Thailandia per due a marzo

Buddha-distesoLasciamo l’auto al parcheggio JetPark (jestpark.it) e partiamo dall’aeroporto di Milano Malpensa con la compagnia Thai Airways. Il volo Milano-Bangkok dura circa 12 ore. Una volta arrivati all’aeroporto occorre sbrigare le operazioni burocratiche, dopodiché è possibile ritirare i bagagli.

Per il transfer a Bangkok, avevamo prenotato un servizio transfer fornito dall’hotel presso il quale abbiamo alloggiato, il New Siam River Side (http://www.newsiam.net/ns/newsiam4.php). L’hotel è bello e non eccessivamente costoso. La prima colazione è abbondante e varia, è possibile usufruire di un servizio di massaggi e c’è anche la piscina. A Bangkok conviene spostarsi in taxi, i taxisti sono molto cordiali e generalmente si riesce a comunicare bene in inglese. Accordatevi sul prezzo della corsa prima di salire a bordo o chiedete di accendere il tassametro.

Un altro modo per spostarsi in città è il tuk-tuk, pittoresco taxi a tre ruote utilizzato in tutta l’Asia. Nonostante il fuso orario, le gambe gonfie ed un certo senso di stordimento, decidiamo di uscire, fermiamo un taxi e ci dirigiamo al Chatuchak Weekend Market di Bangkok, dove si trova veramente di tutto. Torniamo in hotel, ci concediamo un tuffo in piscina ed un thai massage. La sera usciamo ed andiamo a cena al ristorante del Navalai River Resort.

Il secondo giorno ci alziamo presto, completamente ritemprati, facciamo colazione e, con il Chao Praia Express, comodo, panoramico ed economico servizio di battelli sul fiume, arriviamo in zona Palazzo Reale. Alla fermata troviamo un mercatino pieno di cose da mangiare. Arriviamo al Palazzo Reale ed ammiriamo la magnificenza dei templi, un tripudio di oro, maioliche colorate, mosaici di specchi che splendono sotto i raggi del sole. Ci dirigiamo poi a Wat Po, dove ammiriamo il famoso Buddha disteso, che ci lascia a bocca aperta per le sue dimensioni. Si sente un tintinnio continuo e si tratta delle monetine che i devoti fanno cadere una alla volta nelle ciotole di metallo disposte in fila lungo la statua. Facciamo uno spuntino e con il tuk-tuk ci dirigiamo presso James Fashion International, un noto negozio di sartoria dove è possibile farsi fare abiti, camicie e cappotti su misura, con materiali pregiati ed a prezzi del tutto accessibili. Torniamo in hotel e ci concediamo un altro thai massage. Alla sera ci dirigiamo a Khao San Road dove ci diamo agli acquisti folli. Io compro un trolley nuovo, che riempiremo di vestiti, maglie e quant’altro.

Il terzo giorno andiamo a vedere il centro commerciale MBK Center ed il Siam Center, e nel pomeriggio torniamo in aeroporto per prendere il volo interno per Krabi. Arriviamo a Krabi in serata ed all’uscita dell’aeroporto troviamo il pullmino che ci porterà all’hotel in città. Arriviamo al Krabi Seaview Hotel (http://www.krabicityseaviewhotel.com/), lasciamo i bagagli in camera e facciamo due passi sulla strada pedonale che costeggia la foce del fiume e ci imbattiamo in una serie di bancarelle di cibo. Ci sediamo ad un tavolino sgangherato su sgabelli precari e mangiamo i gamberi più deliziosi che ci siano capitati da quando siamo arrivati in Thailandia.
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La quinta volta a Barcellona, la prima sotto Natale

la-ramblaSiamo a Dicembre, fa freddo, e ci ritroviamo dei giorni liberi a ridosso del Natale. Ci imbattiamo quindi in una ottima offerta di Vueling per Barcellona, decidiamo di approfittarne ed eccoci all’aeroporto di Firenze, pronti all’imbarco sul volo che in un’ora e mezzo ci porterà nella bella capitale catalana. Atterriamo presso il moderno terminal 1 dell’aeroporto El Prat, saliamo su una delle frequenti navette ed eccoci arrivati in Plaza Catalunya.

