Le due anime di Tenerife: Nord contro Sud

diario_di_viaggio_tenerifePer il terzo anno consecutivo decidiamo di trascorrere le nostre vacanze estive alle Canarie: questo arcipelago, politicamente appartenente alla Spagna ma geograficamente all’Africa, ha la caratteristica unica al mondo di avere temperature praticamente primaverili tutto l’anno, grazie agli alisei che spirano costantemente, accarezzando le coste delle 7 isole che compongono l’arcipelago.

Dopo aver trascorso vacanze splendide a Lanzarote, Fuerteventura e Gran Canaria, ci organizziamo per Tenerife, la più grande (e forse la più conosciuta) delle sette Isole Canarie. Primo ostacolo: i prezzi di Ryanair sono aumentati a dismisura, all’andata la via più economica comprende uno scalo di 24 ore a Barcellona, poco male, ne approfittiamo per rivederla.

Partiamo dunque dall’aeroporto di Barcellona ed atterriamo un paio d’ore dopo a Tenerife. Ci sono due aeroporti internazionali sull’isola, noi atterriamo a quello del Nord, e ripartiremo alla volta dell’italia dall’aeroporto del Sud. L’isola è divisa in due dal monte Teide, la vetta più alta della Spagna, che spacca i venti e ferma le nuvole: la parte nord quindi è verdissima, più fresca e piovosa, disseminata da una splendida vegetazione tropicale. La parte sud invece è desertica, non c’è mai una nuvola, le temperature restano piacevoli ma sono un po’ più alte rispetto al nord. Inutile dire che questa caratteristica ha fatto sì che la zona sud divenisse meta di turismo di massa, i resort e gli aparthotel spuntano come funghi, i padroni da queste parti sono i vacanzieri inglesi e tedeschi, che atterrano direttamente all’aeroporto del Sud.

[wp_geo_map]

Abbiamo diviso la vacanza equamente, 5 giorni al nord e 5 al sud, per non perderci niente. Naturalmente gireremo con un’auto a noleggio, il costo da queste parti è molto economico, si può pagare in contanti senza carta di credito e la benzina costa 1 euro al litro grazie al regime fiscale agevolato delle Canarie. Prima tappa dunque è la deliziosa cittadina marittima di Puerto de la Cruz, presso la quale alloggiamo presso l’hotel H11 Tenerife Playa, un bellissimo hotel a 4* che abbiamo adocchiato su Booking.com. Il prezzo è decisamente buono, poco più di 30 euro a persona a notte con trattamento di mezza pensione, l’hotel ha una bellissima piscina e tutti i comfort quali insonorizzazione, aria condizionata, bagno con vasca, tv e frigo bar.

I giorni al Nord passano veloci, ci sono tante cose da vedere: visitiamo il capoluogo Santa Cruz de Tenerife e la bellissima spiaggia di Las Teresitas, ci prendiamo una giornata per ammirare uccelli e creature marine al Loro Parque, visitiamo l’antica capitale dell’isola, La Laguna, e facciamo un giro a Icod de Los Vinos per ammirare il Drago, un albero millenario che è diventato ormai un simbolo dell’isola.

Un compleanno magnifico in crociera

 

Per festeggiare i 30 anni della mia futura moglie ho deciso di regalarle una crociera, a cavallo del ponte del 25 aprile. Tra tutte le proposte delle compagnie ci colpisce in positivo quella di MSC, che propone un bel giro del Mediterraneo Orientale: partendo da Ancona, le tappe saranno Kotor in Montenegro, Corfu, Santorini, Cefalonia, Dubrovnik e Venezia, con ritorno ad Ancona la settimana successiva. Abbiamo già fatto due crociere e ne conosciamo i pregi e i difetti, la nostra avventura in mare comincia però con due bellissime notizie: essendo entrambi under 34 abbiamo diritto a 200 euro di sconto, inoltre il giorno prima della partenza ci comunicano un upgrade gratuito in suite!

Giorno 0: Ancona

Ci imbarchiamo ad Ancona ed iniziamo ad esplorare la nave: è la MSC Armonia, più piccola delle due Costa (Magica e Fortuna) delle nostre due precedenti crociere, ma l’atmosfera che si respira a bordo è la stessa, gli arredi sono simili e le camere ugualmente belle. Punto a favore di MSC: abbiamo trovato migliore il cibo a bordo.

