7 cose da fare ad Amsterdam

Chi visita Amsterdam può godere di diverse attrazioni in qualsiasi periodo dell’anno. Per chi organizza un viaggio di 2/3 giorni, il consiglio è quello di pianificare le tappe scegliendo i posti da visitare e recuperando informazioni su come spostarsi in città e sulle offerte per visitare attrazioni e musei, come ad esempio i pass della I Amsterdam City Card.

In 3 giorni si può visitare quasi tutto quello che c’è da vedere ad Amsterdam, ecco le 7 cose da non perdere assolutamente.

Per vivere al meglio il centro di Amsterdam si deve noleggiare una bicicletta, mezzo di trasporto principale della città. Le piste ciclabili sono ovunque e potrete godervi tutta la città girandola su due ruote. Visitare il mercato dei fiori e il quartiere a luci rosse. Sono 2 delle attrazioni più ricercate dai turisti di tutta europa, Il primo luogo è decisamente femminile, il secondo preferito dai maschietti.

Tra le esperienza da non perdere c’è sicuramente un Tour dei canali di Amsterdam. Si può infatti navigare lungo i canali della città scegliendo diversi tour con guida. Per una cena romantica per due sui canali a bordo di un battello, un cocktail con amici o un tour con guida in multilingua sui monumenti, si può prenotare sul sito di booking della Hollande International, leader tra gli operatori specializzati nei tour sui canali di Amsterdam.

Già che siete ad Amsterdam, tra i luoghi da visitare c’è il Museo di Van Gogh, qui troverete i dipinti di questo straordinario artista che tutto il mondo ha ammirato con la possibilità di vedere da vicino gli oggetti personali del grande pittore. Completano il tour turistico, la visita al Rijksmuseum, il Museo nazionale e una visita all’aeroporto Schiphol dove troverete centinaia di negozi, una biblioteca con musica e film e anche un Casinò.

Ammirare San Pietro dal buco di una “Serratura”

san-pietro-serratura-buco-di-romaUn modo inusuale e sicuramente originale di vedere la bellissima San Pietro, in particolare la Cupola, simbolo di Roma e del mondo cattolico, guardando dal buco della serratura del Cancello del Priorato dei Cavalieri di Malta.

Nella Città Eterna, infatti, sulla sommità del Colle Aventino, appena dopo il Giardino degli Aranci, ai visitatori è riservata una piacevole sorpresa, ossia, quella di ammirare il fantastico panorama sulla Cupola di San Pietro, incorniciata dalle siepi dei Giardini del Priorato, guardando dal buco della serratura del cancello.

Sulla quieta Piazza dei Cavalieri di Malta, si affaccia il celebre “Portone” che immette alle proprietà del Gran Priorato dell’Ordine, alla cui serratura si accostano migliaia e migliaia di turisti, per godere di uno spettacolo incredibile.

buco_di_romaAttraverso il “buco di Roma“, come i romani amano chiamarlo affettuosamente, l’occhio ammira in prospettiva l’imponente Cupolone che appare come per magia, spesso avvolto da una sottile misteriosa nebbia, in fondo al Viale del giardino.

Tutta l’area, un tempo appartenente ad un monastero benedettino, nel XII secolo divenne proprietà dei Templari e quando nel 1312 essi vennero soppressi per mano di Clemente V, divenne del Priorato dei Gerosolimitani.

Successivamente, precisamente nella seconda metà del 1400, Papa Paolo II concesse il monastero al Sovrano Militare dell’Ordine di Malta.

L’attuale aspetto di questo luogo così suggestivo è opera del celebre incisore Battista Piranesi, che restaurò l’edificio nella seconda metà del 700.

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Chi visita Roma, non può assolutamente perdersi una sosta al buco di Roma, tanto insolito ed affascinante, perché consente anche di attraversare con lo sguardo ben 3 Stati: il Vaticano sullo sfondo, l’Associazione dei Cavalieri di Malta e lo Stato italiano.

La vista che si gode è veramente emozionante, sia di giorno che di notte ed è sicuramente inaspettata, per chi non conosce questo posto.

