Zavicon Island: un’isola davvero particolare

Con Zavicon Island ci si riferisce ad una coppia di isolette collegate da un ponte, che fanno parte di un arcipelago composto da oltre 1000 isole (cono 1793) che si trova nel Saint Lawrence River tra lo stato di New York negli Stati Uniti e la regione dell’Ontario in Canada, a poco più di 300Km da Toronto.

Le isolette dell’arcipelago sono tutte molto piccole, a volte popolate da una sola abitazione a volte nessuna. La coppia di isolotti di Zavicon “tradizionalmente” segna  il confine tra il Canada e gli Stati Uniti, ma ciò avviene in un modo molto particolare: difatti l’isola maggiore di Zavicon si trova in Canada, mentre l’isola minore, detta anche Little Zavikon Island si trova negli Stati Uniti. Questa particolarità sicuramente fa entrare Zavicon nella classifica delle frontiere più strane del Mondo, ma ciò non basta, infatti, il ponticello che collega i due isolotti rappresenta il ponte internazionale più piccolo del Mondo.

La leggenda raccontata dalle guide locali, vuole che l’abitante della casa dell’isola di Zavicon avesse il giardino dall’altro lato del ponte e quando litigava con la moglie attraversava il ponte ed aveva istruito il doganiere sul ponte a non far oltrepassare il confine alla moglie.

Come arrivarci?

L’isola oggi è privata e non è visitabile, ma è possibile osservarla ad occhio nudo o con un binocolo, da uno dei punti di osservazione del parco nazionale delle Thousand Islands (in Canada). Probabilmente non vale la pena organizzare un viaggio solo per vedere Zavicon, ma se vi trovate nei dintorni…non potete perdervela. Il parco nazionale dista circa 300Km da Toronto o da Montreal.

isola

Casa Batlló: tutta l’originalità di Gaudì a Barcellona

La Casa Batlló è una delle più note e originali creazioni di Antoni Gaudì, architetto catalano che progettò questo meraviglioso edificio al numero civico 43 della Passeig de Gracia. Il suo nome deriva dal committente del progetto, l’industriale tessile Josep Batlló, che chiese a Gaudì di rimettere completamente a nuovo, in un modo certamente creativo, un vecchio palazzo acquistato pochi mesi prima in una strada divenuta simbolo della borghesia catalana. I lavori di Gaudì durarono circa 3 anni e, al termine, il risultato che ne scaturì lasciò senza fiato lo stesso committente e tutti i cittadini di Barcellona.

Casa Batlló: esterni

Le facciate principali, anteriore e posteriore, sono state completamente riviste rispetto al precedente progetto (l’unica cosa che fu conservata fu la disposizione delle finestre). Nella facciata anteriore sono chiari i riferimenti zoomorfi, con motivi ossei ripresi dall’art noveau. Nella parte centrale trovano spazio dischi di maiolica frammentata e vetri istoriati, mentre in quella alta troviamo tegole di ceramica vetrificata colorata, a evocare le squame di un rettile. La tribuna del piano nobile richiama gigantesche ossa, mentre le finestre del secondo piano si affacciano su balconi che riprendono la forma di una conchiglia.

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Anche la facciata posteriore – pur meno spettacolare – è densa di motivi di interesse. Le linee sinuose, le sporgenze, le ringhiere e la meravigliosa sommità, costituiscono elementi architettonici unici per gli amanti del genere.

Casa Batlló: interni

Gli interni della Casa Batlló presentano un piano nobile con l’appartamento principale di circa 400 metri quadri, suddiviso in una zona giorno, una seconda zona legata alla cucina, ai bagni e agli altri locali di servizio, e una zona ristorazione e notte. Da qui si accede a una terrazza spettacolare, di circa 200 metri quadri. Su ogni piano vi sono inoltre due appartamenti di circa 200 metri quadri, sviluppati intorno a un cavedio centrale.

La terrazza si rifà al dorso di un drago, con ampio utilizzo di maioliche e l’adorno di una croce a quattro bulbi. Da segnalare anche i meravigliosi giochi di luce che donano all’edificio un impatto visivo di sicuro effetto.

