono tante cose da vedere: visitiamo il capoluogo Santa Cruz de Tenerife e la bellissima spiaggia di Las Teresitas, ci prendiamo una giornata per ammirare uccelli e creature marine al Loro Parque, visitiamo l’antica capitale dell’isola, La Laguna, e facciamo un giro a Icod de Los Vinos per ammirare il Drago, un albero millenario che è diventato ormai un simbolo dell’isola.

5 giorni a Londra con un occhio al portafoglio

Cinque giorni a Londra, tutti per noi. E un budget non proprio elevatissimo. Sfatiamo un mito: Londra non è affatto una città cara. O meglio, con i giusti accorgimenti, trascorrere quattro notti e cinque giorni nella capitale inglese può tranquillamente non rappresentare un attentato al portafoglio.

Molti musei sono gratuiti e, sebbene quelli a pagamento siano piuttosto cari, si può compensare, dedicando del tempo sia ai musei free (noi abbiamo scelto due istituzioni, ovvero il British Museum e la National Gallery, ma ce ne sono molti altri) sia ai musei a pagamento.

L’importante è pianificare: acquistando in anticipo i biglietti si avrà modo di risparmiare. Prendetevi quindi un pomeriggio libero e scegliete accuratamente ciò che volete vedere. Ma senza strafare.

I musei londinesi sono spiazzanti per la loro maestosità: impossibile visitarli per intero. Ma la vacanza non è un tour de force, a mio parere: va assaporata, gustata e centellinata scrupolosamente. Altrimenti, al ritorno, restano nella mente solo una serie di immagini confuse. Meglio evitare, no?

Per quanto riguarda l’alloggio, scegliamo il 274 Suites, degli appartamenti con angolo cottura nei pressi della stazione della Jubilee Line, West Hampstead, nel cuore di un quartiere molto vivibile e fornitissimo di tutti i servizi indispensabili. Una camera doppia ci costa 50 euro a testa a notte, un prezzo tutto sommato onesto per una città cara come Londra.

Arriviamo a Londra a metà mattina, nell’aeroporto di Stansted, ma, il tempo di passare la dogana e prendere lo Stansted Express, ed è già ora di pranzo. Una breve nota: lo Stansted Express è senz’altro il modo più veloce per arrivare nel centro di Londra – ferma e Victoria e a Liverpool Street – ed è molto conveniente soprattutto se si viaggia in un gruppo di almeno quattro persone e se si acquistano i biglietti in anticipo, sul sito web.

Ci dirigiamo subito verso Westminster, dove abbiamo prenotato la visita con audioguida al Parlamento inglese. Prima però è tempo di pranzare: scegliamo The Clarence, un pub nei pressi della Whitehall, dove mangiamo fish and chips e un ottimo Wellington vegetariano con spinaci e funghi. Mangiare al pub è molto conveniente: nel nostro tour, non abbiamo mai speso più di 15-20 sterline a testa, comprensivi di una buona pinta! Assolutamente da provare il classico della cucina inglese, il fish and chips, senza dimenticare le pie, torte salate farcite con carne, pesce o verdura.

La visita al Parlamento, Houses of parliament, l’abbiamo prenotata in anticipo, spendendo 17.50£ a testa (comprensivi di audioguida in italiano). Il tour – purtroppo non è permesso fare fotografie – inizia da Westminster Hall, un’enorme sala con un magnifico soffitto in legno di quercia in stile gotico inglese, dove, nel corso dei secoli, si sono svolti processi illustri, tra cui quelli a William Wallace, Thomas Moore e Guy Falkes.

Un tempo utilizzata per le riunioni del consiglio del Re e i banchetti di Stato, oggi viene impiegata come camera ardente per i sovrani d’Inghilterra e luogo di incontro con importanti protagonisti della vita pubblica, come Papa Francesco e Obama.

Nel 1834 un vasto incendio – il più grande dopo quello del 1666 – causato da negligenza, distrusse gran parte dell’edificio. Westminster Hall, miracolosamente, ne uscì indenne, mentre tutto il resto venne ricostruito.