Una volta giunti a Roma, in aereo, treno od auto per chi non è molto distante dalla città, per raggiungere l’Aventino è sufficiente prendere il bus fino Piazza Venezia ed arrivare a piedi fino a Piazza Bocca della Verità.

Ostelli economici in europa a meno di 20 euro

Ostelli economici

Per viaggiare in Europa sfruttando le migliori soluzioni low cost, molti turisti scelgono il soggiorno in ostelli, bed and breakfast ed hotel economici. In diversi paesi si può soggiornare a meno di 20 euro a notte, abbiamo selezionato per voi le 5 migliori soluzioni di soggiorno low cost confrontando prezzi e recensioni.

Se per la vostra vacanza avete necessità di un tetto sulla testa, un letto dove fermarsi la notte e della corrente elettrica o della rete adsl, ecco cosa si può scegliere. Chi sceglie di visitare Budapest può fermarsi al Pal’s Hostel, ostello costituito da diversi appartamenti in antichi palazzi di Budapest, preferito dalle coppia con prezzi per coppia a meno di 28 euro a notte.

Chi visita Barcellona può invece scegliere l’Equity Point Centric Hostel, una soluzione ideale per chi viaggia da solo situato in un ottima posizione vicino al centro della città.

Tra gli ostelli economici preferiti dai viaggiatori di tutta Europa troviamo inoltre il Goodmorning Hostel di Lisbona, si trova nella top 10 dei migliori alloggi a Lisbona e le numerose recensioni lo consigliano sia per chi viaggia da solo che in coppia.

La sistema in ostelli economici è tra le soluzioni pià ricercate per chi viaggia verso la Spagna e il Portogallo, tra le migliori soluzioni a Cordoba segnaliamo il Seneca Hostel, che ha il 92% di recensioni positive e consente di soggiornare a meno di 27 euro a notte. Questa soluzione economica si trova nel pieno centro della città ed è l’ideale per chi vuole spostarsi sneza utilizzare i mezzi.

Completiamo la nostra Top 5 degli ostelli economici in Europa segnalando il Kick Ass Hostels di Edimburgo, in Scozia una delle migliori soluzioni per chi viaggia con comitive di amici e in coppia.

Il Chianti: una vacanza tra storia, natura ed enogastronomia

Il Chianti

Il Chianti è diventata una delle zone più gettonate del nostro paese, tanti stranieri decidono di comprare una casa o un casale tra le colline toscane, e tanti turisti, italiani e non scelgono questa magica porzione della Toscana per le loro vacanze.

Il Chianti rappresenta infatti uno dei simboli dell’Italia e della sua eccellenza sia dal punto di vista paesaggistico che gastronomico. In questo territorio infatti paesaggio, storia cultura, cibo e vino si fondono insieme indissolubilmente.

Nelle splendide colline verdeggianti, nei vitigni, nelle cantine e nei borghi medievali si respira un’atmosfera che rimanda a tempi lontani, legati alle tradizioni di una volta, che mai hanno realmente abbandonato questa terra.

Il luogo ideale per un weekend lungo nel quale ritirarsi e rifocillarsi in armonia con la natura e con i prodotti della sua terra.

Logisticamente parlando questa regione offre innumerevoli possibilità: potrete infatti scegliere uno dei numerosi hotel nel Chianti, o se preferite un agriturismo, che spesso è anche azienda produttrice di prodotti tipici come il vino e l’olio, o ancora affittare un antico casolare per brevi periodi.

Sono inoltre diversi gli itinerari che potrete seguire nel Chianti, così come numerose sono le località ed i caratteristici borghi medievali dov’è spesso possibile visitare le cantine.

Fra questi merita sicuramente una menzione Greve in Chianti, che è anche chiamata la Porta del Chianti. Greve, per la sua posizione strategica di crocevia, si è sviluppata sempre attorno alla propria piazza del mercato.