Abbiamo trovato un hotel favoloso sfruttando un’offerta irripetibile su Booking.com, un bellissimo 3 stelle di design, il Barcelona House, a due passi dalla Rambla e da Placa Real, pagandolo soltanto 90 euro per 3 notti in doppia, meno della metà rispetto al suo prezzo standard. Lo raggiungiamo in 10 minuti a piedi da Plaza Catalunya, il capolinea del bus da e per l’aeroporto.

Per noi è la quinta volta a Barcellona, è una città che amiamo e nella quale ci piace tornare, dunque cerchiamo qualcosa di diverso rispetto alle classiche mete turistiche, già viste e riviste. Ma iniziamo con il classico giro sulla Rambla avendo particolare cura di entrare nel mercato La Boqueria.

Le ultime due volte l’abbiamo trovato chiuso (era domenica), quindi stavolta ci concediamo un’oretta di tempo per esplorarlo e degustare i prodotti tipici, compresi gli ottimi succhi di frutta fresca che si vendono per pochi spiccioli.

Siamo sotto Natale ma il clima è ottimo, il sole splende, il termometro dietro il monumento a Colombo dice 20 gradi, e una sosta sulla Rambla de Mar è irrinunciabile. A pranzo altra tappa fissa di un soggiorno a Barcellona, ossia il Tapa-Tapa. Questo ristorante, seppur turistico, è un’istituzione della città. Situato subito fuori dal centro commerciale Maremagnum, serve tapas freschissime a ogni ora del giorno, è bello sceglierne una decina e condividerle con il partner, in modo da assaggiarle tutte.

Il pomeriggio giriamo senza meta per il quartiere gotico, passiamo dinanzi alla Cattedrale e ne approfittiamo per visitare il mercatino di Natale che si tiene in questo periodo dell’anno nella bella piazza antistante. E’ un po’ strano avere a che fare con un mercatino di Natale senza freddo e neve, senza cibi o bevande riscaldanti. Ma l’atmosfera è comunque molto bella, e i prodotti in vendita sono molto carini. Si fa sera, e passeggiamo attraverso le strade illuminate della città per gustarci ancora l’atmosfera natalizia che ci circonda.

Bordeaux: tra vino, natura e bellezze architettoniche

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La compagnia low cost Volotea si è da poco insediata all’aeroporto di Firenze, mettendo in atto ottimi prezzi per raggiungere le sue destinazioni: optiamo per Bordeaux, in Francia, meno di 50 euro a testa per l’andata e ritorno, per un weekend di giugno all’insegna del buon vino, dei bei paesaggi e dell’arte. L’atterraggio è previsto per la sera tardi del giovedì, dunque per la prima notte optiamo per un hotel vicino all’aeroporto.

Il giorno seguente lasciamo l’hotel e ci dirigiamo verso il centro città, abbiamo prenotato l’Ibis Budget situato subito ai margini della zona pedonale, ma la sorpresa più gradita ce la mette a disposizione il comune di Bordeaux: pagando un euro al giorno abbiamo accesso illimitato a tutte le biciclette della città, possiamo prenderle e riconsegnarle ovunque presso le apposite stazioni, con l’unico vincolo di usarla ogni volta per meno di mezz’ora.

Una di queste stazioni è proprio sotto il nostro hotel, dunque saliamo sulle bici e partiamo per l’esplorazione del centro storico. Passiamo davanti alla cattedrale, lasciamo la bici nella bella Place Gambetta e ci facciamo a piedi la via dello shopping fino ad arrivare al bellissimo teatro dell’opera. La mobilità piedi-bici ci consente di godere della città e di risparmiare tempo, nonostante tutto a Bordeaux è presente un ottimo sistema di tram che porta più o meno ovunque.

Mangiamo pranzo e cena nelle belle brasserie della città, eleganti, alla moda e non così costose come pensavamo. Il vino naturalmente fa da padrone: la regione di Bordeaux è una delle zone vinicole più importanti a livello europeo, e il prodotto finale è veramente di alto livello.