Giorno 1: Kotor

kotorIl mattino seguente la nave arriva a Kotor in mattinata, ma decido di alzarmi presto per gustarmi la navigazione panoramica nel bellissimo fiordo omonimo. E’ un panorama spettacolare, il cielo azzurro e le ombre soffuse del mattino ci regalano un benvenuto in Montenegro davvero indimenticabile. Scendiamo a Kotor con un piano ben definito, piuttosto fitto. Prima missione: cercare un’auto a noleggio. La troviamo rapidamente a 30 euro per tutto il giorno (nonostante a noi serva soltanto 5-6 ore), andiamo di fretta dunque contrattiamo giusto il minimo indispensabile, e ci mettiamo in marcia in direzione Sveti Stefan.

Questa attrazione è un must del Montenegro, un’isolotto collegato alla terraferma da un ponte pedonale, ospitava un convento tramutato adesso in un resort di lusso. Facciamo le foto di rito, poi la guardia fuori ci comunica che siamo piaciuti al management, e ci invita ad entrare nel resort… bellissimo! Ci perdiamo tra le stradine cercando di dimenticare che le case che vediamo sono in realtà ville a cinque stelle, passiamo una splendida mattinata ma il resto del Montenegro ci aspetta! La seconda tappa è infatti Budva, la località di mare più famosa e frequentata della costa montenegrina. Facciamo un giro in centro e ci riposiamo un po’, poi torniamo a Kotor per lasciare l’auto e terminare la nostra esperienza in Montenegro con la visita della cittadina, e del suo delizioso centro storico pedonale e protetto da mura. Purtroppo è l’ora di risalire a bordo, ma questa panoramica del Montenegro ci ha lasciato soddisfatti fino all’inverosimile.

Giorno 2: Corfu

vacanze-a-corfuLa mattina seguente la nave attracca a Corfu; ci siamo già stati, dunque non siamo pervasi dalla fretta e dalla frenesia di visitare tutto. Anzichè prendere un taxi o un costoso transfer, attendiamo qualche minuto e prendiamo l’autobus urbano che in circa 15 minuti ci porta in città. Facciamo un bel giro, apprezziamo i prodotti tipici locali, ci prendiamo una pausa gustando un Frappè (la bevanda tipica greca), in definitiva ci rilassiamo, siamo contenti di aver rivisto questo pezzo di mondo, e con la calma che oggi ci contraddistingue riprendiamo l’autobus per essere al porto pronti per l’imbarco verso una nuova destinazione.

Giorno 3: Santorini

santoriniOgni volta che una nave da crociera entra nella caldera di Santorini a bordo si assiste a scene di pura pazzia: infatti fin dal primo giorno ci viene detto che la nave resterà in mare aperto, e che si potrà scendere sull’isola soltanto con le lance (piccole imbarcazioni da 50-100 posti). Dunque decido di alzarmi due ore prima dello sbarco per riuscire a prendere i ticket per la barca numero 1, ossia la prima a scendere. Tanto per dare un’idea, la prima lancia sbarca a Santorini circa 2 ore prima dell’ultima, e per stare a terra il più possibile è fondamentale prendere la prima lancia: missione compiuta! Sbarchiamo al piccolo porto di Santorini e decidiamo di salire in città con la cabinovia (l’alternativa sarebbe una ripida strada in salita da percorrere a piedi o a bordo di un asino), ignoriamo la cittadina omonima perchè l’abbiamo già visitata in una precedente crociera: la destinazione di oggi sarà Oia, il villaggio greco più fotografato, quello che nell’immaginario collettivo è la Grecia: case basse e bianche, cupole azzurre, mulini a vento, vista mare. Per raggiungere Oia l’alternativa all’autobus è uno scooter a noleggio, optiamo per questa soluzione perchè non dobbiamo stare dietro ad orari e ritardi, paghiamo 20 euro al noleggiatore e partiamo. Arriviamo ad Oia e la giriamo in lungo e in largo, facciamo delle foto fantastiche, la fama che questo villaggio si è fatta è meritata al 100%.

Lubiana e Zagabria: le capitali giovani dell’Unione Europea

Era da un po’ che avevo in mente un viaggio in Slovenia, che per molti italiani rappresenta un po’ il vicino sconosciuto. Per un motivo o per un altro l’avevo sempre rimandato, considerando che comunque ci saremmo andati in macchina avrei voluto tenerlo di scorta per un’occasione in cui non avrei trovato un volo low cost.