Un compleanno magnifico in crociera

 

Per festeggiare i 30 anni della mia futura moglie ho deciso di regalarle una crociera, a cavallo del ponte del 25 aprile. Tra tutte le proposte delle compagnie ci colpisce in positivo quella di MSC, che propone un bel giro del Mediterraneo Orientale: partendo da Ancona, le tappe saranno Kotor in Montenegro, Corfu, Santorini, Cefalonia, Dubrovnik e Venezia, con ritorno ad Ancona la settimana successiva. Abbiamo già fatto due crociere e ne conosciamo i pregi e i difetti, la nostra avventura in mare comincia però con due bellissime notizie: essendo entrambi under 34 abbiamo diritto a 200 euro di sconto, inoltre il giorno prima della partenza ci comunicano un upgrade gratuito in suite!

Giorno 0: Ancona

Ci imbarchiamo ad Ancona ed iniziamo ad esplorare la nave: è la MSC Armonia, più piccola delle due Costa (Magica e Fortuna) delle nostre due precedenti crociere, ma l’atmosfera che si respira a bordo è la stessa, gli arredi sono simili e le camere ugualmente belle. Punto a favore di MSC: abbiamo trovato migliore il cibo a bordo.

Giorno 1: Kotor

kotorIl mattino seguente la nave arriva a Kotor in mattinata, ma decido di alzarmi presto per gustarmi la navigazione panoramica nel bellissimo fiordo omonimo. E’ un panorama spettacolare, il cielo azzurro e le ombre soffuse del mattino ci regalano un benvenuto in Montenegro davvero indimenticabile. Scendiamo a Kotor con un piano ben definito, piuttosto fitto. Prima missione: cercare un’auto a noleggio. La troviamo rapidamente a 30 euro per tutto il giorno (nonostante a noi serva soltanto 5-6 ore), andiamo di fretta dunque contrattiamo giusto il minimo indispensabile, e ci mettiamo in marcia in direzione Sveti Stefan.

Questa attrazione è un must del Montenegro, un’isolotto collegato alla terraferma da un ponte pedonale, ospitava un convento tramutato adesso in un resort di lusso. Facciamo le foto di rito, poi la guardia fuori ci comunica che siamo piaciuti al management, e ci invita ad entrare nel resort… bellissimo! Ci perdiamo tra le stradine cercando di dimenticare che le case che vediamo sono in realtà ville a cinque stelle, passiamo una splendida mattinata ma il resto del Montenegro ci aspetta! La seconda tappa è infatti Budva, la località di mare più famosa e frequentata della costa montenegrina. Facciamo un giro in centro e ci riposiamo un po’, poi torniamo a Kotor per lasciare l’auto e terminare la nostra esperienza in Montenegro con la visita della cittadina, e del suo delizioso centro storico pedonale e protetto da mura. Purtroppo è l’ora di risalire a bordo, ma questa panoramica del Montenegro ci ha lasciato soddisfatti fino all’inverosimile.

Giorno 2: Corfu

vacanze-a-corfuLa mattina seguente la nave attracca a Corfu; ci siamo già stati, dunque non siamo pervasi dalla fretta e dalla frenesia di visitare tutto. Anzichè prendere un taxi o un costoso transfer, attendiamo qualche minuto e prendiamo l’autobus urbano che in circa 15 minuti ci porta in città. Facciamo un bel giro, apprezziamo i prodotti tipici locali, ci prendiamo una pausa gustando un Frappè (la bevanda tipica greca), in definitiva ci rilassiamo, siamo contenti di aver rivisto questo pezzo di mondo, e con la calma che oggi ci contraddistingue riprendiamo l’autobus per essere al porto pronti per l’imbarco verso una nuova destinazione.

