Week end lungo nella dotta Bologna

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Bologna la dotta. Bologna la grassa. Bologna la turrita. Il capoluogo dell’Emilia Romagna ha numerosi epiteti che si riferiscono, rispettivamente, alla più antica Università del mondo occidentale, l’Alma Mater Studiorum, alla ricca e gustosa cucina tipica e, infine, alle torri che svettano alte nei cieli bolognesi.

Ma Bologna è anche detta la rossa, per via del colore dei tetti del centro storico.

IMG_0266Bologna è una città raccolta, intima e piacevole da visitare, perdendosi nei suoi vicoletti. Per farlo abbiamo avuto a disposizione un albergo a due passi da Piazza Maggiore, l’Hotel Cavour, in via Goito. Camere davvero molto spaziose e locali curati e luminosi. Per una doppia abbiamo speso 190 euro per due notti.

Arriviamo alla stazione di Bologna e, in meno di un quarto d’ora a piedi, giungiamo in Via Goito, dove parte il nostro tour della città. Iniziamo dalla Cattedrale, la Basilica di San Pietro, detta anche Metropolitana in virtù del vescovo che presiede alla provincia ecclesiastica. Le sue origini sono paleocristiane, ma la Cattedrale venne edificata nel corso del X secolo e poi ricostruita, dopo il devastante incendio del 1141. Al suo interno, sulla destra, appena dopo l’ingresso, si trova il Compianto di Alfonso Lombardi.

Proseguiamo con la visita della Chiesa dei Filippini – Madonna di Galliera e di San Filippo Neri, dalla facciata rinascimentale e con un bel pavimento a mosaico.

Torniamo su Via dell’Indipendenza – porticata e ricca di negozi e locali – e giungiamo in Piazza Maggiore, o Piazza Grande, la piazza principale della città, raccolta eppure di grande effetto. Prima incontriamo la Piazza del Nettuno, dove si trova l’omonima fontana opera del Giambologna. Si dice che l’artista, rimuginando sul da farsi, fece due giri attorno al piedistallo.

IMG_0253Ed ecco spiegato perché gli studenti, prima di un esame importante, hanno l’abitudine di girare due volte attorno alla fontana – in senso antiorario. Si dice che porti fortuna!

Di fronte, sorge il Palazzo di Re Enzo, dove venne tenuto prigioniero per ben 23 anni, il figlio dell’Imperatore Federico II.

IMG_0249Fortunatamente, il centro storico di Bologna è zona a traffico limitato e, quindi, possiamo passeggiare in tutta libertà per Piazza Maggiore.  Qui, si affacciano numerosi palazzi storici, tra cui il Palazzo Comunale, Palazzo dei Notai e Palazzo dei Banchi, così chiamato perché qui, un tempo, avevano sede i bancari e i cambiavalute.

Sempre su Piazza Maggiore si affaccia la Basilica di San Petronio, la sesta Chiesa più grande d’Europa e la quarta Chiesa più grande d’Italia, dopo San Pietro in Vaticano, il Duomo di Milano e il Duomo di Firenze.

IMG_0254La Basilica, in stile gotico, è imponente e maestosa e conserva, al suo interno, la meridiana più grande al mondo, con i suoi 67 metri di lunghezza.

Ma la sua particolarità più evidente consiste nella facciata rimasta incompiuta e, dunque, bicroma, poiché il rivestimento marmoreo non venne mai portato a termine.

Il Palazzo del Podestà, che sorge proprio di fronte alla Basilica, è purtroppo in ristrutturazione e riusciamo solo a intravedere la torre dell’Arengo dove si trova il Campanazzo, la campana che veniva fatta suonare in occasione di adunanze e importanti eventi cittadini.

Guarda caso, siamo giunti a Bologna proprio in occasione di due festività: dal 24 maggio al 1° giugno, infatti, si svolge la festa della Madonna di San Luca e, dal 29 maggio al 1° giugno, la festa dell’inizio dell’estate. Proprio grazie ad un volantino che pubblicizza gli eventi per quest’ultima ricorrenza, apprendiamo che – alle 14.30 – si terrà una visita guidata nella Bologna medievale. Un’occasione imperdibile.