Lubiana2Occasione che è giunta per il ponte del 25 aprile: Ryanair, Easyjet, Wizzair, Vueling, Volotea… cerca e ricerca, ma nessuna di loro offriva voli economici per destinazioni interessanti, dunque siamo partiti in auto alla volta della Slovenia, con partenza il giovedì dopo lavoro e rientro previsto la domenica sera. Punto fermo: essendo la Slovenia un paese piuttosto piccolo abbiamo deciso di soggiornare tutte e tre le notti a Lubiana, la sua capitale: la fatica dei day trip sarebbe stata ampiamente compensata dal minor stress dei continui cambi di hotel.

Partiamo dunque il giorno giovedì 24 aprile appena usciti dall’ufficio, il viaggio scorre tranquillo, per le 11 di sera siamo in centro a Lubiana. Alloggiamo presso la Penzion Pod Lipo che abbiamo scelto per la sua posizione centrale, per il parcheggio gratuito e per il suo prezzo contenuto: la camera matrimoniale è costata 58 euro a notte. Il mattino seguente, contro ogni previsione meteorologica, è una bella giornata: la passiamo in giro per il centro storico di Lubiana, tutto pedonale, che si snoda attorno al fiume Ljubljanica. La città è dominata da una collina sulla quale spicca un bel castello, le viuzze acciottolate sono uno spettacolo da percorrere, sono puntellate di negozi tipici e di marchi globali. Visitiamo tutte le attrazioni della città, municipio, cattedrale, triplo ponte, mercato, e pranziamo a street food gustando le specialità del luogo. Di pomeriggio ci facciamo un bel giro al parco Tivoli e visitiamo il quartiere Metelkova, un ex distretto militare occupato circa 20 anni fa e adesso dimora di artisti e gente alternativa. La sera torniamo in centro, un altro giro pedonale, un aperitivo, un’ottima cena al ristorante.

Lubiana è così, ci si rilassa, viverci è bello, la città è verde e piacevolissima da girare a piedi o in bicicletta, gli edifici storici la fanno da padrone e il castello la sovrasta. In definitiva, giudizio più che positivo.

cattedrale di ZagabriaLa mattina seguente è tempo di attraversare una frontiera: ci dirigiamo ad est, verso la Croazia, che da poco è entrata nell’UE ma in via provvisoria mantiene ancora i controlli. La meta è la sua capitale, Zagabria. Ci arriviamo in circa un’ora e 20 minuti di auto dal nostro hotel, e ci meravigliamo perchè è una città moderna e attiva, piena di giovani in strada, puntellata di bar e ristoranti. La piazza del centro moderno, intitolata a Jelacic, è un brulicare di persone e attività, da lì si snodano le arterie commerciali, completamente pedonali eccezion fatta per un moderno tram che le percorre in modo longitudinale. Ma Zagabria ha anche un delizioso centro storico, la città alta, raggiungibile a piedi o con una divertente funicolare. La giriamo in lungo e in largo e facciamo le foto di rito presso la chiesa di San Marco, che sul tetto spiovente è decorata da enormi mosaici, effigi di Zagabria e della Croazia.

Prima di venire via ci fermiamo davanti alla bella cattedrale gotica, la visitiamo dentro e fuori, e ci avviamo verso la macchina per ritornare a Lubiana. Anche Zagabria ci ha sorpreso in positivo, un’altra città ampiamente promossa, che si merita a pieno titolo di essere una capitale dell’Unione Europea.

Lago bled slovenia Torniamo a Lubiana, ceniamo in un ottimo ristorante sulle rive del fiume ed andiamo a letto, stanchi e felici, ma anche un po’ tristi perchè ci apprestiamo a passare l’ultima notte di vacanza. Ci svegliamo il mattino dopo e ci dirigiamo verso Bled e il suo famosissimo e fotografatissimo lago. La giornata è nuvolosa, peccato perchè col sole sarebbe stata tutt’altra storia, ma il lago è comunque incredibilmente bello e magico. Decidiamo di fare tutto il giro a piedi, sono 6km e tra una sosta e una foto ci impieghiamo due ore, alla fine del giro ci fermiamo a pranzo presso un ristorante tipico sloveno, ci rifocilliamo e torniamo a Lubiana per un ultimo giro in città.

Si è fatto pomeriggio inoltrato, purtroppo è il momento di salutare Lubiana e l’intera Slovenia, ci rimettiamo in viaggio verso casa. Il giorno dopo sarà lunedì, la nostra vita di tutti i giorni ci aspetta per un nuovo inizio di settimana.