Giorno 3: Santorini

santoriniOgni volta che una nave da crociera entra nella caldera di Santorini a bordo si assiste a scene di pura pazzia: infatti fin dal primo giorno ci viene detto che la nave resterà in mare aperto, e che si potrà scendere sull’isola soltanto con le lance (piccole imbarcazioni da 50-100 posti). Dunque decido di alzarmi due ore prima dello sbarco per riuscire a prendere i ticket per la barca numero 1, ossia la prima a scendere. Tanto per dare un’idea, la prima lancia sbarca a Santorini circa 2 ore prima dell’ultima, e per stare a terra il più possibile è fondamentale prendere la prima lancia: missione compiuta! Sbarchiamo al piccolo porto di Santorini e decidiamo di salire in città con la cabinovia (l’alternativa sarebbe una ripida strada in salita da percorrere a piedi o a bordo di un asino), ignoriamo la cittadina omonima perchè l’abbiamo già visitata in una precedente crociera: la destinazione di oggi sarà Oia, il villaggio greco più fotografato, quello che nell’immaginario collettivo è la Grecia: case basse e bianche, cupole azzurre, mulini a vento, vista mare. Per raggiungere Oia l’alternativa all’autobus è uno scooter a noleggio, optiamo per questa soluzione perchè non dobbiamo stare dietro ad orari e ritardi, paghiamo 20 euro al noleggiatore e partiamo. Arriviamo ad Oia e la giriamo in lungo e in largo, facciamo delle foto fantastiche, la fama che questo villaggio si è fatta è meritata al 100%.

Bandiere Blu, ecco dove sono le spiagge italiane d’eccellenza

 

La 28esima edizione delle Bandiere Blu si conclude con l’assegnazione di 269 riconoscimenti per altrettante spiagge italiane: riconoscimenti attribuiti ancora una volta in misura record in Liguria, con la regione settentrionale che guida anche nel 2014 la classifica delle regioni con il più elevato numero di località di riviera premiate con la Bandiera Blu.

Alle spalle della Lilguria troviamo la Toscana e le Marche, con 18 e 17 comuni premiati mentre, più staccati, troviamo la Campania con 13 Bandiere Blu e la Puglia, con 10 Bandiere Blu. A 10 riconoscimenti troviamo anche l’Abruzzo: la regione perde 4 Bandiere Blu a principale causa dell’alluvione dello scorso inverno, garantendosi comunque un buon posizionamento all’interno della mappa della Foundation for Enviromental Education.

Scorrendo ancora la classifica, troviamo le nove Bandiere Blu dell’Emilia Romagna e, a seguire, le sette Bandiere Blu del Veneto e del Lazio (che accresce la propria platea di spiagge premiate con Gaeta e Latina).

A deludere fortemente è la Sardegna: la regione che è conosciuta proprio per le sue spiagge e le acque cristalline perde la bandiera di Castelsardo, conservando solo sei riconoscimenti. Una ragione per la debacle sarda, tuttavia, sembra esserci: è molto probabile che nella regione molti dei comuni che avrebbero anche sostanziale diritto al riconoscimento non abbiano nemmeno inoltrato la propria candidatura per l’assegnazione.

Se la motivazione di cui sopra viene imputata come determinante fondamentale, si può spiegare anche le sole quattro Bandiere Blu della Calabria. Chiudono la classifica le tre bandiere per il Molise, le due per il Friuli Venezia Giulia e una per la Basilicata.

Soddisfatto Claudio Mazza, presidente della Fee Italia, secondo cui sarebbe con lietezza “che vediamo anche per il 2014 un incremento di Bandiere Blu, ben 140 comuni, a significare, nonostante la situazione economica, la priorità di scelte sostenibili di tante località turistiche; l’attenzione all’ambiente in ogni sua declinazione è l’elemento di partenza per sviluppare una destinazione turistica”.

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Viaggio nella memoria di Mostar e del suo ponte

Mostar è una splendida località della BosniaErzegovina, il cui nome deriva dal suo ponte vecchio, lo “Stari Most” e dalle torri che sorgono sulle sue rive contrapposte (i “Mostari”, conosciuti come “custodi del ponte”). Questo comune di 110 mila abitanti ha una storia antica e recente piuttosto importante, e diversi motivi che ne fanno una buona meta di viaggio. Leggi tutto “Viaggio nella memoria di Mostar e del suo ponte”

Lubiana e Zagabria: le capitali giovani dell’Unione Europea

Era da un po’ che avevo in mente un viaggio in Slovenia, che per molti italiani rappresenta un po’ il vicino sconosciuto. Per un motivo o per un altro l’avevo sempre rimandato, considerando che comunque ci saremmo andati in macchina avrei voluto tenerlo di scorta per un’occasione in cui non avrei trovato un volo low cost.