5 giorni a Londra con un occhio al portafoglio

londra-notturna-bigbenCinque giorni a Londra, tutti per noi. E un budget non proprio elevatissimo. Sfatiamo un mito: Londra non è affatto una città cara. O meglio, con i giusti accorgimenti, trascorrere quattro notti e cinque giorni nella capitale inglese può tranquillamente non rappresentare un attentato al portafoglio.

Molti musei sono gratuiti e, sebbene quelli a pagamento siano piuttosto cari, si può compensare, dedicando del tempo sia ai musei free (noi abbiamo scelto due istituzioni, ovvero il British Museum e la National Gallery, ma ce ne sono molti altri) sia ai musei a pagamento.

L’importante è pianificare: acquistando in anticipo i biglietti si avrà modo di risparmiare. Prendetevi quindi un pomeriggio libero e scegliete accuratamente ciò che volete vedere. Ma senza strafare.

I musei londinesi sono spiazzanti per la loro maestosità: impossibile visitarli per intero. Ma la vacanza non è un tour de force, a mio parere: va assaporata, gustata e centellinata scrupolosamente. Altrimenti, al ritorno, restano nella mente solo una serie di immagini confuse. Meglio evitare, no?

Per quanto riguarda l’alloggio, scegliamo il 274 Suites, degli appartamenti con angolo cottura nei pressi della stazione della Jubilee Line, West Hampstead, nel cuore di un quartiere molto vivibile e fornitissimo di tutti i servizi indispensabili. Una camera doppia ci costa 50 euro a testa a notte, un prezzo tutto sommato onesto per una città cara come Londra.

IMG_0058_optArriviamo a Londra a metà mattina, nell’aeroporto di Stansted, ma, il tempo di passare la dogana e prendere lo Stansted Express, ed è già ora di pranzo. Una breve nota: lo Stansted Express è senz’altro il modo più veloce per arrivare nel centro di Londra – ferma e Victoria e a Liverpool Street – ed è molto conveniente soprattutto se si viaggia in un gruppo di almeno quattro persone e se si acquistano i biglietti in anticipo, sul sito web.

Ci dirigiamo subito verso Westminster, dove abbiamo prenotato la visita con audioguida al Parlamento inglese. Prima però è tempo di pranzare: scegliamo The Clarence, un pub nei pressi della Whitehall, dove mangiamo fish and chips e un ottimo Wellington vegetariano con spinaci e funghi. Mangiare al pub è molto conveniente: nel nostro tour, non abbiamo mai speso più di 15-20 sterline a testa, comprensivi di una buona pinta! Assolutamente da provare il classico della cucina inglese, il fish and chips, senza dimenticare le pie, torte salate farcite con carne, pesce o verdura.

IMG_0125_optLa visita al Parlamento, Houses of parliament, l’abbiamo prenotata in anticipo, spendendo 17.50£ a testa (comprensivi di audioguida in italiano). Il tour – purtroppo non è permesso fare fotografie – inizia da Westminster Hall, un’enorme sala con un magnifico soffitto in legno di quercia in stile gotico inglese, dove, nel corso dei secoli, si sono svolti processi illustri, tra cui quelli a William Wallace, Thomas Moore e Guy Falkes.

Un tempo utilizzata per le riunioni del consiglio del Re e i banchetti di Stato, oggi viene impiegata come camera ardente per i sovrani d’Inghilterra e luogo di incontro con importanti protagonisti della vita pubblica, come Papa Francesco e Obama.

Nel 1834 un vasto incendio – il più grande dopo quello del 1666 – causato da negligenza, distrusse gran parte dell’edificio. Westminster Hall, miracolosamente, ne uscì indenne, mentre tutto il resto venne ricostruito.