Vicino a Greve in Chianti potrete visitare inoltre il Castello di Montefioralle, una frazione molto caratteristica per la sua conformazione ancora visibile: il perimetro del paese è cinto da un doppio giro di mura fortificate su cui si addossa tutto il paese.

Inoltre intorno a Greve si trovano ben due castelli, quello del Querceto e quello di Uzzano, dei quali si possono visitare le cantine e degustare i pregiati vini.

Anche Gaiole in Chianti è un paese la cui storia si fonde con la sua posizione di snodo viario. Gaiole infatti era la via di comunicazione tra il Chianti ed il Valdarno superiore.

Poco distante da Gaiole è possibile visitare la Villa Vistarenni che sorge in una splendida posizione tra le colline del Chianti, e quella oggi visibile mostra uno stile cinquecentesco anche se il suo aspetto risale al progetto di Ludovico Fortini dell’inizio del secolo scorso. All’interno del parco della villa è visitabile una cappella intitolata a Maddalena de’ pazzi.

Sempre vicino a Gaiole si trova il Castello di Brolio, il cui nome di derivazione celtica probabilmente risale ad un’epoca anteriore all’anno 1000. Il castello è legato alla famiglia Ricasoli, importante ed influentissimo casato della zona.

Oggi l’aspetto del castello mostra elementi neogotici voluti dal barone Bettino Ricasoli nel 1829. Bettino Ricasoli, detto anche il barone di ferro, è stato inoltre colui che ha codificato per primo la ricetta del celebre vino Chianti Classico attraverso la miscela di tre diversi tipi di uve.

Infine Monteriggioni è un paese costruito dai senesi sulla sommità di una collina che ancora mostra la propria struttura duecentesca. All’interno del paese si trovano ancora numerose botteghe di artigianato, cantine e trattorie dove è possibile gustare i prodotti tipici di questa splendida terra.

Dante, rimanendo impressionato dall’imponenza della cinta muraria di Monteriggioni la cita nell’inferno paragonando le torri fortificate della cinta ai giganti incatenati alla voragine di Malebolge.

Berna: visita all’incantevole “capitale” della Svizzera

Berna

Berna è la “capitale” della Svizzera. Non sorprenda il virgolettato: in linea teorica, la Costituzione del Paese europeo non prevede una vera e propria capitale federale. Ne deriva che Berna è diventata, sul “campo”, capitale, in virtù del fatto che la sede amministrativa del Consiglio federale, dei Dipartimenti e della stessa Cancelleria è stabilita per legge in questo incantevole centro abitato.

Berna, visione dall’alto

Berna è posta su un lieve altipiano del Cantone omonimo. Sorta sui territori attraversati dal Fiume Aare, la città si è estesa in maniera spontanea nel corso degli anni, fino ad “assorbire” dei lotti di terreno non sempre regolari: dall’alto Berna può sembrare come un sinuoso agglomerato di case e di edifici commerciali, con spiccate differenze tra il centro storico e quello più moderno. In ogni caso, è probabile che la vostra visione dall’alto possa darvi un gradevole aspetto di medie dimensioni: oltre ad una superficie occupata che non la rende certamente meritevole di essere considerata una “metropoli”, abitano a Berna “solamente” 134 mila persone, un quarto dei quali stranieri.

Muoversi a Berna

Berna dispone di un sistema di trasporti urbani davvero invidiabile. Le linee di tram e autobus collegano la periferia con il centro, e le varie zone dei singoli distretti che compongono la città. Considerato il buon flusso turistico di cui può godere la città, la sua stazione ferroviaria è la seconda per importanza del Paese, dopo Zurigo. Da qui partono (e arrivano) numerosi treni da e verso l’Italia.

Cosa vedere a Berna

Berna è un vero e proprio crocevia di culture, e la sua storia è ben rappresentata dal ricco portafoglio di monumenti che è possibile osservare prevalentemente nella zona del centro storico della città, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Il più famoso monumento dell’area abitata è la bellissima torre dell’orologio: chiamata Zytglogge, è un edificio particolarmente ricco di elementi di interesse e, naturalmente, adornato di straordinarie statuine animate. La vostra gita a Berna non può inoltre non passare per la Bundeshaus, la sede del parlamento e dell’amministrazione federale e, ancor di più, per il Munster, la Cattedrale di Berna, la sua costruzione impiego oltre 400 anni.