Occasione che è giunta per il ponte del 25 aprile: Ryanair, Easyjet, Wizzair, Vueling, Volotea… cerca e ricerca, ma nessuna di loro offriva voli economici per destinazioni interessanti, dunque siamo partiti in auto alla volta della Slovenia, con partenza il giovedì dopo lavoro e rientro previsto la domenica sera. Punto fermo: essendo la Slovenia un paese piuttosto piccolo abbiamo deciso di soggiornare tutte e tre le notti a Lubiana, la sua capitale: la fatica dei day trip sarebbe stata ampiamente compensata dal minor stress dei continui cambi di hotel.

Partiamo dunque il giorno giovedì 24 aprile appena usciti dall’ufficio, il viaggio scorre tranquillo, per le 11 di sera siamo in centro a Lubiana. Alloggiamo presso la Penzion Pod Lipo che abbiamo scelto per la sua posizione centrale, per il parcheggio gratuito e per il suo prezzo contenuto: la camera matrimoniale è costata 58 euro a notte. Il mattino seguente, contro ogni previsione meteorologica, è una bella giornata: la passiamo in giro per il centro storico di Lubiana, tutto pedonale, che si snoda attorno al fiume Ljubljanica. La città è dominata da una collina sulla quale spicca un bel castello, le viuzze acciottolate sono uno spettacolo da percorrere, sono puntellate di negozi tipici e di marchi globali. Visitiamo tutte le attrazioni della città, municipio, cattedrale, triplo ponte, mercato, e pranziamo a street food gustando le specialità del luogo. Di pomeriggio ci facciamo un bel giro al parco Tivoli e visitiamo il quartiere Metelkova, un ex distretto militare occupato circa 20 anni fa e adesso dimora di artisti e gente alternativa. La sera torniamo in centro, un altro giro pedonale, un aperitivo, un’ottima cena al ristorante.

Lubiana è così, ci si rilassa, viverci è bello, la città è verde e piacevolissima da girare a piedi o in bicicletta, gli edifici storici la fanno da padrone e il castello la sovrasta. In definitiva, giudizio più che positivo.

La mattina seguente è tempo di attraversare una frontiera: ci dirigiamo ad est, verso la Croazia, che da poco è entrata nell’UE ma in via provvisoria mantiene ancora i controlli. La meta è la sua capitale, Zagabria. Ci arriviamo in circa un’ora e 20 minuti di auto dal nostro hotel, e ci meravigliamo perchè è una città moderna e attiva, piena di giovani in strada, puntellata di bar e ristoranti. La piazza del centro moderno, intitolata a Jelacic, è un brulicare di persone e attività, da lì si snodano le arterie commerciali, completamente pedonali eccezion fatta per un moderno tram che le percorre in modo longitudinale. Ma Zagabria ha anche un delizioso centro storico, la città alta, raggiungibile a piedi o con una divertente funicolare. La giriamo in lungo e in largo e facciamo le foto di rito presso la chiesa di San Marco, che sul tetto spiovente è decorata da enormi mosaici, effigi di Zagabria e della Croazia.

Prima di venire via ci fermiamo davanti alla bella cattedrale gotica, la visitiamo dentro e fuori, e ci avviamo verso la macchina per ritornare a Lubiana. Anche Zagabria ci ha sorpreso in positivo, un’altra città ampiamente promossa, che si merita a pieno titolo di essere una capitale dell’Unione Europea.

Torniamo a Lubiana, ceniamo in un ottimo ristorante sulle rive del fiume ed andiamo a letto, stanchi e felici, ma anche un po’ tristi perchè ci apprestiamo a passare l’ultima notte di vacanza. Ci svegliamo il mattino dopo e ci dirigiamo verso Bled e il suo famosissimo e fotografatissimo lago. La giornata è nuvolosa, peccato perchè col sole sarebbe stata tutt’altra storia, ma il lago è comunque incredibilmente bello e magico. Decidiamo di fare tutto il giro a piedi, sono 6km e tra una sosta e una foto ci impieghiamo due ore, alla fine del giro ci fermiamo a pranzo presso un ristorante tipico sloveno, ci rifocilliamo e torniamo a Lubiana per un ultimo giro in città.