Il giorno seguente decidiamo di percorrere il lungofiume (la Garonna) con le bici, fino ad arrivare ad un bell’outlet all’aria aperta. Shopping di rito e pranzo in uno dei ristoranti della zona condito da ottimo vino locale, poi torniamo indietro fino ad arrivare a Place de la Bourse (Piazza della Borsa). La piazza è semicircolare, di un’architettura classica molto piacevole, ma oltre la strada c’è uno specchio d’acqua che crea riflessi e giochi di luce eccezionali. I bambini della zona si divertono a passare sopra l’acqua coi loro monopattini, l’atmosfera è gioviale e piacevole, e tornandoci di sera si possono fare delle fotografie da urlo.

bordeaux

Per l’ultimo giorno a Bordeaux abbiamo in mente una gita fuori porta un po’ particolare: alla stazione ci attende un’auto a noleggio che consegneremo direttamente all’aeroporto a fine giornata, partiamo dunque in direzione Oceano Atlantico, per la precisione verso la duna di Pyla. Questa duna naturale, la più alta d’Europa, è situata direttamente sull’Oceano, è possibile salirci ed è una delle destinazioni turistiche naturali più apprezzate della zona. Il panorama che si ammira dalla sommità della duna è incommensurabile, di fronte l’oceano, alle spalle la foresta, mentre guardando in direzione parallela al mare sembra di essere in mezzo al deserto.

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Dopo un pranzo in uno dei ristoranti turistici della zona ci dirigiamo verso Arcachon, nota meta di villeggiatura presa d’assalto dai francesi in questo periodo dell’anno. Il lungomare è assolutamente delizioso, così come deliziosi sono i suoi negozietti della strada dello shopping. In città c’è una bella spiaggia, il clima sarebbe ideale per un bagno e per un po’ di relax al sole, ma purtroppo dobbiamo tornare a casa. Ci dirigiamo dunque verso l’aeroporto di Bordeaux, lasciamo l’auto a noleggio e ci imbarchiamo sul Boeing 717 di Volotea che dopo un paio d’ore ci riporta a Firenze e alla quotidianità.

48 ore tra le leggende dell’Inghilterra e del Nord Irlanda

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Era da tempo che avevo in mente un viaggio del genere: abbinare due mete storico-naturalistiche come Stonehenge, in Inghilterra, e le Giant’s Causeway, formazione rocciosa unica al mondo in Irlanda del Nord.

Purtroppo impegni lavorativi e problemi burocratici ci impediscono di organizzare il viaggio con calma e non abbiamo tempo a disposizione, dunque parte una ricerca spasmodica delle combinazioni di voli, treni e hotel che consentono di visitare questi due landmark del Regno Unito in un weekend a cavallo di Ferragosto.

Il piano in teoria è semplice: atterraggio a Londra, visita di Stonehenge, trasferimento aereo a Belfast, visita delle Giant’s Causeway e ritorno in aereo a Londra.

Prima difficoltà: da Londra non dovremo tornare a casa, ma voleremo a Tirana, per assistere ad un matrimonio di amici albanesi.

Incastrare tutti i voli minimizzando i costi non è semplice, i transfer aeroporto-città sono costosi e raggiungere Stonehenge e le Causeway da Londra e Belfast non pare così immediato: mettere insieme i pezzi del puzzle è stato difficile ma anche entusiasmante, ci aiuta non poco il fatto che Londra possiede 5 aeroporti, abbiamo scelta a sufficienza.

 StonehengePartenza dopo il lavoro, mercoledì 14 agosto alle ore 22:15 dall’aeroporto di Pisa. La tratta è classica: Pisa-Stansted. Atterriamo prima di mezzanotte e prendiamo la navetta Terravision che per una decina di sterline ci deposita a Victoria Station. Qui vicino c’è il Belgrave House Hotel, acchiappato al volo a 25 sterline a notte per un’offerta nascosta sul sito ufficiale (su Booking costava il doppio), prendiamo possesso della stanza ed è già ora di dormire.