Tra i punti di maggiore afflusso turistico, imperdibile è la c.d. “fossa degli orsi”, un luogo molto importante per cittadini del borgo svizzero, dove – secondo la leggenda – il fondatore della città uccise un orso. L’ansa del fiume Aare chiamata, in maniera pittoresca, “fossa degli orsi”, è meta di numerosi turisti.

Four Corners: il Monumento dei Quattro Angoli

Four Corners

Un Monumento davvero singolare situato negli Stati Uniti, presso la Montagna di Ute nella Nazione Navajo, Four Corner è nella Regione così denominata, nel cui centro si toccano i confini di 4 Stati: Utah, Colorado, Arizona e Nuovo Messico, precisamente, all’intersezione del 37° parallelo nord ed il 109° meridiano ovest.

Four Corner è situato in una regione desertica, sull’Altopiano del Colorado; le parti situate in Arizona, Nuovo Messico e Utah fanno parte della Riserva Navajo, mentre quella del Colorado è nella Riserva degli indiani Ute.

La struttura fu collocata per la prima volta nel 1968 e poi rifatta successivamente nel 1912 e nel 1992, anno in cui venne posto un disco di bronzo incassato in un piedistallo di cemento, dove si vedono chiaramente gli stemmi, le bandiere ed i nomi di questi 4 Stati, a cui si aggiungono quelle della Nazione del Navajo e dell’Unione.

Il Monumento dei Quattro Angoli è attualmente gestito dal Dipartimento del Parchi della Nazione Navajo e rappresenta un’attrazione turistica molto popolare, in quanto considerato uno dei maggiori siti archeologi statunitensi, nonostante la sua posizione alquanto isolata.

Four Corner può essere raggiunto in auto soltanto dal Nuovo Messico, mentre risulta più complicato arrivarci dagli altri Stati; la visita è a pagamento e nelle immediate vicinanze è possibile trovare tanti prodotti dell’artigianato dei nativi americani.

Pur se di certo non si rimarrà estasiati alla visita di questo quadruplo confine, vale la pena inserire tale tappa,  se si organizza un viaggio ben più ampio in Colorado, Arizona o Utah, magari anche per scattare una foto insolita e poter dire agli amici di aver toccato contemporaneamente ben quattro Stati.

Del resto Four Cornes resta comunque uno dei monumenti più celebri degli States ed una visita la merita, anche soltanto per dire: “C’ero anch’io!”

Le mete low cost scelte dai giovani

Lloret de Mar-turistaoggiChi non vuole rinunciare alle vacanze estive nonostante il periodo economico non proprio dei migliori ritorna a preferire alcune mete turistiche molto famose negli anni ’90. Località come Lloret de Mar, Ibizia, Cofrù e l’Isola di Pag in Croazia, ritornano ad essere apprezzate per la loro convenienza e per la qualità delle strutture.

Lloret de Mar è uan delle località più visitate della costa Catalana, chi visita la zona tra Girona e Barcellona, soggiorna in queste località con molte discoteche. Hotel economici che si affacciano su oltre 7 km di spiagge fino a Canyelles. Non ha naturalmente bisogno di presentazioni Ibiza, l’isola delle Baleari più vivace e trasgressiva. Tantissimi sono i giovani che la scelgono come meta per le vacanze estive, sfruttando i voli low cost e le tantissime promozioni last minute per organizzare un viaggio senza spendere molti soldi.

L’isola greca di Corfù si trova di fronte alle coste dell’Albania, tra le sue spiagge più note segnaliamo Paleokastritsa. Molti giovani sceglono anche Kavos, Ermones e Sidari, in queste località si fermano tantissimi giovani dai 25 anni in sù.

