Napoli, alla scoperta del maschio angioino

Tra i più affascinanti simboli di Napoli, il Maschio Angioino è un castello di grandissima attrattività per tutti i turisti che si recano nella città partenopea, e vero e proprio punto di riferimento fondamentale per coloro i quali non vogliono perdere la visione di uno dei massimi termini di visibilità turistica dell’area campana. Ma cosa è il Maschio Angioino? E da cosa deriva il suo nome?

 Andando con ordine nell’esposizione di questo meraviglioso monumento architettonico, ricordiamo come la sua costruzione viene fatta risalire intorno all’ultima parte del ‘200 per opera di Carlo I d’Angiò (dalla cui famiglia il castello prese il nome), che intorno al 1266 trasferì da Palermo a Napoli la capitale del proprio regno. I lavori per l’edificazione del castello iniziarono poi nel 1279 e terminarono solo tre anni dopo: per assistere al suo primo inquilino occorre tuttavia attendere il 1285, quando nella nuova residenza si trasferì il successore di Carlo I, Carlo II lo Zoppo.

Da tale momento in poi, il castello fu teatro di ristrutturazioni, ampliamenti, feste, omicidi, congiure, saccheggi e tanto altro. Nel 1734 il castello fu sistemato da Carlo di Borbone (Carlo III di Spagna) e, quasi un secolo dopo, da Ferdinando I delle Due Sicilie. Oggi il Maschio Angioino appare radicalmente mutato rispetto ai piani originali, ma il suo fascino non teme alcun confronto, divenendo uno degli elementi architettonici ai quali i napoletani sono più affezionati.

Per quanto concerne il suo patrimonio artistico, si tenga conto come all’interno del Maschio Angioino si trova un Museo inaugurato negli anni ’90: nelle vaste sale sono presenti affreschi, dipinti e sculture. Altre sale dello stesso castello vengono invece destinate a mostre e iniziative culturali che, per il momento, non hanno il carattere della continuità.

Presente nel Maschio Angioino anche un importante patrimonio bibliografico: tra il II e il III piano è infatti situata la Biblioteca della Società napoletana di storia patria, con documenti, pergamene, libri e icone di inestimabile valore. La biblioteca è tutt’oggi di proprietà e gestione privata, e conserva il primo libro stampato in Italia (il De civitate Dei di Sant’Agostino).

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Napoli, la città del sole e del mare

Napoli  è la meta ideale per chi voglia unire l’amore e l’interesse per la cultura con il piacere della buona cucina. Le pasticcerie di Napoli sono rinomate e sempre frequentatissime, ed è proprio da una di esse, Augustus, che inizia il nostro tour in città.

Tre giorni bastano per farsi un’idea sommaria della città, visitare il suo centro storico ricco di Chiese e vicoletti in cui perdersi e, se c’è tempo, salire sul Vomero per godere del panorama del capoluogo campano.

Augustus è senz’altro una delle pasticcerie più conosciute: si trova su Via Toledo a pochi passi dal nostro bed & breakfast, Soriano 44, così come La sfogliatella Mary, un’altra delle pasticcerie più apprezzate di Napoli.

Napoli - TuristaOggi.it

Le soluzioni per il pernottamento a Napoli sono molteplici e, a seconda delle esigenze personali, si può optare per una soluzione economica come può esserlo un bed & breakfast, oppure per il classico albergo sempre in posizione centralissima. Vale la pena, prima di prenotare, verificare la posizione dell’hotel grazie a Street View, per rendersi conto se si affaccia su una strada molto frequentata o meno.

Proseguiamo il nostro tour della città e attraversiamo la Galleria Umberto I, la “gemella” della galleria Vittorio Emanuele di Milano e passiamo davanti al Teatro San Carlo – anche questo “gemello” de La Scala del capoluogo lombardo – e da lì arriviamo in Piazza del Plebiscito, dove sorge, imponente e austera, la famosa Basilica di San Francesco Di Paola, una Chiesa molto particolare per la sua forma circolare che un po’ ricorda il Pantheon.

In Piazza del Plebiscito sorge il Palazzo Reale, visitabile per intero al costo di 4 euro con audioguida inclusa.

Ed ora, apriamo una piccola parentesi riguardo i ristoranti tipici di Napoli: è importante, soprattutto durante i week end, prenotare con anticipo per non rischiare di venire messi alla porta. Noi siamo fortunati, perché arriviamo alla trattoria e pizzeria Antica Capri, nei pressi dei Quartieri Spangnoli, entro le 19 e, dunque, il titolare ci permette di accomodarci nonostante dalle 20 in poi abbia il pienone. Quindi, a meno che non vogliate pranzare alle 12 e cenare alle 19, è sempre consigliabile la prenotazione, soprattutto nei ristoranti più turistici.

 

Il secondo giorno, la visita di Napoli prosegue con la Cappella Sansevero, a dieci minuti a piedi dal nostro Bed & breakfast, al costo di 7 euro a testa. La cappella fu fondata alla fine del Cinquecento e poi reinventata negli anni Quaranta del 700 dal principe di Sansevero, Raimondo di Sangro, mecenate, inventore, editore nonché Gran Maestro della Massoneria del Regno di Napoli.

La Cappella è nota in particolar modo per il capolavoro del Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino (di cui il principe disse che era “fatto con tanta  arte da lasciare stupiti i più abili osservatori”). Pregevoli anche le statue che adornano l’intera cappella e il bellissimo affresco della volta, intitolato Gloria del Paradiso. Qui sono anche conservate le macchine anatomiche, due corpi umani che mostrano, al loro interno, l’apparato cardiocircolatorio – ricostruito con maestria con cera d’api e coloranti e perfettamente conservato nel corso dei secoli.