Visita notturna alla Cascata delle Marmore

La Cascata delle Marmore è una delle cascate più note e importanti d’Italia e d’Europa: un vero e proprio monumento naturale, visitabile tutti i giorni, di mattina, di pomeriggio e di sera. Cerchiamo di quindi di comprendere come programmare il proprio viaggio alla Cascata delle Marmore e, soprattutto, in che modo poter fruire di una irresistibile visita notturna.

Orari

L’apertura dell’area della Cascata delle Marmore è fissata alle ore 10, con la chiusura predeterminata alle 19. Gli orari sono più estesi il sabato e la domenica, con apertura alle ore 9 e chiusura alle ore 22.

Diversi sono invece gli orari del rilascio dell’acqua: nei giorni feriali il rilascio è programmato dalle ore 12 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 17, mentre nei giorni feriali l’orario è dalle ore 10 alle ore 13, e dalle ore 15 alle ore 22.

Visita notturna

Le visite notturne alla Cascata delle Marmore sono pianificate periodicamente, ed oggetto di revisione. Per quanto concerne il mese di maggio, ad esempio, le visite notturne potranno riguardare tutte le principali aree del Parco del Belvedere inferiore della Cascata delle Marmore, accompagnati da una guida specializzata che condurrà i gruppi lungo i sentieri 2 e 3, tra le gole e le rapide del fiume Nera, o fino a ridotto del salto, dove il rumore delle acque diventa più fragoroso.

La visita notturna è consigliata per tutti coloro i quali desiderano godere dello straordinario fascino della Cascata. Solamente una visita notturna potrà infatti permettere il miglior godimento dei rumori del bosco e delle acque, lontano dal grande flusso turistico e vicino, vicinissimo, al meglio che la natura del Parco può offrire.

La visita notturna ha una durata di circa un’ora, e prevede un equipaggiamento fornito dall’organizzazione (caschetti e frontalini luminosi). Viene comunque raccomandato l’uso di abbigliamento adeguato e scarpe comode (da ginnastica o da trekking).

Prezzo

Il prezzo della visita notturna guidata alla Cascata delle Marmore è pari a 6 euro, oltre al prezzo del biglietto di ingresso del parco. La visita coinvolge un numero di circa 20 persone, e inizia alle ore 20.10, dove i partecipanti si ritroveranno nella biglietteria del Belvedere inferiore.

vista

cascata

 

Alla scoperta dell’Umbria medievale

Era da tanto che avevamo in mente di visitare l’Umbria e, finalmente, un week end lungo di primavera ce ne ha data l’occasione.

Abbiamo alloggiato per tre notti presso l’albergo diffuso Torre della Botonta a Castel San Giovanni, frazione di Castel Ritaldi in provincia di Perugia, tra Spoleto e Foligno. Ma cosa significa esattamente albergo diffuso? Si tratta di una struttura ricettiva che non si costruisce da zero ma che nasce mettendo in rete delle abitazioni pre-esistenti. Nel nostro caso, l’hotel è situato all’interno di un castello – Castel San Giovanni della Botonta – edificato nel 1376 su ordine di Federico II dal Cardinale Albornoz (un nome che ricorrerà spesso nel nostro diario di viaggio!).
All’interno del castello, oltre al borgo fortificato che ospita le quattro camere dell’albergo, ci sono anche una chiesa medievale e i resti del ponte levatoio. E così, passeggiare all’interno del piccolo borgo diventa un’esperienza davvero suggestiva e quasi surreale.

Il nostro tour dell’Umbria parte da Assisi, la città di San Francesco. Difatti, la nostra prima tappa è proprio la Basilica dedicata al Santo Protettore d’Italia. Con autovettura al seguito, bisogna necessariamente prepararsi ad affrontare qualche centinaio di metri a piedi. Noi scegliamo uno dei parcheggi più vicini (a circa 600-700 metri dalla Basilica) e, dopo aver percorso un lungo viale alberato, giungiamo nella piazza di San Francesco.