Tra le mete low cost scelte dai giovani, è molto richiesta l’ìIsola Croata di Pag, nota come la nuova Ibizia. Si trova a circa 180 Km da Trieste ed è collegata alla terraferma con diversi collegamenti via traghetto. L’isola ospita superlocali moderni dove la musica e le mode più trendy non mancano. Per quanto riguarda il mare si può godere di ben 270 Km di costa in cui tutti i turisti possono godersi il mare, il realax e il divertimento senza sosta.

The Wave – Arizona: un’onda perfetta scavata nella roccia

The Wave - Arizona

Uno spettacolo di rocce e colori, questo si presenterà agli occhi di quanti vorranno avventurarsi in Arizona, alla scoperta di paesaggi naturali incredibili e pieni di fascino.

The Wave, che in italiano vuol dire Onda, è un canyon situato al confine con lo Utah ed considerato uno dei luoghi più belli del mondo, per lo spettacolo cromatico creato da madre natura nel corso dei secoli, che offre alla vista dei suoi visitatori.

Col passare del tempo le rocce hanno assunto tali meravigliose forme e colori che, soprattutto in contrasto con il blu del cielo, sembrano uscite direttamente dalla tavolozza di un pittore; ciò spiega anche il perché di questo nome “The Wave” e della sua particolarità.

Si tratta di una delle attrazioni preferite dagli Statunitensi, che trova la sua esatta collocazione nel Vermilion Cliffs Canyon Wilderness Paria, ma poterla visitare non è affatto semplice, infatti è necessario ottenere un permesso.

Come raggiungere The Wave

Due sono le possibilità che vengono indicate per poter ammirare The Wave:

1) cliccare sul sito del Bureau of Land Managment, con un buon anticipo, almeno 4 mesi prima, registrandosi per partecipare ad una lotteria, che mette in palio l’accesso al Canyon;

è necessario indicare almeno 3 date preferite, i propri dati anagrafici, il numero di persone partecipanti ed effettuare il pagamento di una tassa di 5 dollari;

il primo giorno del mese successivo saranno sorteggiate 10 persone fortunate, che potranno partire alla volta di questa favolosa avventura, avvisate tempestivamente tramite posta;

2) in alternativa, ci si può presentare ogni mattina alle 9 presso il Vistors Center del Grand Staircase Escalante – NM a Kanab, dove vi sono dei rangers che assegnano ad ognuno un numero e poi estraggono a sorte altri 10 permessi.

Naturalmente questa seconda soluzione risulta un tantino più complicata, a meno che non si sia già sul posto e si voglia tentare a tutti i costi la visita di questo paesaggio veramente unico nel suo genere.

Per raggiungere The Wave si parte dal Wire Pass Trailhead e si impiegano circa 1 ora e mezzo per raggiungerlo, a causa del percorso abbastanza difficoltoso, per cui è consigliabile tener conto di alcuni dettagli tecnici, per non perdere l’orientamento facilmente.

Il Cristo Redentore in Corcovado: grande simbolo del Brasile

Cristo Redentore in Corcovado

La statua del Cristo Redentore, che trova la sua collocazione sulla cima della montagna del Corcovado, che si erge a 700 metri sul livello del mare, a picco sulla bellissima città di Rio de Janero, è oggi uno dei monumenti più conosciuti al mondo.

Simbolo della città e del Brasile, dal 2007 questo imponente e bellissimo monumento, rappresentante il Cristo Redentore dell’umanità, è stato inserito fra le sette meraviglie del mondo moderno.

La statua è alta 38 metri, di cui 8 metri fanno parte del basamento e nel 1974 ai suoi piedi è stata posta una targa dalla comunità italiana, in occasione del centenario della nascita  del grande Guglielmo Marconi, per commemorare l’accensione delle lampade che la illuminano, tramite un impulso radio da Roma, ad opera proprio di questo illustre scienziato, il 12 ottobre 1931, anno in cui venne anche inaugurato il monumento.

Il Cristo Redentore è una grandissima opera progettata dallo scultore francese Landowski e la sua struttura è stata realizzata in calcestruzzo, materiale ritenuto più adatto a strutture a forma di croce, mentre lo strato esterno è stato ricoperto di un materiale malleabile e resistente a condizioni climatiche esterne.