Bellagio, relax e natura sul lago di Como

Bellagio, sul Lago di Como

Bellagio è una località sul lago di Como, posizionata su uno dei vertici del triangolo ideale Lariano (Lario è un altro nome per identificare il lago di Como) – gli altri due vertici sono Como (a ovest) e Lecco (a est). Poco meno di quattro mila abitanti che, nella stagione estiva, tra maggio e ottobre, triplicano.

Per arrivare a Bellagio è praticamente indispensabile l’auto, soprattutto nel caso in cui si vogliano visitare i dintorni della cittadina: da Milano, in poco più di un’ora, attraverso la statale 36 e la 583, la Lariana, (attenzione se soffrite di mal d’auto!), si raggiunge Bellagio. In alternativa, è possibile raggiungere la località con i mezzi pubblici: si può prendere il treno dalla stazione di Milano Cadorna (Ferrovie Trenord) e poi scendere a Como Nord Lago. Da qui, si può prendere il battello o l’aliscafo in direzione Colico. In questo caso, naturalmente, i tempi di percorrenza si allungano un po’, da circa 2 ore a poco meno di 3 ore complessive, a seconda del mezzo di navigazione scelto.

Il borgo di Bellagio

Il borgo è davvero delizioso. Per arrivarci si può percorrere – in auto o a piedi – la salita che dal porto di Bellagio conduce in cima, dove si trovano il comune e la biblioteca comunale. Il centro è naturalmente pieno di negozietti di prodotti tipici e ottime gelaterie. Percorrendo via Garibaldi (divertitevi a salire e scendere le scale delle diverse salite, perpendicolari alla strada principale: gli scorci sono stupendi) e proseguendo per via Vitali, si arriva al famoso belvedere di Bellagio, dove si trova anche uno dei ristoranti più noti, La punta, con una vista davvero mozzafiato.

Tornando indietro, poco dopo la Salita Maraffio, si trova – nella piazzetta della Chiesa – la Basilica di San Giacomo, la Chiesa principale di Bellagio, costruita tra il XI e il XII secolo. Pregevole l’ambone con i simboli degli E

bellagio lago di como

vangelisti e il Battistero, con un bellissimo mosaico della scuola veneziana. Il campanile originariamente era una delle torri del sistema difensivo del borgo, ed è stato, in seguito, inglobato nella Chiesa, diventando campanile. Ripercorrendo via Garibaldi al contrario, di fianco al municipio vale la pena di visitare la Chiesa di San Giorgio, edificata nello stesso periodo della Basilica, tra il 1080 e il 1120. Originariamente l’altare era rivolto dalla parte opposta, fu poi spostato l’ingresso in modo da affacciarsi sulla strada.

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Cinque capitali dell’Est Europa da visitare assolutamente

Di solito quando si pensa all’Europa dell’Est vengono in mente i classici clichè e stereotipi ben radicati nella testa del viaggiatore occasionale. In effetti, si può pensare che senso abbia visitare le capitali dell’Est quando invece Londra, Parigi, Berlino o Amsterdam rendono molto di più.

Ma è vero? Chiaramente no, ci sono città bellissime e allo stesso tempo poco sfruttate dal turismo di massa. Città dove la qualità della vita è alta (avete mai sentito parlare di Unione Europea?), dove le cose da vedere sono moltissime e dove la nightlife è di primo livello. Città dove i rapporti tra le persone sono ancora autentici, dove la vita è stata dura ma che adesso sta sbocciando con forza. Se questo non bastasse, provate a confrontare prezzi di hotel e ristoranti, e capirete come mai l’Est Europa è una meta davvero da non sottovalutare.

Tallinn

Più Nord che Est Europa, la capitale dell’Estonia ha molto in comune con la Finlandia, dalla quale è divisa attraverso l’omonimo golfo. Tallinn è una città moderna e all’avanguardia, tuttavia mantiene un delizioso centro storico medievale completamente pedonale. L’Estonia ha da poco introdotto l’Euro e i prezzi stanno salendo, ma approfittatene finchè siete in tempo.

