Berna: visita all’incantevole “capitale” della Svizzera

berna-turistaoggiBerna è la “capitale” della Svizzera. Non sorprenda il virgolettato: in linea teorica, la Costituzione del Paese europeo non prevede una vera e propria capitale federale. Ne deriva che Berna è diventata, sul “campo”, capitale, in virtù del fatto che la sede amministrativa del Consiglio federale, dei Dipartimenti e della stessa Cancelleria è stabilita per legge in questo incantevole centro abitato.

Berna, visione dall’alto

Berna è posta su un lieve altipiano del Cantone omonimo. Sorta sui territori attraversati dal Fiume Aare, la città si è estesa in maniera spontanea nel corso degli anni, fino ad “assorbire” dei lotti di terreno non sempre regolari: dall’alto Berna può sembrare come un sinuoso agglomerato di case e di edifici commerciali, con spiccate differenze tra il centro storico e quello più moderno. In ogni caso, è probabile che la vostra visione dall’alto possa darvi un gradevole aspetto di medie dimensioni: oltre ad una superficie occupata che non la rende certamente meritevole di essere considerata una “metropoli”, abitano a Berna “solamente” 134 mila persone, un quarto dei quali stranieri.

Muoversi a Berna

Berna dispone di un sistema di trasporti urbani davvero invidiabile. Le linee di tram e autobus collegano la periferia con il centro, e le varie zone dei singoli distretti che compongono la città. Considerato il buon flusso turistico di cui può godere la città, la sua stazione ferroviaria è la seconda per importanza del Paese, dopo Zurigo. Da qui partono (e arrivano) numerosi treni da e verso l’Italia.

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Cosa vedere a Berna

Berna è un vero e proprio crocevia di culture, e la sua storia è ben rappresentata dal ricco portafoglio di monumenti che è possibile osservare prevalentemente nella zona del centro storico della città, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Il più famoso monumento dell’area abitata è la bellissima torre dell’orologio: chiamata Zytglogge, è un edificio particolarmente ricco di elementi di interesse e, naturalmente, adornato di straordinarie statuine animate. La vostra gita a Berna non può inoltre non passare per la Bundeshaus, la sede del parlamento e dell’amministrazione federale e, ancor di più, per il Munster, la Cattedrale di Berna, la sua costruzione impiego oltre 400 anni.

Tra i punti di maggiore afflusso turistico, imperdibile è la c.d. “fossa degli orsi”, un luogo molto importante per cittadini del borgo svizzero, dove – secondo la leggenda – il fondatore della città uccise un orso. L’ansa del fiume Aare chiamata, in maniera pittoresca, “fossa degli orsi”, è meta di numerosi turisti.

Budelli: la spiaggia rosa di Cala di Roto

Budelli_Spiaggia_RosaSituata a sud-est dell’isola di Budelli, parte integrante dell’Arcipelago de La Maddalena, la caratteristica spiaggia rosa è certamente uno dei simboli naturalistici più eclatanti del territorio sardo, in grado di rappresentare meglio di altri lidi la purezza e la storicità della conservazione dell’inestimabile patrimonio ambientale.

La spiaggia rosa: l’origine del nome

La spiaggia rosa deve il suo nome al tipico colore rosa corallino della sabbia della battigia, favorito dalla presenza di gusci calcarei di piccoli organismi unicellulari, le cui conchiglie cadono sul fondale e vengono trascinate dalle correnti sulla riva. Considerato che gli organismi che “cedono” tali conchiglie (Miniacina miniacea) vivono in grande quantità nelle posidonie presenti a breve distanza dalla spiaggia, ne deriva una spiaggia dal colore impareggiabile, meta – ogni anno – di numerosissimi turisti da ogni parte del mondo.

Guardare, ma non toccare

Proprio per poter salvaguardare la sua bellezza nel corso degli anni, la spiaggia rosa è oggi ricompresa nella zona a tutela integrale del Parco nazionale dell’Arcipelago de La Maddalena. Da oltre 20 anni, anno di istituzione del Parco, è quindi vietato l’accesso, il transito o la sosta sulla spiaggia, o la balneazione nelle aree vicine. La spiaggia rosa è comunque osservabile dalla vicina spiaggia del Cavaliere, accompagnati dalle guide del Parco.