Un compleanno magnifico in crociera

 

Per festeggiare i 30 anni della mia futura moglie ho deciso di regalarle una crociera, a cavallo del ponte del 25 aprile. Tra tutte le proposte delle compagnie ci colpisce in positivo quella di MSC, che propone un bel giro del Mediterraneo Orientale: partendo da Ancona, le tappe saranno Kotor in Montenegro, Corfu, Santorini, Cefalonia, Dubrovnik e Venezia, con ritorno ad Ancona la settimana successiva. Abbiamo già fatto due crociere e ne conosciamo i pregi e i difetti, la nostra avventura in mare comincia però con due bellissime notizie: essendo entrambi under 34 abbiamo diritto a 200 euro di sconto, inoltre il giorno prima della partenza ci comunicano un upgrade gratuito in suite!

Giorno 0: Ancona

Ci imbarchiamo ad Ancona ed iniziamo ad esplorare la nave: è la MSC Armonia, più piccola delle due Costa (Magica e Fortuna) delle nostre due precedenti crociere, ma l’atmosfera che si respira a bordo è la stessa, gli arredi sono simili e le camere ugualmente belle. Punto a favore di MSC: abbiamo trovato migliore il cibo a bordo.

Giorno 1: Kotor

kotorIl mattino seguente la nave arriva a Kotor in mattinata, ma decido di alzarmi presto per gustarmi la navigazione panoramica nel bellissimo fiordo omonimo. E’ un panorama spettacolare, il cielo azzurro e le ombre soffuse del mattino ci regalano un benvenuto in Montenegro davvero indimenticabile. Scendiamo a Kotor con un piano ben definito, piuttosto fitto. Prima missione: cercare un’auto a noleggio. La troviamo rapidamente a 30 euro per tutto il giorno (nonostante a noi serva soltanto 5-6 ore), andiamo di fretta dunque contrattiamo giusto il minimo indispensabile, e ci mettiamo in marcia in direzione Sveti Stefan.

Questa attrazione è un must del Montenegro, un’isolotto collegato alla terraferma da un ponte pedonale, ospitava un convento tramutato adesso in un resort di lusso. Facciamo le foto di rito, poi la guardia fuori ci comunica che siamo piaciuti al management, e ci invita ad entrare nel resort… bellissimo! Ci perdiamo tra le stradine cercando di dimenticare che le case che vediamo sono in realtà ville a cinque stelle, passiamo una splendida mattinata ma il resto del Montenegro ci aspetta! La seconda tappa è infatti Budva, la località di mare più famosa e frequentata della costa montenegrina. Facciamo un giro in centro e ci riposiamo un po’, poi torniamo a Kotor per lasciare l’auto e terminare la nostra esperienza in Montenegro con la visita della cittadina, e del suo delizioso centro storico pedonale e protetto da mura. Purtroppo è l’ora di risalire a bordo, ma questa panoramica del Montenegro ci ha lasciato soddisfatti fino all’inverosimile.

Giorno 2: Corfu

vacanze-a-corfuLa mattina seguente la nave attracca a Corfu; ci siamo già stati, dunque non siamo pervasi dalla fretta e dalla frenesia di visitare tutto. Anzichè prendere un taxi o un costoso transfer, attendiamo qualche minuto e prendiamo l’autobus urbano che in circa 15 minuti ci porta in città. Facciamo un bel giro, apprezziamo i prodotti tipici locali, ci prendiamo una pausa gustando un Frappè (la bevanda tipica greca), in definitiva ci rilassiamo, siamo contenti di aver rivisto questo pezzo di mondo, e con la calma che oggi ci contraddistingue riprendiamo l’autobus per essere al porto pronti per l’imbarco verso una nuova destinazione.