Riga

La città più importante dei tre stati baltici, la capitale lettone Riga è un concentrato di arte e divertimento. Nota per la sua vita notturna trasgressiva ma anche per essere iscritta nell’elenco dei Patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO, a Riga non ci si annoia mai. Le possibilità sono infinite, i prezzi sono decisamente abbordabili e senza dubbio è una città veramente bellissima.

Bratislava

Capitale della Slovacchia, purtroppo Bratislava ha sempre vissuto all’ombra dei vicini più importanti: all’epoca della Cecoslovaccha soffriva la rivalità di Praga, mentre adesso è pericolosamente vicina a Vienna, che ha un appeal decisamente diverso nei confronti del turista. Ma concedete a Bratislava il tempo che si merita: è una capitale giovane, dinamica e con un bellissimo centro storico pedonale, sormontato da uno splendido castello e costeggiato dal Danubio.

Sofia

La capitale della Bulgaria è una città particolare: in molte zone si respira ancora un’aria post-sovietica, sembra di essere tornati indietro nel tempo. Ma ci sono anche diverse gemme nascoste, a cominciare dalla Cattedrale di Aleksandăr Nevski, alta 45 metri e risalente alla fine del 1800. Sofia è una città universitaria, dunque è piena di giovani e di divertimenti, ad ogni ora del giorno e della notte.

Zagabria

La capitale croata è la più giovane dell’Unione Europea: la Croazia ha infatti ufficializzato l’importante annessione soltanto il 1 luglio 2013. Zagabria è una città grande, conta quasi un milione di abitanti, ma resta una città a misura d’uomo, grazie al suo centro storico molto ben conservato, dal quale partono le arterie commerciali della città, piene di negozi e mercati.

Un weekend in Sassonia a Dresda e Lipsia

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Questo weekend, come del resto gran parte di tutte le nostre vacanze, ha origine da un’ottima tariffa Ryanair verso l’aeroporto di Lipsia, in Germania. Purtroppo partire e tornare da Pisa ci è impossibile, in quanto dovremmo prendere un venerdì di vacanza che a lavoro non ci viene concesso. Decidiamo quindi di partire da Roma Ciampino col volo del sabato mattina, e rientrare il lunedì mattina con il volo Lipsia-Pisa.

Il venerdì sera dunque, dopo l’ufficio, siamo sul treno che ci porterà a Roma. Pernottiamo presso l’Hotel Tokyo, accogliente e situato proprio davanti alla stazione Termini; la mattina seguente prendiamo la navetta Terravision che ci scarica davanti alle partenze dell’aeroporto di Ciampino. Dopo un piacevole volo sopra le Alpi e l’Europa Centrale atterriamo a Lipsia, abbiamo però deciso di incentrare il weekend sulla sua città gemella, la bellissima Dresda, denominata Firenze sull’Elba, molto più attrattiva a livello turistico.

Dall’aeroporto prendiamo dunque il treno che in poco più di un’ora ci porta alla stazione centrale di Dresda. L’hotel prenotato è il A&O Dresden Hauptbahnhof, situato nelle immediate vicinanze della stazione. Il check in è previsto soltanto dopo le ore 14:00, dunque lasciamo i bagagli in una stanza al sicuro e ci avventuriamo per una prima esplorazione della città.

Dresda è stata totalmente ricostruita dopo la seconda guerra mondiale e dopo il suo bombardamento che ha causato oltre 15.000 vittime, e il suo centro è nettamente diviso tra la parte moderna e la parte storica. L’arteria che percorre la parte moderna è Prager Strasse, un’ampia strada pedonale piena di negozi, centri commerciali, chioschi di cibo ed una piacevole architettura moderna. La giornata è splendida e passeggiare per Prager Strasse è veramente molto rilassante.