Come arrivare

Il modo più semplice per poter arrivare a Badesi e, di qui, nella zona della spiaggia rosa, è quello di partire da Palau, sulla costa settentrionale della Sardegna, e dirigersi in nave / traghetto verso l’Arcipelago de La Maddalena. Da qui si può raggiungere l’isola di Spargi e, ancora più a nord, quella di Budelli.

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Le isole dell’Arcipelago

Se ne avete tempo e occasione, potete rendere la visita all’isola di Budelli e alla spiaggia rosa una piccola parte del vostro personale tour nell’Arcipelago de La Maddalena. Oltre all’isola che fornisce il nome all’intero arcipelago sono infatti visitabili la maggiore isola di Caprera a quelle di Spargi, Spargiotto, Razzoli, Santa Maria, Nibani, Mortorio, Soffi e Camere. Alcune isolotti sono pressochè disabitati, regalando un’immagine da contemplare in silenzio, per riappropriarsi del contatto con la natura più incontaminata.

Prenotazioni online: oltre 7 milioni di italiani viaggiano “grazie” al web

Prenotazioni onlineIl web è sempre più protagonista della pianificazione dei viaggi degli italiani. Per avere conferma di ciò basti osservare le ultime statistiche fornite da una ricerca di Netcomm, sviluppata per conto di Amadeus, società di distribuzione nel settore dei viaggi. Ebbene, secondo l’osservazione, l’e-commerce turistico sarebbe oggi in grado di assorbire circa il 25% del giro d’affari sulla rete: dall’acquisto dei biglietti alle prenotazioni di hotel, agriturismi e B&B, pacchetti vacanze, sembra proprio che il turismo non possa più fare a meno del commercio elettronico, e sembra altresì che il comparto turistico sia uno dei leader trascinatori nella tendenza dei servizi virtuali.

Stando all’analisi, infatti, il 45,2% degli acquirenti online italiani – circa 7,2 milioni di individui in tutte le Regioni della Penisola – ha comperato almeno una volta su Internet un prodotto di viaggio, confermando quindi i buoni presupposti già evidenziati nel corso degli ultimi anni. Per quanto attiene un’analisi più approfondita, è emerso che la categoria che acquista maggiormente servizi di viaggio online siano coloro che comperano biglietti (aerei, treni, navi) di tratte di lunga percorrenza per motivi personali o di business (circa il 44% del campione considerato).

A seguire troviamo invece coloro che effettuano prenotazioni di alberghi (circa 3 milioni di acquirenti) e coloro che prenotano pacchetti vacanze modulari (2,8 milioni di unità). Inoltre, l’osservazione Netcomm ribadisce come una quota compresa tra l’8% e il 15% degli acquirenti di soggiorni e vacanze solamente dopo che ha effettuato una preliminare visita in un’agenzia tradizionale, nella quale avrà potuto conseguire utili informazioni consulenziali, e una base funzionale all’effettuazione di un confronto con il mondo online.

È stato altresì reso noto che il 25% degli acquisti di soggiorni e vacanze in un’agenzia tradizionale avviene dopo che gli stessi acquirenti hanno comunque elaborato alcune considerazioni online, generalmente sui siti internet dedicati alle mete della propria vacanza desiderata. Una maggiore e crescente sinergia tra l’online e l’offline che potrebbe perdurare anche nel corso dei prossimi trimestri, rendendo in tal modo il turismo “virtuale” sempre più importante per l’industria italiana.

Grand Canyon: il far west non è mai stato così vero

Skywalk Glass BridgeUno dei luoghi che più di altri può contraddistinguere il vero spirito e la vera storia americana, è il Grand Canyon. Ma siamo sicuri di conoscere davvero cosa si intenda per Grand Canyon?

Grand Canyon

Il Grand Canyon è una lunghissima gola generata dall’erosione del fiume Colorado. Presente nella parte settentrionale dell’Arizona, è estesa per quasi 450 chilometri, con una larghezza tra i 500 metri e i 27 chilometri, e una profondità che, nel picco di massima gravità, giunge a 1,6 chilometri. Il Grand Canyon è, per certi versi, uno splendido biglietto da visita dello scorrere del tempo: la sua attuale conformazione è infatti determinata da milioni di anni, nei quali la natura ha fatto il suo splendido corso.