Giorno 3: Santorini

santoriniOgni volta che una nave da crociera entra nella caldera di Santorini a bordo si assiste a scene di pura pazzia: infatti fin dal primo giorno ci viene detto che la nave resterà in mare aperto, e che si potrà scendere sull’isola soltanto con le lance (piccole imbarcazioni da 50-100 posti). Dunque decido di alzarmi due ore prima dello sbarco per riuscire a prendere i ticket per la barca numero 1, ossia la prima a scendere. Tanto per dare un’idea, la prima lancia sbarca a Santorini circa 2 ore prima dell’ultima, e per stare a terra il più possibile è fondamentale prendere la prima lancia: missione compiuta! Sbarchiamo al piccolo porto di Santorini e decidiamo di salire in città con la cabinovia (l’alternativa sarebbe una ripida strada in salita da percorrere a piedi o a bordo di un asino), ignoriamo la cittadina omonima perchè l’abbiamo già visitata in una precedente crociera: la destinazione di oggi sarà Oia, il villaggio greco più fotografato, quello che nell’immaginario collettivo è la Grecia: case basse e bianche, cupole azzurre, mulini a vento, vista mare. Per raggiungere Oia l’alternativa all’autobus è uno scooter a noleggio, optiamo per questa soluzione perchè non dobbiamo stare dietro ad orari e ritardi, paghiamo 20 euro al noleggiatore e partiamo. Arriviamo ad Oia e la giriamo in lungo e in largo, facciamo delle foto fantastiche, la fama che questo villaggio si è fatta è meritata al 100%.

Lubiana e Zagabria: le capitali giovani dell’Unione Europea

Era da un po’ che avevo in mente un viaggio in Slovenia, che per molti italiani rappresenta un po’ il vicino sconosciuto. Per un motivo o per un altro l’avevo sempre rimandato, considerando che comunque ci saremmo andati in macchina avrei voluto tenerlo di scorta per un’occasione in cui non avrei trovato un volo low cost.

Occasione che è giunta per il ponte del 25 aprile: Ryanair, Easyjet, Wizzair, Vueling, Volotea… cerca e ricerca, ma nessuna di loro offriva voli economici per destinazioni interessanti, dunque siamo partiti in auto alla volta della Slovenia, con partenza il giovedì dopo lavoro e rientro previsto la domenica sera. Punto fermo: essendo la Slovenia un paese piuttosto piccolo abbiamo deciso di soggiornare tutte e tre le notti a Lubiana, la sua capitale: la fatica dei day trip sarebbe stata ampiamente compensata dal minor stress dei continui cambi di hotel.

Partiamo dunque il giorno giovedì 24 aprile appena usciti dall’ufficio, il viaggio scorre tranquillo, per le 11 di sera siamo in centro a Lubiana. Alloggiamo presso la Penzion Pod Lipo che abbiamo scelto per la sua posizione centrale, per il parcheggio gratuito e per il suo prezzo contenuto: la camera matrimoniale è costata 58 euro a notte. Il mattino seguente, contro ogni previsione meteorologica, è una bella giornata: la passiamo in giro per il centro storico di Lubiana, tutto pedonale, che si snoda attorno al fiume Ljubljanica. La città è dominata da una collina sulla quale spicca un bel castello, le viuzze acciottolate sono uno spettacolo da percorrere, sono puntellate di negozi tipici e di marchi globali. Visitiamo tutte le attrazioni della città, municipio, cattedrale, triplo ponte, mercato, e pranziamo a street food gustando le specialità del luogo. Di pomeriggio ci facciamo un bel giro al parco Tivoli e visitiamo il quartiere Metelkova, un ex distretto militare occupato circa 20 anni fa e adesso dimora di artisti e gente alternativa. La sera torniamo in centro, un altro giro pedonale, un aperitivo, un’ottima cena al ristorante.

Lubiana è così, ci si rilassa, viverci è bello, la città è verde e piacevolissima da girare a piedi o in bicicletta, gli edifici storici la fanno da padrone e il castello la sovrasta. In definitiva, giudizio più che positivo.

La mattina seguente è tempo di attraversare una frontiera: ci dirigiamo ad est, verso la Croazia, che da poco è entrata nell’UE ma in via provvisoria mantiene ancora i controlli. La meta è la sua capitale, Zagabria. Ci arriviamo in circa un’ora e 20 minuti di auto dal nostro hotel, e ci meravigliamo perchè è una città moderna e attiva, piena di giovani in strada, puntellata di bar e ristoranti. La piazza del centro moderno, intitolata a Jelacic, è un brulicare di persone e attività, da lì si snodano le arterie commerciali, completamente pedonali eccezion fatta per un moderno tram che le percorre in modo longitudinale. Ma Zagabria ha anche un delizioso centro storico, la città alta, raggiungibile a piedi o con una divertente funicolare. La giriamo in lungo e in largo e facciamo le foto di rito presso la chiesa di San Marco, che sul tetto spiovente è decorata da enormi mosaici, effigi di Zagabria e della Croazia.