Senza dubbio questo monumento è reso ancora più bello ed interessante per la sua location spettacolare, infatti, il panorama di cui si può godere dalla cima del Corcovado è veramente unico e da non perdere.

Da mozzare letteralmente il fiato la bellezza di Rio de Janeiro vista dall’alto e l’affascinante combinazione del blu intenso dell’oceano con il verde delle colline a ridosso della costa.

L’imponente Cristo Redentore che sovrasta la montagna a braccia aperte, come per abbracciare il mondo intero, sembra indicare ai turisti le cose più incredibili da vedere:

  • di fronte il Pan di Zucchero e la Baia di Guanabara;
  • alla sua destra, il lago di Rodrigo de Freitas, l’ippodromo ed il Giardino botanico;
  • alla sua sinistra, il noto Stadio di Maracana, alle cui spalle vi è l’aeroporto internazionale.

Una volta atterrati a Rio de Janeiro, è possibile raggiungere la cima del Corcovado per ammirare la statua simbolo del Brasile, con il trenino a cremagliera che parte dalla stazione di Cosmo Velho, operativo dalle 8 del mattino e fino alle 20 e che impiega circa 20 minuti per arrivare a destinazione.

Chi preferisce viaggiare più comodo potrà optare anche per il servizio taxi, sia per il tragitto di andata che per quello di ritorno.

Budelli: la spiaggia rosa di Cala di Roto

Budelli

Situata a sud-est dell’isola di Budelli, parte integrante dell’Arcipelago de La Maddalena, la caratteristica spiaggia rosa è certamente uno dei simboli naturalistici più eclatanti del territorio sardo, in grado di rappresentare meglio di altri lidi la purezza e la storicità della conservazione dell’inestimabile patrimonio ambientale.

La spiaggia rosa: l’origine del nome

La spiaggia rosa deve il suo nome al tipico colore rosa corallino della sabbia della battigia, favorito dalla presenza di gusci calcarei di piccoli organismi unicellulari, le cui conchiglie cadono sul fondale e vengono trascinate dalle correnti sulla riva. Considerato che gli organismi che “cedono” tali conchiglie (Miniacina miniacea) vivono in grande quantità nelle posidonie presenti a breve distanza dalla spiaggia, ne deriva una spiaggia dal colore impareggiabile, meta – ogni anno – di numerosissimi turisti da ogni parte del mondo.

Guardare, ma non toccare

Proprio per poter salvaguardare la sua bellezza nel corso degli anni, la spiaggia rosa è oggi ricompresa nella zona a tutela integrale del Parco nazionale dell’Arcipelago de La Maddalena. Da oltre 20 anni, anno di istituzione del Parco, è quindi vietato l’accesso, il transito o la sosta sulla spiaggia, o la balneazione nelle aree vicine. La spiaggia rosa è comunque osservabile dalla vicina spiaggia del Cavaliere, accompagnati dalle guide del Parco.

Come arrivare

Il modo più semplice per poter arrivare a Badesi e, di qui, nella zona della spiaggia rosa, è quello di partire da Palau, sulla costa settentrionale della Sardegna, e dirigersi in nave / traghetto verso l’Arcipelago de La Maddalena. Da qui si può raggiungere l’isola di Spargi e, ancora più a nord, quella di Budelli.

Le isole dell’Arcipelago

Se ne avete tempo e occasione, potete rendere la visita all’isola di Budelli e alla spiaggia rosa una piccola parte del vostro personale tour nell’Arcipelago de La Maddalena. Oltre all’isola che fornisce il nome all’intero arcipelago sono infatti visitabili la maggiore isola di Caprera a quelle di Spargi, Spargiotto, Razzoli, Santa Maria, Nibani, Mortorio, Soffi e Camere. Alcune isolotti sono pressochè disabitati, regalando un’immagine da contemplare in silenzio, per riappropriarsi del contatto con la natura più incontaminata.