Il Parco

Il Grand Canyon – che non è certamente errato definire come la “gola” più incredibile, spettacolare ed emozionante del mondo – è oggi quasi interamente riconducibile al parco nazionale omonimo, istituito nel 1919 da una legge del Congresso.

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Una visita al Grand Canyon può essere organizzata attraverso le numerose escursioni guidate, in grado di accompagnarvi nei luoghi più magnifici di questa vera e propria opera d’arte a cielo aperto, con dislivelli talmente elevati da far sembrare il territorio intorno al fiume Colorado come un paesaggio montano.

Considerata la sua formazione geologica, il Grand Canyon è un luogo di impareggiabile bellezza per tutti gli appassionati di cascate e rapide e, naturalmente, di archeologia: il territorio è disseminato di reperti antichissimi, in buona parte ancora da scoprire. Come se non bastasse, il Grand Canyon può vantare più di 1.000 diverse tipologie di piante: una vera e propria miniera di novità infinite per tutti gli amanti della botanica.

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Viaggio nel Grand Canyon

Organizzare un viaggio nel Grand Canyon è il sogno della vita di tantissimi italiani, affascinati (ma non solo) dalle grandi avventure western ambientate proprio in questa macro area dell’Arizona. Un viaggio dal grande impatto emotivo, che vi consigliamo di predisporre fin dalla partenza in Italia, al fine di individuare e personalizzare alcune tra le escursioni più mozzafiato a disposizione dei numerosi turisti che da tutto il mondo, ogni anno, giungono nel territorio.

Petra, una delle sette meraviglie del Mondo

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Petra è una delle capitali dell’archeologia mondiale. Per comprendere quale siano le ragioni di tale “pregio” è sufficiente dare uno sguardo ai suoi principali monumenti scavati nella roccia (Petra in greco significa proprio “roccia”), in grado di rendere questa località a 250 km a sud di Amman, capitale della Giordania, un vero e proprio simbolo di una antica grandezza. Divenuta rapidamente un importante centro commerciale, la città fu poi abbandonata intorno al VIII secolo a causa di alcune catastrofi naturali e della decadenza dei commerci. L’abbandono non fu comunque totale, visto e considerato che fino a pochi decenni fa intere famiglie di beduini abitavano le sue cavità.

La scoperta di Petra

A “scoprire” Petra e restituire all’intero globo questo patrimonio inestimabile è stato l’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt nel 1812, che viaggio a lungo nel Medio Oriente sotto le mentite spoglie di un mercante arabo dal nome di Sheikh Ibrahim Ibn Abdallah. Sotto tale falso nome si fermò a lungo ad Aleppo, in Siria, per conoscere meglio l’Islam (religione che successivamente abbracciò), perfezionare l’arabo e studiare il Vicino Oriente. Nel biennio trascorso in Siria Burckhardt fece numerosi viaggi verso Palmira, Damasco e Libano. In Giordania, invece, effettuò una delle scoperte più sensazionali dell’archeologia, scoprendo la capitale dei Nabatei.

Visitare Petra

Ancora oggi, nonostante le evoluzioni nei sistemi di trasporto non troppo distanti, Petra è raggiungibile prevalentemente a piedi o a cavallo, con un itinerario che sbocca nella parte orientale attraverso il Sik, una lunga e profonda fessura tra le rocce. Alla fine di tale corridoio si intravede il bellissimo Khasneh el Faroun, o Tesoro del Faraone, con una facciata completamente incisa nella roccia.

Petra in Giordania

Meraviglia moderna

Petra viene oggi considerata come una delle Sette meraviglie del mondo moderno. Una etichetta non ufficiale, in quanto non riconosciuta dall’UNESCO, ma comunque estremamente utile per rinvigorire l’interesse mondiale nei confronti di questo spettacolare sito. Oggi numerosi tour operator permettono a Petra di potersi elevare quale meta di destinazione tra le preferite per coloro i quali si dichiarano viaggiatori alla ricerca delle straordinarie eredità di un fasto antico, dal sapore orientale.

Casa Batlló: tutta l’originalità di Gaudì a Barcellona

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La Casa Batlló è una delle più note e originali creazioni di Antoni Gaudì, architetto catalano che progettò questo meraviglioso edificio al numero civico 43 della Passeig de Gracia. Il suo nome deriva dal committente del progetto, l’industriale tessile Josep Batlló, che chiese a Gaudì di rimettere completamente a nuovo, in un modo certamente creativo, un vecchio palazzo acquistato pochi mesi prima in una strada divenuta simbolo della borghesia catalana. I lavori di Gaudì durarono circa 3 anni e, al termine, il risultato che ne scaturì lasciò senza fiato lo stesso committente e tutti i cittadini di Barcellona.