Prima di venire via ci fermiamo davanti alla bella cattedrale gotica, la visitiamo dentro e fuori, e ci avviamo verso la macchina per ritornare a Lubiana. Anche Zagabria ci ha sorpreso in positivo, un’altra città ampiamente promossa, che si merita a pieno titolo di essere una capitale dell’Unione Europea.

Torniamo a Lubiana, ceniamo in un ottimo ristorante sulle rive del fiume ed andiamo a letto, stanchi e felici, ma anche un po’ tristi perchè ci apprestiamo a passare l’ultima notte di vacanza. Ci svegliamo il mattino dopo e ci dirigiamo verso Bled e il suo famosissimo e fotografatissimo lago. La giornata è nuvolosa, peccato perchè col sole sarebbe stata tutt’altra storia, ma il lago è comunque incredibilmente bello e magico. Decidiamo di fare tutto il giro a piedi, sono 6km e tra una sosta e una foto ci impieghiamo due ore, alla fine del giro ci fermiamo a pranzo presso un ristorante tipico sloveno, ci rifocilliamo e torniamo a Lubiana per un ultimo giro in città.

Si è fatto pomeriggio inoltrato, purtroppo è il momento di salutare Lubiana e l’intera Slovenia, ci rimettiamo in viaggio verso casa. Il giorno dopo sarà lunedì, la nostra vita di tutti i giorni ci aspetta per un nuovo inizio di settimana.

panorama

Old Town

Direzione Collina delle Croci: cronaca di un weekend in Lituania

Partiamo dall’Italia con Ryanair, sfruttando un’ottima offerta per Vilnius, la capitale della Lituania. Il volo scorre rapido, l’atterraggio è perfetto e in 10 minuti siamo sull’autobus che collega l’aeroporto alla stazione. Una volta arrivati ci dirigiamo verso l’hotel che abbiamo prenotato, l’Europolis. Situato in una posizione tranquilla, pulito e con i letti comodi, a distanza camminabile dal centro storico, l’abbiamo scelto essenzialmente per il prezzo: solo 32 euro a notte con colazione.

Tempo di un rapido check in e siamo già in giro. Abbiamo dato un’occhiata al meteo, e ci rendiamo conto che il bel sole che splende sarà presto un ricordo, decidiamo quindi di stravolgere i nostri piani e di andare alla fermata degli autobus per andare a Trakai, un bellissimo borgo ottimamente conservato, giace sulle rive di un lago nel quale c’è una grossa isola con uno splendido castello, raggiungibile tramite un ponte di legno pedonale.

L’atmosfera è fiabesca, il cielo azzurro e le foreste circostanti verdissime, il lago blu intenso e il rosso deciso dei mattoni del castello: è un mix di colori che toglie il fiato. La decisione di andare a Trakai col sole si rivela azzeccatissima.

Torniamo a Vilnius nel primo pomeriggio, ed affrontiamo la città in un modo differente: non ci fiondiamo in centro ma prima saliamo in cima alla Torre Gediminas, da cui si gode una bella vista d’insieme sulla città. Ci serve per renderci conto di come è messa e di come possiamo esplorarla. Scattiamo le foto di rito, come ampiamente previsto il cielo si chiude ma fortunatamente non pioverà.

Scendiamo dalla torre e siamo nella piazza della cattedrale: ci saremmo aspettati una chiesa completamente diversa, ci troviamo davanti una struttura bianca, austera, in stile neoclassico. E’ comunque molto bella, col suo campanile distaccato. La visitiamo dentro e fuori, ed iniziamo a percorrere le vie del centro. Vilnius è nota per le sue chiese, si trovano a ogni angolo della strada, e infatti è così, sbucano quando meno te lo aspetti. Percorriamo la via dello shopping fino alla piazza del municipio, e rimaniamo sorpresi da ciò che ci attende: la piazza è piena di bancarelle che vendono street food, dev’esserci un festival quindi decidiamo di cenare presso una di esse, inutile dire che il cibo è ottimo.

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Un’estate nel mondo in miniatura di Gran Canaria

Per le vacanze estive 2012 la meta prescelta è Gran Canaria. L’isola simbolo dell’arcipelago spagnolo delle Canarie è meta di turismo nordeuropeo (soprattutto inglese, tedesco e scandinavo), ma piano piano anche gli italiani si stanno innamorando, a ragione, di queste isole baciate dal sole per tutto l’anno.