Ma Dresda si sa, è nota per i suoi tesori artistici, dunque ci avviamo verso il centro storico. La prima tappa è il famoso Zwinger, un complesso architettonico con giardini e palazzi barocchi. L’ingresso è gratuito e l’arte lascia senza fiato. Proseguiamo girando per le stradine del centro, giriamo dietro Piazza dell’Opera, giungiamo nella piazza della Cattedrale e saliamo sulla Bruhlsche Terrasse, una terrazza pedonale sul fiume Elba, piena di bellissimi edifici risalenti al XIX Secolo.

Da lì arriviamo alla Frauenkirche, bellissima chiesa devastata dai bombardamenti del settembre 1945 e ricostruita soltanto nei primi anni 2000. Il giro turistico essenziale di Dresda è terminato, ormai è tardo pomeriggio dunque decidiamo di ritornare in hotel e prendere possesso della stanza. 

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Escursioni a Ortisei, perla della Val Gardena

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Ortisei è certamente uno dei simboli della Val Gardena, ottimo punto di destinazione se si desidera poter efficacemente programmare una propria vacanza in montagna. Comune principale della valle, la cittadina è situata a oltre 1.200 metri sopra il livello del mare, incastonata nella vallata del Rio Gardena tra il Col Rasciesa e il pendio dell’Alpe di Siusi.

Arrivati a Ortisei, non farete certamente fatica a innamorarvi del fenomenale contesto alpino nel quale è immersa la città. Le Dolomiti possono contraddistinguere in maniera univoca questo luogo straordinario, con le montagne (nominate patrimonio culturale mondiale dell’Unesco) che faranno da ideale sfondo alle bellezze cittadine.

Escursioni a Ortisei

Premesso quanto sopra, non possiamo che segnalare come alcune delle attrattive principali di Ortosei siano rappresentate dalle tante possibilità legate alle escursioni da effettuarsi su tracciati vecchie e nuovi, da soli o in compagnia. Tracciati che in parte sono destinati ai principianti, e che potranno essere percorsi con serenità anche con i propri familiari.

In proposito, è ben difficile cercare di riassumere tutte le opportunità di gita dentro o fuori dalle mura di Ortisei. Una delle escursioni più caratteristiche è una passeggiata effettuata lungo il vecchio tracciato della ferrovia, partendo dalla chiesta parrocchiale fino al Caffè Stua Zirm e, di qui, verso Santa Cristina. Chi invece vuole regalarsi una passeggiata di circa un’ora, può farlo partendo da Oltretorrente verso Roncadizza, seguendo il margine del bosco. Tra i sentieri più antichi spicca invece quello Troj Pajan, che collega la stazione intermedia della Seceda e la forestale della Rasciesa.

Sciare a Ortisei

ortisei-turistaoggi.itSe invece delle escursioni preferite dedicarvi allo sci, l’imbarazzo della scelta vi si presenterà ben presto: Ortisei, con l’Alpe di Siusi e il Seceda, offre infatti due comprensori sciistici molto rinomati, che appartengono al circuito Dolomiti Superski. Dei due, quello minore (ma non per questo in grado di non offrire sfide impegnative agli amanti dello sci) è quello di Seceda. Il maggiore – e più adatto alle famiglie con bambini – è invece quello dell’Alpe di Siusi, dove è presente anche un parco divertimenti e una serie di piste di fondo.

Presenti infine alcune piste per esercitarsi, adatte a principianti e bambini.

Atene, breve guida all’Acropoli

Se avete l’occasione di recarvi ad Atene, la visita alla straordinaria bellezza dell’Acropoli, probabilmente il monumento più importante della Grecia, è pressochè obbligata. Ma cosa è l’Acropoli? E perchè è considerato come il monumento – simbolo della penisola ellenica?

 

L’Acropoli di Atene è, innanzitutto, l’acropoli greca più famosa del mondo: situata a più di 150 metri sul livello del mare, patrimonio dell’umanità dell’Unesco da quasi 30 anni, l’Acropoli trae origine da alcune costruzioni del VII secolo a.C., e ben presto diventa il cuore religioso della capitale.