La visita è gratuita e il percorso più o meno obbligato: si parte dalla visita della Basilica inferiore caratterizzata da pilastri bassi e grossi per reggere il peso della chiesa soprastante.
Da qui si scende una rampa di scale per raggiungere la cripta dove, dal 1230, sono conservate le spoglie mortali del Santo. Se la Basilica inferiore è maggiormente legata alla commemorazione, quella superiore – in puro stile gotico italiano – è adibita a funzioni liturgiche ufficiali, come per esempio accade durante le visite Papali.

borgo

Una volta usciti dalla Basilica, ci fermiamo qualche minuto a contemplare lo splendido panorama delle colline umbre di cui si può godere dalla piazza stessa. Avendo un po’ di tempo in più si può pensare di percorrere i sentieri (ce ne sono due di lunghezza – e difficoltà – diversa) del Bosco di San Francesco. L’entrata è sul lato destro della piazza guardando la Basilica.

Noi però siamo diretti alla Rocca Maggiore, un fortino medievale situato sulla parte più alta della città da cui si gode una vista meravigliosa. Il modo più semplice per raggiungere la Rocca è posteggiare al Parcheggio Matteotti e poi, da qui, percorrere circa 400 metri in salita. Il biglietto di ingresso costa 5.50€ ma, avendo meno tempo a disposizione, ci si può accontentare di fare un veloce giro intorno al castello per godere della vista panoramica. Noi decidiamo di visitare gli interni e, benché gli arredi siano ridotti al minimo, il tempo si rivela ben speso: nella torre centrale è allestita una mostra fotografica dedicata alla festa del Calendimaggio che si tiene i primi giorni di maggio ad Assisi, mentre le altre torri sono visitabili mediante stretti cunicoli e scale a chiocciola che portano fino in cima per godere, anche qui, di una vista impagabile.

È ora di cena e decidiamo di riprendere l’auto per proseguire verso Castel Ritaldi, dove faremo la nostra prima cena in hotel. La camera che ci è stata assegnata, la stanza del lino, è perfettamente in tema con il luogo: il soffitto con le travi a vista, il lampadario in ferro battuto e tutti gli altri arredi sono assolutamente in linea con gli ambienti esterni.
Per cena gustiamo un antipasto tipico umbro a base di salumi tipici e crostini e una zuppa di farro. Chiudiamo la cena con il caldofreddo, un dolce ricoperto da una meringa calda che racchiude al suo interno un cuore freddo fatto di gelato.

La mattina dopo il cielo appare subito minaccioso, ma non ci facciamo scoraggiare: ci aspetta una lunga giornata ad Orvieto. Per raggiungerla, però, dobbiamo percorrere più di 70 km, circa un’ora e mezza di strada. Parcheggiamo in Via Roma e, in meno di un quarto d’ora, raggiungiamo il Duomo (il biglietto d’ingresso costa 3 euro), la meravigliosa Cattedrale in stile gotico della città.
La costruzione della Cattedrale di Santa Maria Assunta richiese ben 3 secoli di lavori, dal 1290 al 1591 (gli intoppi burocratici e le difficoltà tecniche, insomma, erano all’ordine del giorno). Al suo interno si trovano le stupende Cappelle di San Brizio – Santo Vescovo protettore di Orvieto – e del Corporale, che fa riferimento al miracolo del corporale – macchiatosi di sangue durante la celebrazione – in occasione della Messa di Bolsena del 1263.

Dopo esserci ristorati alla Locanda del Lupo – dove mangiamo bruschette con verdure e fettuccine con i funghi – decidiamo di partecipare alla visita guidata Orvieto underground, in partenza ad orari prefissati da Piazza Duomo. La visita, che dura circa un’ora, costa 6 euro, un costo davvero irrisorio per tutto ciò che avremo la possibilità di apprendere.
Prima, però, decidiamo di fare una pausa “golosa” a base di gelato artigianale! Dal 1° al 4 maggio, infatti, in tre diverse piazze di Orvieto – tra cui Piazza Duomo – ci sono i 20 stand de I gelati d’Italia ognuno rappresentativo di una regione del BelPaese. Noi assaggiamo il Bonet del Piemonte, il Basilico e Limone della Liguria e la Fragola e Prosecco del Friuli Venezia Giulia. Davvero buoni.