Partiamo dunque da Pisa con Ryanair, il volo è piuttosto lungo per gli standard della compagnia, circa 4 ore. All’arrivo ci dirigiamo verso il noleggio auto, abbiamo prenotato un mezzo per essere indipendenti nell’esplorazione dell’isola. Ci dirigiamo così verso il nostro albergo, nell’abitato di Puerto Rico, a strapiombo sulla Playa de Amadores, una delle spiagge più belle e più note dell’isola.

Abbiamo scelto l’hotel Altamar, dotato di bei bungalow tutti con vista panoramica. L’albergo è molto particolare perchè si sviluppa sul fianco della montagna, la strada per arrivarci è in salita dunque l’ingresso è all’ultimo piano, tutte le camere e gli appartamenti si raggiungono dalla reception scendendo; il difetto principale di questa scelta architettonica è dato dall’ascensore-funicolare, all’aperto, molto panoramico ma estremamente lento per salire e scendere.

Decidiamo di iniziare l’esplorazione dell’isola dal pittoresco borgo di Puerto de Mogan. Il villaggio, sviluppato attorno ad un porticciolo turistico, è molto ben curato, ci sono case dai colori sgargianti e bellissimi fiori; poco fuori dal centro la deliziosa spiaggia del paese accoglie centinaia di turisti.

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Passiamo i restanti giorni dividendoci equamente tra spiagge, mare e visite dell’isola, sia naturalistiche sia culturali. Gran Canaria è un’isola molto particolare perchè racchiude più climi: il sud è desertico, decisamente baciato dal sole ed è qui che si concentra la maggior parte della vita turistica. Il nord è invece molto più aspro, autentico, a volte compare una bella vegetazione tropicale, ma non vi sono spiagge o luoghi per balneare. Al centro dell’isola c’è un massiccio montuoso percorso da una moltitudine di stradine, strette e tortuose, a volte poco più che mulattiere, circondato da foreste di conifere. Il soprannome di “continente in miniatura” dato all’isola di Gran Canaria corrisponde a verità, ne siamo stati direttamente testimoni.

Abbiamo deciso di esplorare la zona nord con un bel giro panoramico tra i due deliziosi paesi di Arucas e Firgas. Ad Arucas si può ammirare una splendida cattedrale gotica, che sovrasta il bel centro storico pedonale. A Firgas è invece presente il Paseo de Canarias, una strada pedonale la cui pendenza naturale è stata utilizzata per costruire una cascata lunga 30 metri; la via è decorata da mosaici che rappresentano tutti i comuni di Gran Canaria, e sulla pavimentazione sono scolpite tutte e sette le Isole Canarie, con i loro rispettivi scudi araldici, assieme a un paesaggio tipico di ognuna.

Le spiagge dell’isola, oltre a Playa de Amadores alla quale abbiamo dedicato gran parte del tempo in quanto situata proprio sotto il nostro hotel, sono Anfi del Mar, simile in forma e dimensioni, ma soprattutto l’immensa distesa di Maspalomas. Un piccolo deserto, con vere e proprie dune, ampio diverse centinaia di km quadrati, che termina in mare. E’ dunque possibile avere chilometri di spiaggia a disposizione, ci sono aree attrezzate, aree libere e persino aree per nudisti.

Merita una visita anche il bellissimo Roque Nublo, una formazione rocciosa situata nell’esatto centro geografico di Gran Canaria. Si raggiunge a piedi in circa 30 minuti di cammino, il sentiero parte dai boschi e li supera, per arrivare in cima ad un altopiano dal quale, in giornate terse, è possibile ammirare gran parte dell’isola e anche la vicina Tenerife.

Ma una visita a Gran Canaria non si può definire tale senza un giro nella sua capitale, la bella Las Palmas de Gran Canaria. Questa città, di circa 400mila abitanti, ha tutto ciò che si può desiderare da una città marittima: un porto molto attivo, centri commerciali, ampi viali costeggiati da palme, e soprattutto una bellissima spiaggia cittadina, Las Canteras, con un altrettanto bello lungomare.