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L’ingresso di tale monumento diffuso è situato nel lato occidentale, dal quale si può accedere dopo una salita a piedi. Il nostro consiglio di viaggio è certamente quello di recarvi immediatamente nella parte più elevata dell’Acropoli, cercando di percorrere il percorso originario, quello circolare, un tempo pressochè abbandonato, e oggi ripristinato per scopo turistico. Una volta che avrete toccato la sommità della rocca, è possibile dare uno sguardo allo straordinario e impagabile panorama e, quindi, scendere verso i singoli e specifici monumenti.

 

Tra le massime eccellenze interne all’Acropoli – sebbene sia ben difficile cercare di individuare una scala gerarchica di bellezza in questo patrimonio dell’umanità – non possiamo naturalmente che indicare il Partenone, un tempio dorico dedicato alla dea Atena, e considerato storicamente come una delle realizzazioni più belle di tutte l’architettura greca classica. Il suo nome deriva dalla dea Atena Parthenos, una cuisa statua era ospitata nella stanza orientale. Di grandissimo fascino è anche il tempio della dea Atena Nike, posizionato sul lato ovest dell’Acropoli, a pochi metri dallo strapiombo: è un tempietto piuttosto piccolo, realizzato dallo stesso autore del Partenone, con interessanti bassorilievi.

 

Imperdibile è infine una riflessione sul teatro di Dionisio, il più antico teatro stabile di tutto il mondo classico, utilizzato da alcuni dei più noti autori di teatro greci (da Eschilo a Aristofane), che mettevano in scena i loro testi proprio in occasione delle festività dedicate a Dionisio. L’edificazione del teatro è riconducibile intorno al V secolo a.c. e, pertanto, successivamente alla costruzione del santuario di Dionisio.

Viaggio nell’enogastronomia di Asti

Se volete trascorrere un fine settimana particolarmente appagante sotto il profilo enogastronomico, Asti potrà certamente rappresentare una soddisfazione garantita per i palati più esigenti e per tutti coloro che desiderano sperimentare le prelibatezze culinarie del Piemonte.

 

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Per quanto riguarda ad esempio i vini, le colline astigiane sono tra le più note d’Italia in termini di produttività enologiche. Il maggior vitigno è quello del Moscato Bianco o del Moscato di Canelli, da cui si ottiene un ottimo spumante e degli straordinari passiti. Gli amanti della Malvasia potranno invece abbracciare le produzioni di quella di Casorzo e di Castelnuovo Don Bosco. Da non sottovalutare è inoltre il vitigno di Brachetto, e le produzioni enologiche della zona di Acqui Terme. Se – come noi – amate i rossi, la produzione più celebre e diffusa è quella della Barbera. Ottimi sono anche i livelli qualitativi del Dolcetto o del Ruché, del Grignolino e della Freisa. Sul fronte dei bianchi, prevalente è la produzione del Cortese.

 

Terminata la panoramica sui vini, perchè non abbinare un buon formaggio? Le aree di Asti sono sinonimo della robiola (qcome quella di Roccaverano o di Cocconato), formaggio fresco particolarmente prelibato. Complessivamente, la zona di Asti può garantire degli ottimi piatti a prevalente base di carne (manzo, asino, lepre, maiale). In abbinamento, è possibile fruire delle prelibatissime trifule, i tartufi locali.

 

Infine, un cenno di particolare merito è riconducibile a uno dei sinonimi di eccellenza della cucina piemontese semplice e genuina: la bagna cauda (salsa calda). Si tratta di una specialità gastronomica realizzato prevalentemente in autunno e in inverno, e che si basa su “fondamenta” di aglio, olio extra vergine di oliva, acciughe dissalate, il tutto ridotto a salsa attraverso cottura. In tale salsa generalmente si intingono delle verdure di stagione (meglio se colte nelle campagne e nei territori del luogo), come peperoni crudi, foglie di cavolo, cipolle cotte, patate a vapore, rapanelli, rape, cardi e tanto altro ancora.

 

Considerato che abbiamo aperto questo approfondimento parlando di vini… perchè non accompagnare la bagna cauda con un bel vino rosso, come il già ricordato Barbera?