Casa Batlló: esterni

Le facciate principali, anteriore e posteriore, sono state completamente riviste rispetto al precedente progetto (l’unica cosa che fu conservata fu la disposizione delle finestre). Nella facciata anteriore sono chiari i riferimenti zoomorfi, con motivi ossei ripresi dall’art noveau. Nella parte centrale trovano spazio dischi di maiolica frammentata e vetri istoriati, mentre in quella alta troviamo tegole di ceramica vetrificata colorata, a evocare le squame di un rettile. La tribuna del piano nobile richiama gigantesche ossa, mentre le finestre del secondo piano si affacciano su balconi che riprendono la forma di una conchiglia.

Casa-Batllo

Anche la facciata posteriore – pur meno spettacolare – è densa di motivi di interesse. Le linee sinuose, le sporgenze, le ringhiere e la meravigliosa sommità, costituiscono elementi architettonici unici per gli amanti del genere.

Casa Batlló: interni

Gli interni della Casa Batlló presentano un piano nobile con l’appartamento principale di circa 400 metri quadri, suddiviso in una zona giorno, una seconda zona legata alla cucina, ai bagni e agli altri locali di servizio, e una zona ristorazione e notte. Da qui si accede a una terrazza spettacolare, di circa 200 metri quadri. Su ogni piano vi sono inoltre due appartamenti di circa 200 metri quadri, sviluppati intorno a un cavedio centrale.

La terrazza si rifà al dorso di un drago, con ampio utilizzo di maioliche e l’adorno di una croce a quattro bulbi. Da segnalare anche i meravigliosi giochi di luce che donano all’edificio un impatto visivo di sicuro effetto.

Viaggio nella memoria di Mostar e del suo ponte

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Mostar è una splendida località della BosniaErzegovina, il cui nome deriva dal suo ponte vecchio, lo “Stari Most” e dalle torri che sorgono sulle sue rive contrapposte (i “Mostari”, conosciuti come “custodi del ponte”). Questo comune di 110 mila abitanti ha una storia antica e recente piuttosto importante, e diversi motivi che ne fanno una buona meta di viaggio. Leggi tutto “Viaggio nella memoria di Mostar e del suo ponte”

Ponte di Brooklyn ecco perché visitarlo

Brooklyn BridgeIl ponte di Brooklyn è uno dei “monumenti” infrastrutturali più noti di New York, un vero e proprio simbolo dei ponti metropolitani che contraddistinguono molte panoramiche delle città a stelle e strisce. Ecco come è nato, perché vale la pena visitarlo e… qualcos’altro che non sapete.

Nascita del ponte di Brooklyn

Il ponte di Brooklyn venne completato nel 1883 su progetto di un ingegnere tedesco (John Augustus Roebling) e si tratta del primo ponte costruito in acciaio, in grado di collegare l’isola di Manhattan al quartiere di Brooklyn. La sua costruzione impiegò 13 anni e costò 15,5 milioni di dollari dell’epoca: un investimento immagine, difficilmente paragonabile, che richiese l’intervento di 600 operai, team di progettisti e diversi collaboratori.

Una storia nefasta

Considerate le difficoltà ingegneristiche dell’epoca, il ponte si macchiò della morte di una trentina di operai e dello stesso progettista: l’ingegner Roebling morì infatti in seguito a un incidente accaduto durante l’attracco di un traghetto, e l’opera di costruzione fu portata a termine dal figlio, Washington Robeling. Purtroppo, anche il figlio rimase tuttavia paralizzato a causa di un embolia gassosa, e il completamento fu dunque effettuato da Emily Warren Roebling, la moglie, sotto sua supervisione.

Non furono tuttavia solo queste le morti che contraddistinsero la lunga storia del ponte. Nel 1885, ad esempio, Robert E. Odium ottenne l’ambito riconoscimento di essere il primo uomo a tuffarsi dalle strutture sospese nel sottostante fiume East River: un record che tuttavia pagò con la morte, considerando che si provocò emorragie interne che lo condussero al decesso.