Alla scoperta dell’Umbria medievale

assisi basilica di san francesco - Umbria medievale

Era da tanto che avevamo in mente di visitare l’Umbria e, finalmente, un week end lungo di primavera ce ne ha data l’occasione.

Abbiamo alloggiato per tre notti presso l’albergo diffuso Torre della Botonta a Castel San Giovanni, frazione di Castel Ritaldi in provincia di Perugia, tra Spoleto e Foligno. Ma cosa significa esattamente albergo diffuso? Si tratta di una struttura ricettiva che non si costruisce da zero ma che nasce mettendo in rete delle abitazioni pre-esistenti. Nel nostro caso, l’hotel è situato all’interno di un castello – Castel San Giovanni della Botonta – edificato nel 1376 su ordine di Federico II dal Cardinale Albornoz (un nome che ricorrerà spesso nel nostro diario di viaggio!).
All’interno del castello, oltre al borgo fortificato che ospita le quattro camere dell’albergo, ci sono anche una chiesa medievale e i resti del ponte levatoio. E così, passeggiare all’interno del piccolo borgo diventa un’esperienza davvero suggestiva e quasi surreale.

Il nostro tour dell’Umbria parte da Assisi, la città di San Francesco. Difatti, la nostra prima tappa è proprio la Basilica dedicata al Santo Protettore d’Italia. Con autovettura al seguito, bisogna necessariamente prepararsi ad affrontare qualche centinaio di metri a piedi. Noi scegliamo uno dei parcheggi più vicini (a circa 600-700 metri dalla Basilica) e, dopo aver percorso un lungo viale alberato, giungiamo nella piazza di San Francesco.

La visita è gratuita e il percorso più o meno obbligato: si parte dalla visita della Basilica inferiore caratterizzata da pilastri bassi e grossi per reggere il peso della chiesa soprastante.
Da qui si scende una rampa di scale per raggiungere la cripta dove, dal 1230, sono conservate le spoglie mortali del Santo. Se la Basilica inferiore è maggiormente legata alla commemorazione, quella superiore – in puro stile gotico italiano – è adibita a funzioni liturgiche ufficiali, come per esempio accade durante le visite Papali.

Una volta usciti dalla Basilica, ci fermiamo qualche minuto a contemplare lo splendido panorama delle colline umbre di cui si può godere dalla piazza stessa. Avendo un po’ di tempo in più si può pensare di percorrere i sentieri (ce ne sono due di lunghezza – e difficoltà – diversa) del Bosco di San Francesco. L’entrata è sul lato destro della piazza guardando la Basilica.

Noi però siamo diretti alla Rocca Maggiore, un fortino medievale situato sulla parte più alta della città da cui si gode una vista meravigliosa. Il modo più semplice per raggiungere la Rocca è posteggiare al Parcheggio Matteotti e poi, da qui, percorrere circa 400 metri in salita. Il biglietto di ingresso costa 5.50€ ma, avendo meno tempo a disposizione, ci si può accontentare di fare un veloce giro intorno al castello per godere della vista panoramica. Noi decidiamo di visitare gli interni e, benché gli arredi siano ridotti al minimo, il tempo si rivela ben speso: nella torre centrale è allestita una mostra fotografica dedicata alla festa del Calendimaggio che si tiene i primi giorni di maggio ad Assisi, mentre le altre torri sono visitabili mediante stretti cunicoli e scale a chiocciola che portano fino in cima per godere, anche qui, di una vista impagabile.

È ora di cena e decidiamo di riprendere l’auto per proseguire verso Castel Ritaldi, dove faremo la nostra prima cena in hotel. La camera che ci è stata assegnata, la stanza del lino, è perfettamente in tema con il luogo: il soffitto con le travi a vista, il lampadario in ferro battuto e tutti gli altri arredi sono assolutamente in linea con gli ambienti esterni.
Per cena gustiamo un antipasto tipico umbro a base di salumi tipici e crostini e una zuppa di farro. Chiudiamo la cena con il caldofreddo, un dolce ricoperto da una meringa calda che racchiude al suo interno un cuore freddo fatto di gelato.