Si è fatto pomeriggio inoltrato, purtroppo è il momento di salutare Lubiana e l’intera Slovenia, ci rimettiamo in viaggio verso casa. Il giorno dopo sarà lunedì, la nostra vita di tutti i giorni ci aspetta per un nuovo inizio di settimana.

panorama

Old Town

Ponte di Brooklyn ecco perché visitarlo

Il ponte di Brooklyn è uno dei “monumenti” infrastrutturali più noti di New York, un vero e proprio simbolo dei ponti metropolitani che contraddistinguono molte panoramiche delle città a stelle e strisce. Ecco come è nato, perché vale la pena visitarlo e… qualcos’altro che non sapete.

Nascita del ponte di Brooklyn

Il ponte di Brooklyn venne completato nel 1883 su progetto di un ingegnere tedesco (John Augustus Roebling) e si tratta del primo ponte costruito in acciaio, in grado di collegare l’isola di Manhattan al quartiere di Brooklyn. La sua costruzione impiegò 13 anni e costò 15,5 milioni di dollari dell’epoca: un investimento immagine, difficilmente paragonabile, che richiese l’intervento di 600 operai, team di progettisti e diversi collaboratori.

Una storia nefasta

Considerate le difficoltà ingegneristiche dell’epoca, il ponte si macchiò della morte di una trentina di operai e dello stesso progettista: l’ingegner Roebling morì infatti in seguito a un incidente accaduto durante l’attracco di un traghetto, e l’opera di costruzione fu portata a termine dal figlio, Washington Robeling. Purtroppo, anche il figlio rimase tuttavia paralizzato a causa di un embolia gassosa, e il completamento fu dunque effettuato da Emily Warren Roebling, la moglie, sotto sua supervisione.

Non furono tuttavia solo queste le morti che contraddistinsero la lunga storia del ponte. Nel 1885, ad esempio, Robert E. Odium ottenne l’ambito riconoscimento di essere il primo uomo a tuffarsi dalle strutture sospese nel sottostante fiume East River: un record che tuttavia pagò con la morte, considerando che si provocò emorragie interne che lo condussero al decesso.

Perché val la pena visitare il ponte di Brooklyn

Numerose sono le motivazioni che dovrebbero spingere il turista che giunge a New York a visitare il ponte. Complessivamente, pur non essendo più il ponte più lungo del mondo (record che mantenne per parecchio tempo), l’opera è visivamente eccezionale, e i suoi 1.800 metri sopra il mare, ad un’altezza di 84 metri, ne fanno un’opera mozzafiato.

Se poi dovete passare dal quartiere di Brooklyn a quello di Manhattan, quale migliore occasione di farlo a “dorso” dello straordinario Brooklyn Bridge?

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Direzione Collina delle Croci: cronaca di un weekend in Lituania

Partiamo dall’Italia con Ryanair, sfruttando un’ottima offerta per Vilnius, la capitale della Lituania. Il volo scorre rapido, l’atterraggio è perfetto e in 10 minuti siamo sull’autobus che collega l’aeroporto alla stazione. Una volta arrivati ci dirigiamo verso l’hotel che abbiamo prenotato, l’Europolis. Situato in una posizione tranquilla, pulito e con i letti comodi, a distanza camminabile dal centro storico, l’abbiamo scelto essenzialmente per il prezzo: solo 32 euro a notte con colazione.

Tempo di un rapido check in e siamo già in giro. Abbiamo dato un’occhiata al meteo, e ci rendiamo conto che il bel sole che splende sarà presto un ricordo, decidiamo quindi di stravolgere i nostri piani e di andare alla fermata degli autobus per andare a Trakai, un bellissimo borgo ottimamente conservato, giace sulle rive di un lago nel quale c’è una grossa isola con uno splendido castello, raggiungibile tramite un ponte di legno pedonale.

L’atmosfera è fiabesca, il cielo azzurro e le foreste circostanti verdissime, il lago blu intenso e il rosso deciso dei mattoni del castello: è un mix di colori che toglie il fiato. La decisione di andare a Trakai col sole si rivela azzeccatissima.