Visitiamo tutto ciò in una settimana, in agosto, con le temperature costanti di giorno a 28-30 gradi  e di sera attorno ai 20-22, mentre il meteo spagnolo consiglia al resto del paese di restare in casa per via di ondate di calore che arrivano fino a 45 gradi. E’ una sensazione bellissima, sembra di vivere nell’eterna primavera di un mondo in miniatura.

Alla scoperta dell’Umbria medievale

Era da tanto che avevamo in mente di visitare l’Umbria e, finalmente, un week end lungo di primavera ce ne ha data l’occasione.

Abbiamo alloggiato per tre notti presso l’albergo diffuso Torre della Botonta a Castel San Giovanni, frazione di Castel Ritaldi in provincia di Perugia, tra Spoleto e Foligno. Ma cosa significa esattamente albergo diffuso? Si tratta di una struttura ricettiva che non si costruisce da zero ma che nasce mettendo in rete delle abitazioni pre-esistenti. Nel nostro caso, l’hotel è situato all’interno di un castello – Castel San Giovanni della Botonta – edificato nel 1376 su ordine di Federico II dal Cardinale Albornoz (un nome che ricorrerà spesso nel nostro diario di viaggio!).
All’interno del castello, oltre al borgo fortificato che ospita le quattro camere dell’albergo, ci sono anche una chiesa medievale e i resti del ponte levatoio. E così, passeggiare all’interno del piccolo borgo diventa un’esperienza davvero suggestiva e quasi surreale.

Il nostro tour dell’Umbria parte da Assisi, la città di San Francesco. Difatti, la nostra prima tappa è proprio la Basilica dedicata al Santo Protettore d’Italia. Con autovettura al seguito, bisogna necessariamente prepararsi ad affrontare qualche centinaio di metri a piedi. Noi scegliamo uno dei parcheggi più vicini (a circa 600-700 metri dalla Basilica) e, dopo aver percorso un lungo viale alberato, giungiamo nella piazza di San Francesco.

La visita è gratuita e il percorso più o meno obbligato: si parte dalla visita della Basilica inferiore caratterizzata da pilastri bassi e grossi per reggere il peso della chiesa soprastante.
Da qui si scende una rampa di scale per raggiungere la cripta dove, dal 1230, sono conservate le spoglie mortali del Santo. Se la Basilica inferiore è maggiormente legata alla commemorazione, quella superiore – in puro stile gotico italiano – è adibita a funzioni liturgiche ufficiali, come per esempio accade durante le visite Papali.

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Una volta usciti dalla Basilica, ci fermiamo qualche minuto a contemplare lo splendido panorama delle colline umbre di cui si può godere dalla piazza stessa. Avendo un po’ di tempo in più si può pensare di percorrere i sentieri (ce ne sono due di lunghezza – e difficoltà – diversa) del Bosco di San Francesco. L’entrata è sul lato destro della piazza guardando la Basilica.

Noi però siamo diretti alla Rocca Maggiore, un fortino medievale situato sulla parte più alta della città da cui si gode una vista meravigliosa. Il modo più semplice per raggiungere la Rocca è posteggiare al Parcheggio Matteotti e poi, da qui, percorrere circa 400 metri in salita. Il biglietto di ingresso costa 5.50€ ma, avendo meno tempo a disposizione, ci si può accontentare di fare un veloce giro intorno al castello per godere della vista panoramica. Noi decidiamo di visitare gli interni e, benché gli arredi siano ridotti al minimo, il tempo si rivela ben speso: nella torre centrale è allestita una mostra fotografica dedicata alla festa del Calendimaggio che si tiene i primi giorni di maggio ad Assisi, mentre le altre torri sono visitabili mediante stretti cunicoli e scale a chiocciola che portano fino in cima per godere, anche qui, di una vista impagabile.

È ora di cena e decidiamo di riprendere l’auto per proseguire verso Castel Ritaldi, dove faremo la nostra prima cena in hotel. La camera che ci è stata assegnata, la stanza del lino, è perfettamente in tema con il luogo: il soffitto con le travi a vista, il lampadario in ferro battuto e tutti gli altri arredi sono assolutamente in linea con gli ambienti esterni.
Per cena gustiamo un antipasto tipico umbro a base di salumi tipici e crostini e una zuppa di farro. Chiudiamo la cena con il caldofreddo, un dolce ricoperto da una meringa calda che racchiude al suo interno un cuore freddo fatto di gelato.