orvieto underground

La mattina dopo il cielo appare subito minaccioso, ma non ci facciamo scoraggiare: ci aspetta una lunga giornata ad Orvieto. Per raggiungerla, però, dobbiamo percorrere più di 70 km, circa un’ora e mezza di strada. Parcheggiamo in Via Roma e, in meno di un quarto d’ora, raggiungiamo il Duomo (il biglietto d’ingresso costa 3 euro), la meravigliosa Cattedrale in stile gotico della città.
La costruzione della Cattedrale di Santa Maria Assunta richiese ben 3 secoli di lavori, dal 1290 al 1591 (gli intoppi burocratici e le difficoltà tecniche, insomma, erano all’ordine del giorno). Al suo interno si trovano le stupende Cappelle di San Brizio – Santo Vescovo protettore di Orvieto – e del Corporale, che fa riferimento al miracolo del corporale – macchiatosi di sangue durante la celebrazione – in occasione della Messa di Bolsena del 1263.

Dopo esserci ristorati alla Locanda del Lupo – dove mangiamo bruschette con verdure e fettuccine con i funghi – decidiamo di partecipare alla visita guidata Orvieto underground, in partenza ad orari prefissati da Piazza Duomo. La visita, che dura circa un’ora, costa 6 euro, un costo davvero irrisorio per tutto ciò che avremo la possibilità di apprendere.
Prima, però, decidiamo di fare una pausa “golosa” a base di gelato artigianale! Dal 1° al 4 maggio, infatti, in tre diverse piazze di Orvieto – tra cui Piazza Duomo – ci sono i 20 stand de I gelati d’Italia ognuno rappresentativo di una regione del BelPaese. Noi assaggiamo il Bonet del Piemonte, il Basilico e Limone della Liguria e la Fragola e Prosecco del Friuli Venezia Giulia. Davvero buoni.

Bellagio, relax e natura sul lago di Como

Bellagio, sul Lago di Como

Bellagio è una località sul lago di Como, posizionata su uno dei vertici del triangolo ideale Lariano (Lario è un altro nome per identificare il lago di Como) – gli altri due vertici sono Como (a ovest) e Lecco (a est). Poco meno di quattro mila abitanti che, nella stagione estiva, tra maggio e ottobre, triplicano.

Per arrivare a Bellagio è praticamente indispensabile l’auto, soprattutto nel caso in cui si vogliano visitare i dintorni della cittadina: da Milano, in poco più di un’ora, attraverso la statale 36 e la 583, la Lariana, (attenzione se soffrite di mal d’auto!), si raggiunge Bellagio. In alternativa, è possibile raggiungere la località con i mezzi pubblici: si può prendere il treno dalla stazione di Milano Cadorna (Ferrovie Trenord) e poi scendere a Como Nord Lago. Da qui, si può prendere il battello o l’aliscafo in direzione Colico. In questo caso, naturalmente, i tempi di percorrenza si allungano un po’, da circa 2 ore a poco meno di 3 ore complessive, a seconda del mezzo di navigazione scelto.

Il borgo di Bellagio

Il borgo è davvero delizioso. Per arrivarci si può percorrere – in auto o a piedi – la salita che dal porto di Bellagio conduce in cima, dove si trovano il comune e la biblioteca comunale. Il centro è naturalmente pieno di negozietti di prodotti tipici e ottime gelaterie. Percorrendo via Garibaldi (divertitevi a salire e scendere le scale delle diverse salite, perpendicolari alla strada principale: gli scorci sono stupendi) e proseguendo per via Vitali, si arriva al famoso belvedere di Bellagio, dove si trova anche uno dei ristoranti più noti, La punta, con una vista davvero mozzafiato.