Torniamo a Vilnius nel primo pomeriggio, ed affrontiamo la città in un modo differente: non ci fiondiamo in centro ma prima saliamo in cima alla Torre Gediminas, da cui si gode una bella vista d’insieme sulla città. Ci serve per renderci conto di come è messa e di come possiamo esplorarla. Scattiamo le foto di rito, come ampiamente previsto il cielo si chiude ma fortunatamente non pioverà.

Scendiamo dalla torre e siamo nella piazza della cattedrale: ci saremmo aspettati una chiesa completamente diversa, ci troviamo davanti una struttura bianca, austera, in stile neoclassico. E’ comunque molto bella, col suo campanile distaccato. La visitiamo dentro e fuori, ed iniziamo a percorrere le vie del centro. Vilnius è nota per le sue chiese, si trovano a ogni angolo della strada, e infatti è così, sbucano quando meno te lo aspetti. Percorriamo la via dello shopping fino alla piazza del municipio, e rimaniamo sorpresi da ciò che ci attende: la piazza è piena di bancarelle che vendono street food, dev’esserci un festival quindi decidiamo di cenare presso una di esse, inutile dire che il cibo è ottimo.

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Un’estate nel mondo in miniatura di Gran Canaria

Per le vacanze estive 2012 la meta prescelta è Gran Canaria. L’isola simbolo dell’arcipelago spagnolo delle Canarie è meta di turismo nordeuropeo (soprattutto inglese, tedesco e scandinavo), ma piano piano anche gli italiani si stanno innamorando, a ragione, di queste isole baciate dal sole per tutto l’anno.

Partiamo dunque da Pisa con Ryanair, il volo è piuttosto lungo per gli standard della compagnia, circa 4 ore. All’arrivo ci dirigiamo verso il noleggio auto, abbiamo prenotato un mezzo per essere indipendenti nell’esplorazione dell’isola. Ci dirigiamo così verso il nostro albergo, nell’abitato di Puerto Rico, a strapiombo sulla Playa de Amadores, una delle spiagge più belle e più note dell’isola.

Abbiamo scelto l’hotel Altamar, dotato di bei bungalow tutti con vista panoramica. L’albergo è molto particolare perchè si sviluppa sul fianco della montagna, la strada per arrivarci è in salita dunque l’ingresso è all’ultimo piano, tutte le camere e gli appartamenti si raggiungono dalla reception scendendo; il difetto principale di questa scelta architettonica è dato dall’ascensore-funicolare, all’aperto, molto panoramico ma estremamente lento per salire e scendere.

Decidiamo di iniziare l’esplorazione dell’isola dal pittoresco borgo di Puerto de Mogan. Il villaggio, sviluppato attorno ad un porticciolo turistico, è molto ben curato, ci sono case dai colori sgargianti e bellissimi fiori; poco fuori dal centro la deliziosa spiaggia del paese accoglie centinaia di turisti.

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Passiamo i restanti giorni dividendoci equamente tra spiagge, mare e visite dell’isola, sia naturalistiche sia culturali. Gran Canaria è un’isola molto particolare perchè racchiude più climi: il sud è desertico, decisamente baciato dal sole ed è qui che si concentra la maggior parte della vita turistica. Il nord è invece molto più aspro, autentico, a volte compare una bella vegetazione tropicale, ma non vi sono spiagge o luoghi per balneare. Al centro dell’isola c’è un massiccio montuoso percorso da una moltitudine di stradine, strette e tortuose, a volte poco più che mulattiere, circondato da foreste di conifere. Il soprannome di “continente in miniatura” dato all’isola di Gran Canaria corrisponde a verità, ne siamo stati direttamente testimoni.

Abbiamo deciso di esplorare la zona nord con un bel giro panoramico tra i due deliziosi paesi di Arucas e Firgas. Ad Arucas si può ammirare una splendida cattedrale gotica, che sovrasta il bel centro storico pedonale. A Firgas è invece presente il Paseo de Canarias, una strada pedonale la cui pendenza naturale è stata utilizzata per costruire una cascata lunga 30 metri; la via è decorata da mosaici che rappresentano tutti i comuni di Gran Canaria, e sulla pavimentazione sono scolpite tutte e sette le Isole Canarie, con i loro rispettivi scudi araldici, assieme a un paesaggio tipico di ognuna.