La mattina dopo il cielo appare subito minaccioso, ma non ci facciamo scoraggiare: ci aspetta una lunga giornata ad Orvieto. Per raggiungerla, però, dobbiamo percorrere più di 70 km, circa un’ora e mezza di strada. Parcheggiamo in Via Roma e, in meno di un quarto d’ora, raggiungiamo il Duomo (il biglietto d’ingresso costa 3 euro), la meravigliosa Cattedrale in stile gotico della città.
La costruzione della Cattedrale di Santa Maria Assunta richiese ben 3 secoli di lavori, dal 1290 al 1591 (gli intoppi burocratici e le difficoltà tecniche, insomma, erano all’ordine del giorno). Al suo interno si trovano le stupende Cappelle di San Brizio – Santo Vescovo protettore di Orvieto – e del Corporale, che fa riferimento al miracolo del corporale – macchiatosi di sangue durante la celebrazione – in occasione della Messa di Bolsena del 1263.

Dopo esserci ristorati alla Locanda del Lupo – dove mangiamo bruschette con verdure e fettuccine con i funghi – decidiamo di partecipare alla visita guidata Orvieto underground, in partenza ad orari prefissati da Piazza Duomo. La visita, che dura circa un’ora, costa 6 euro, un costo davvero irrisorio per tutto ciò che avremo la possibilità di apprendere.
Prima, però, decidiamo di fare una pausa “golosa” a base di gelato artigianale! Dal 1° al 4 maggio, infatti, in tre diverse piazze di Orvieto – tra cui Piazza Duomo – ci sono i 20 stand de I gelati d’Italia ognuno rappresentativo di una regione del BelPaese. Noi assaggiamo il Bonet del Piemonte, il Basilico e Limone della Liguria e la Fragola e Prosecco del Friuli Venezia Giulia. Davvero buoni.

Miami ed il fascino di Key West in breve

Arriviamo a Miami lasciandoci alle spalle i temporali estivi Newyorkesi, partenza in perfetto orario dal modesto areoporto di Newwark in Newjersey. Volo tranquillo durata circa 2 ore e atterraggio in perfetto orario all’aeroporto internazionale di Miami, si scende finalmente, direzione south beach!!

Il viaggio in autobus è abbastanza scomodo ma in compenso il panorama ci ripaga, attraversiamo diversi ponti che fanno da spola tra le lussosissime ville con parcheggio yatch privato enormi navi da crociera entrano ed escono dal porto scaricando centinaia di turisti.

L’albergo prenotato dall’italia è il Penguin centralissimo fronte spiaggia sulla famosissima Ocen Drive, la camera abbastanza grande ed accogliente. Ci fiondiamo subito in spiaggia a fare una passeggiata ed ammirare le famosissime cabine usate dai baywatch, tutte diverse tra loro, veramente belle.

Miami di sera offre varie alternative, ce ne è per tutti i gusti, la famosa espaniola way dove tantissimi ristoranti sud americani accolgono tantissimi turisti con piatti tipici a base di fagioli e carne, Ocen Drive che con centinaia di ristoranti e locali propongono ogni tipo di cucina ance se vale la pena sottolineare che i  prezzi su Ocean Drive sono molto più alti rispetto a tutti gli altri ristoranti della zona.

Le giornate scorrono lentamente tra spiaggia ed escursioni varie, vale la pena visitare le famose everglades, una zona paludosa attraversata da un lago che inonda tutta la zona e scorre lentamente, ospita una ricchissima fauna tra cui serpenti e pericolosi coccodrilli… non mettete mai le mani in acqua…

Dopo 5 giorni decidiamo di andare a visitare le famose isole key west, il viaggio scorre abbastanza lentamente anche perché abbiamo deciso di andarci in con un tour che ci accompagna in BUS, durata del viaggio circa 3 ore.

Essendo una serie di isolette il cibo principale sono granchi e aragoste che tantissimi ristoranti servono in tutte le salse.