Tornando indietro, poco dopo la Salita Maraffio, si trova – nella piazzetta della Chiesa – la Basilica di San Giacomo, la Chiesa principale di Bellagio, costruita tra il XI e il XII secolo. Pregevole l’ambone con i simboli degli E

bellagio lago di como

vangelisti e il Battistero, con un bellissimo mosaico della scuola veneziana. Il campanile originariamente era una delle torri del sistema difensivo del borgo, ed è stato, in seguito, inglobato nella Chiesa, diventando campanile. Ripercorrendo via Garibaldi al contrario, di fianco al municipio vale la pena di visitare la Chiesa di San Giorgio, edificata nello stesso periodo della Basilica, tra il 1080 e il 1120. Originariamente l’altare era rivolto dalla parte opposta, fu poi spostato l’ingresso in modo da affacciarsi sulla strada.

Continua…

Napoli, la città del sole e del mare

Napoli  è la meta ideale per chi voglia unire l’amore e l’interesse per la cultura con il piacere della buona cucina. Le pasticcerie di Napoli sono rinomate e sempre frequentatissime, ed è proprio da una di esse, Augustus, che inizia il nostro tour in città.

Tre giorni bastano per farsi un’idea sommaria della città, visitare il suo centro storico ricco di Chiese e vicoletti in cui perdersi e, se c’è tempo, salire sul Vomero per godere del panorama del capoluogo campano.

Augustus è senz’altro una delle pasticcerie più conosciute: si trova su Via Toledo a pochi passi dal nostro bed & breakfast, Soriano 44, così come La sfogliatella Mary, un’altra delle pasticcerie più apprezzate di Napoli.

Napoli - TuristaOggi.it

Le soluzioni per il pernottamento a Napoli sono molteplici e, a seconda delle esigenze personali, si può optare per una soluzione economica come può esserlo un bed & breakfast, oppure per il classico albergo sempre in posizione centralissima. Vale la pena, prima di prenotare, verificare la posizione dell’hotel grazie a Street View, per rendersi conto se si affaccia su una strada molto frequentata o meno.

Proseguiamo il nostro tour della città e attraversiamo la Galleria Umberto I, la “gemella” della galleria Vittorio Emanuele di Milano e passiamo davanti al Teatro San Carlo – anche questo “gemello” de La Scala del capoluogo lombardo – e da lì arriviamo in Piazza del Plebiscito, dove sorge, imponente e austera, la famosa Basilica di San Francesco Di Paola, una Chiesa molto particolare per la sua forma circolare che un po’ ricorda il Pantheon.

In Piazza del Plebiscito sorge il Palazzo Reale, visitabile per intero al costo di 4 euro con audioguida inclusa.

Ed ora, apriamo una piccola parentesi riguardo i ristoranti tipici di Napoli: è importante, soprattutto durante i week end, prenotare con anticipo per non rischiare di venire messi alla porta. Noi siamo fortunati, perché arriviamo alla trattoria e pizzeria Antica Capri, nei pressi dei Quartieri Spangnoli, entro le 19 e, dunque, il titolare ci permette di accomodarci nonostante dalle 20 in poi abbia il pienone. Quindi, a meno che non vogliate pranzare alle 12 e cenare alle 19, è sempre consigliabile la prenotazione, soprattutto nei ristoranti più turistici.

 

Il secondo giorno, la visita di Napoli prosegue con la Cappella Sansevero, a dieci minuti a piedi dal nostro Bed & breakfast, al costo di 7 euro a testa. La cappella fu fondata alla fine del Cinquecento e poi reinventata negli anni Quaranta del 700 dal principe di Sansevero, Raimondo di Sangro, mecenate, inventore, editore nonché Gran Maestro della Massoneria del Regno di Napoli.

La Cappella è nota in particolar modo per il capolavoro del Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino (di cui il principe disse che era “fatto con tanta  arte da lasciare stupiti i più abili osservatori”). Pregevoli anche le statue che adornano l’intera cappella e il bellissimo affresco della volta, intitolato Gloria del Paradiso. Qui sono anche conservate le macchine anatomiche, due corpi umani che mostrano, al loro interno, l’apparato cardiocircolatorio – ricostruito con maestria con cera d’api e coloranti e perfettamente conservato nel corso dei secoli.