Le spiagge dell’isola, oltre a Playa de Amadores alla quale abbiamo dedicato gran parte del tempo in quanto situata proprio sotto il nostro hotel, sono Anfi del Mar, simile in forma e dimensioni, ma soprattutto l’immensa distesa di Maspalomas. Un piccolo deserto, con vere e proprie dune, ampio diverse centinaia di km quadrati, che termina in mare. E’ dunque possibile avere chilometri di spiaggia a disposizione, ci sono aree attrezzate, aree libere e persino aree per nudisti.

Merita una visita anche il bellissimo Roque Nublo, una formazione rocciosa situata nell’esatto centro geografico di Gran Canaria. Si raggiunge a piedi in circa 30 minuti di cammino, il sentiero parte dai boschi e li supera, per arrivare in cima ad un altopiano dal quale, in giornate terse, è possibile ammirare gran parte dell’isola e anche la vicina Tenerife.

Ma una visita a Gran Canaria non si può definire tale senza un giro nella sua capitale, la bella Las Palmas de Gran Canaria. Questa città, di circa 400mila abitanti, ha tutto ciò che si può desiderare da una città marittima: un porto molto attivo, centri commerciali, ampi viali costeggiati da palme, e soprattutto una bellissima spiaggia cittadina, Las Canteras, con un altrettanto bello lungomare.

Visitiamo tutto ciò in una settimana, in agosto, con le temperature costanti di giorno a 28-30 gradi  e di sera attorno ai 20-22, mentre il meteo spagnolo consiglia al resto del paese di restare in casa per via di ondate di calore che arrivano fino a 45 gradi. E’ una sensazione bellissima, sembra di vivere nell’eterna primavera di un mondo in miniatura.

Relax e benessere sul lago di Costanza

Il Lago di Costanza è un incantevole luogo situato al confine tra Germania, Svizzera e Austria: con una superficie di oltre 500 km quadrati, è altresì uno degli specchi d’acqua più estesi del vecchio Continente e, per tale motivo e per la varietà di coste che lo delimitano, è una meta pressochè infinita di scelte per una vacanza all’insegna del relax e del benessere.

Giro del lago

Se non avete rotto gli indugi tra le numerose alternative proposte, o volete godere di un tour mozzafiato, potete decidere di fare il giro del lago. Anche in questo caso le diverse opzioni non mancheranno di certo: potete ad esempio farlo con la vostra auto, procedere per le tantissime piste ciclabili che contornano lo specchio d’acqua (se non avete portato con voi la vostra bici potete comunque noleggiarla nei vari punti urbani ed extra urbani), o ancora percorrere larghi tratti a piedi, grazie a centinaia di chilometri di sentieri attrezzati.

Se invece siete amanti dell’acqua, potete fruire delle navi da escursione che partono da ogni località principale, e giungono nelle varie estremità del lago, o nelle sue isolette.

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Località tedesche sul lago di Costanza

Come anticipato, il lago di Costa abbraccia tre diverse nazioni. Dalla parte tedesca è consigliabile una gita a Lindau, tradizionale città portuale su isola, o Friedrichshafen, dove è presente il Museo del Dirigibile, e da dove sarà possibile organizzare delle escursioni su tale mezzo. Pressochè obbligata è la gita a Costanza, la più grande città che si affaccia sul lago (da cui prende il nome), con una ricca varietà di monumenti, edifici storici, musei.

Località svizzere sul lago di Costanza

Se invece vi trovate dalla parte di svizzera, le principali alternative sono due: Kreuzlingen, dove potrete scorgere il castello e il museo del lago, e Romanshorn, grande porto dal quale prendere i traghetti che conducono sulla sponda tedesca, a Friedrichshafen.

Località austriache sul lago di Costanza

Infine, per quanto concerne le località austriache, il nostro consiglio è quello di visitare Bregenz, cittadina di 25 mila abitanti, capoluogo della regione di Vorarlberg e teatro di tanti spettacoli e festival sul lago.