Ecco alcuni scatti:

 

Phuket, la Thailandia che non ti aspetti

Siamo partiti per Phuket con poche certezze e molte opinioni contrastanti: ma che ci andate a fare, l’isola è rovinata, il viaggio di nozze lì è sprecato. Ebbene siamo fieri di affermare che non c’è niente di più sbagliato, l’isola è assolutamente fantastica e soprattutto è divertentissima.

Ci arriviamo da Singapore con un breve volo Air Asia, disbrighiamo le formalità doganali ed eccoci sul taxi, direzione Pen Villa Hotel, a Surin Beach. L’hotel è ben tenuto, intimo e in posizione tranquillissima, si sviluppa attorno alla grande piscina centrale e i gestori, una coppia australo-thailandese, sono simpaticissimi e molto cordiali. Le camere sono grandi, spaziose, pulite e tutte con vista piscina.

Prima cosa da fare: noleggiare uno scooter! A Surin non c’è grossa scelta, ma contrattando con un paio di gestori di agenzie di escursioni ci accordiamo per 7 euro al giorno compresi 2 caschi e assicurazione. Avremmo potuto spuntare prezzi ancora migliori, ma non ce la siamo sentita di contrattare per pochi spiccioli, che a noi non cambiano niente mentre per queste persone sono essenziali.

Il primo giorno lo passiamo in spiaggia a Surin, bellissima, una spiaggia tropicale da cartolina con il mare verde-azzurro, una sabbia finissima e le palme che la incorniciano. Per mangiare ci affidiamo alle innumerevoli bancarelle locali che vendono street food per pochi baht (la valuta locale, scambiata a circa 40 per 1 euro). La sera è d’obbligo un giro a Patong, la città più turistica dell’isola, nota per un turismo sessuale che è impossibile non vedere, ma che comunque non è di basso livello come ci è stato descritto. Oltre a ciò Patong è piena di negozi, bancarelle e posti dove mangiare, sarebbe una scelta vincente soggiornarci, se solo amassimo il caos e il rumore fino a tarda notte.

I giorni seguenti li passiamo visitando le spiagge di Phuket: andiamo a Freedom Beach contrattando con i barcaioli di Patong, passiamo per Kata Beach e Karon Beach. Le spiagge sono tutte veramente belle, a Phuket sotto Natale è altissima stagione, la stagione delle piogge è passata e il sole risplende in cielo senza una nuvola.

Un giorno ci prendiamo una pausa dalla spiaggia, e decidiamo di visitare la baia di Phang Nga in escursione. La prima tappa è Wat Suwannakuha, noto come Monkey Temple (tempio delle scimmie). Le scimmie sono ovunque fuori dal tempio, mentre all’interno un bellissimo Buddha disteso fa la sua figura. Proseguiamo per il molo presso il quale ci imbarchiamo per la visita alla baia di Phang Nga, favolosa, con le isole a forma di fungo che punteggiano la baia, dando l’idea di un mondo che non c’è. Ci fermiamo per pranzo presso il villaggio musulmano di Panyee Island, e continuiamo per James Bond Island, famosa perchè lì vennero state girate alcune scene del film di 007 L’uomo dalla pistola d’oro (The Man with the Golden Gun), del 1974. Le formazioni rocciose dell’isola non sembrano reali, a navigare per questi mari sembra che la natura ci prenda in giro.

25 dicembre: mentre in Italia parenti e amici festeggiano il Natale al freddo, noi prendiamo il nostro scooter e andiamo a Nai Harn Beach, una delle spiagge più a sud di Phuket. Il pranzo di Natale è a base di delizie di cucina thai, mangiamo come si deve spendendo circa 10 euro a testa. Passiamo il pomeriggio in spiaggia, infine torniamo a Surin per riconsegnare lo scooter e poi in hotel per un ultimo bagno in piscina. Il giorno dopo ci verrà a prendere un minibus precedentemente prenotato, che ci porterà al porto di Phuket. Ancora una volta il dispiacere della fine di una vacanza è alleggerito dal fatto che il nostro viaggio di nozze continua, dal porto di Phuket infatti ci imbarcheremo per Phi Phi Island, una delle isole più famose del mare delle Andamane.

Le sensazioni che ci ha lasciato Phuket sono assolutamente positive: un mare da sogno, persone splendide che sorridono sempre, vita notturna di primo livello e l’impressione che Phuket sia un riassunto dell’intera Thailandia.

Tailandia