Perché val la pena visitare il ponte di Brooklyn

Numerose sono le motivazioni che dovrebbero spingere il turista che giunge a New York a visitare il ponte. Complessivamente, pur non essendo più il ponte più lungo del mondo (record che mantenne per parecchio tempo), l’opera è visivamente eccezionale, e i suoi 1.800 metri sopra il mare, ad un’altezza di 84 metri, ne fanno un’opera mozzafiato.

Se poi dovete passare dal quartiere di Brooklyn a quello di Manhattan, quale migliore occasione di farlo a “dorso” dello straordinario Brooklyn Bridge?

Visita a Castel Sant’Angelo

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Castel Sant’Angelo è uno dei monumenti archeologici più interessanti di Roma. Con un passato ricco e dinamico (è stato fortezza, prigione, residenza pontificia, sede di musei, ecc.), è uno dei monumenti più conosciuti al mondo della millenaria storia di Roma.

La nascita del Castel Sant’Angelo

La nascita del Castel Sant’Angelo è fatta risalire tra il 123 e il 139 c.d. per volontà dell’imperatore Publio Elio Traiano Adriano, in qualità di Mole Adriana. Dopo aver svolto funzioni funerarie per circa un secolo, intorno al 270 d.c. fu riadattato ad avamposto militare, e incluso all’interno del sistema difensivo di Roma: la sua vicinanza con il fiume ne permetteva infatti il godimento di un elevato valore aggiunto per i fini che gli vennero attribuiti a partire dal II e dal III secolo.

Il nome di Castel Sant’Angelo

Il nome di Castel Sant’Angelo è stato assegnato al monumento solamente intorno alla fine del 500 d.c., quando la leggenda vuole che l’Arcangelo Michele apparve a Papa Gregorio Magno sulla sommità della Mole, annunciando la conclusione della peste.

Castel Sant’Angelo come residenza papale

Il Castel Sant’Angelo fu ricondotto all’interno del controllo del Papato intorno ai primi secoli del nuovo millennio. Solamente a metà del Quattrocento fu tuttavia trasformato in vera e propria residenza papale, oltre che sede dell’Erario e dell’Archivio Segreto.  In occasione del celebre Sacco di Roma del 1527, le stanze ospitarono un Papa Clemente VII in fuga dai palazzi vaticani attraverso il noto Passetto di Borgo, un lungo corridoio che collega il bastione San Marco con il Palazzo Apostolico.

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Il Museo

Oggi Castel Sant’Angelo è sede di un rinomato museo all’interno del quale è possibile ammirare alcuni straordinari capolavori. L’elenco delle opere d’arte in esso contenute è enorme, e tra sculture, quadri ed altre opere visive è ben difficile cercare di effettuare un elenco compiuto delle prelibatezze artistiche dell’edificio.

Ad ogni modo, tra le principali opere ricordiamo:

  • Busti di Adriano e Antonino Pio
  • Campana della Misericordia
  • Cavalier d’Arpino – Ritratto di Prospero Farinacci
  • Cornici e capitello corinzieggiante
  • Carlo Crivelli – Cristo benedicente – Sant’Onofrio
  • Decorazione a grottesche
  • Dosso Dossi – Il Bagno
  • Festino degli Dei – Copia da Giovanni Bellini
  • Frammenti di statue
  • Antonio Gionima – Il Cardinale Gozzadini riceve Giacomo III Stuart
  • Luca Longhi – Giovane donna con unicorno
  • Lorenzo Lotto – San Girolamo
  • Raffaello da Montelupo – San Michele Arcangelo
  • Ritratto dell’imperatore Adriano
  • Ritratto virile su un busto togato
  • Luca Signorelli – Madonna col Bambino e santi
  • Stendardo dei bombardieri di Castel di Sant’Angelo
  • Pellegrino Tibaldi – L’arcangelo Michele rinfodera la spada
  • Perin del Vaga – Alessandro fa riporre in uno scrigno le opere di Omero
  • Perin del Vaga – Psiche scopre Amore e Amore fugge
  • Perin del Vaga – Il Ritorno di Perseo, l’origine del corallo, il banchetto nuziale di Perseo e Andromeda
  • Peter Anton Verschaffelt – San Michele Arcangelo
  • Ambrogio Zavattari e bottega – Madonna col Bambino e santi