Direzione Collina delle Croci: cronaca di un weekend in Lituania

[wp_geo_map]

Partiamo dall’Italia con Ryanair, sfruttando un’ottima offerta per Vilnius, la capitale della Lituania. Il volo scorre rapido, l’atterraggio è perfetto e in 10 minuti siamo sull’autobus che collega l’aeroporto alla stazione. Una volta arrivati ci dirigiamo verso l’hotel che abbiamo prenotato, l’Europolis. Situato in una posizione tranquilla, pulito e con i letti comodi, a distanza camminabile dal centro storico, l’abbiamo scelto essenzialmente per il prezzo: solo 32 euro a notte con colazione.

Tempo di un rapido check in e siamo già in giro. Abbiamo dato un’occhiata al meteo, e ci rendiamo conto che il bel sole che splende sarà presto un ricordo, decidiamo quindi di stravolgere i nostri piani e di andare alla fermata degli autobus per andare a Trakai, un bellissimo borgo ottimamente conservato, giace sulle rive di un lago nel quale c’è una grossa isola con uno splendido castello, raggiungibile tramite un ponte di legno pedonale.

chiesa-s-anna a vilnus

L’atmosfera è fiabesca, il cielo azzurro e le foreste circostanti verdissime, il lago blu intenso e il rosso deciso dei mattoni del castello: è un mix di colori che toglie il fiato. La decisione di andare a Trakai col sole si rivela azzeccatissima.

Torniamo a Vilnius nel primo pomeriggio, ed affrontiamo la città in un modo differente: non ci fiondiamo in centro ma prima saliamo in cima alla Torre Gediminas, da cui si gode una bella vista d’insieme sulla città. Ci serve per renderci conto di come è messa e di come possiamo esplorarla. Scattiamo le foto di rito, come ampiamente previsto il cielo si chiude ma fortunatamente non pioverà.

Scendiamo dalla torre e siamo nella piazza della cattedrale: ci saremmo aspettati una chiesa completamente diversa, ci troviamo davanti una struttura bianca, austera, in stile neoclassico. E’ comunque molto bella, col suo campanile distaccato. La visitiamo dentro e fuori, ed iniziamo a percorrere le vie del centro. Vilnius è nota per le sue chiese, si trovano a ogni angolo della strada, e infatti è così, sbucano quando meno te lo aspetti. Percorriamo la via dello shopping fino alla piazza del municipio, e rimaniamo sorpresi da ciò che ci attende: la piazza è piena di bancarelle che vendono street food, dev’esserci un festival quindi decidiamo di cenare presso una di esse, inutile dire che il cibo è ottimo.

Un’estate nel mondo in miniatura di Gran Canaria

[wp_geo_map]

Per le vacanze estive 2012 la meta prescelta è Gran Canaria. L’isola simbolo dell’arcipelago spagnolo delle Canarie è meta di turismo nordeuropeo (soprattutto inglese, tedesco e scandinavo), ma piano piano anche gli italiani si stanno innamorando, a ragione, di queste isole baciate dal sole per tutto l’anno.

Partiamo dunque da Pisa con Ryanair, il volo è piuttosto lungo per gli standard della compagnia, circa 4 ore. All’arrivo ci dirigiamo verso il noleggio auto, abbiamo prenotato un mezzo per essere indipendenti nell’esplorazione dell’isola. Ci dirigiamo così verso il nostro albergo, nell’abitato di Puerto Rico, a strapiombo sulla Playa de Amadores, una delle spiagge più belle e più note dell’isola.

Abbiamo scelto l’hotel Altamar, dotato di bei bungalow tutti con vista panoramica. L’albergo è molto particolare perchè si sviluppa sul fianco della montagna, la strada per arrivarci è in salita dunque l’ingresso è all’ultimo piano, tutte le camere e gli appartamenti si raggiungono dalla reception scendendo; il difetto principale di questa scelta architettonica è dato dall’ascensore-funicolare, all’aperto, molto panoramico ma estremamente lento per salire e scendere.

Decidiamo di iniziare l’esplorazione dell’isola dal pittoresco borgo di Puerto de Mogan. Il villaggio, sviluppato attorno ad un porticciolo turistico, è molto ben curato, ci sono case dai colori sgargianti e bellissimi fiori; poco fuori dal centro la deliziosa spiaggia del paese accoglie centinaia di turisti.

Passiamo i restanti giorni dividendoci equamente tra spiagge, mare e visite dell’isola, sia naturalistiche sia culturali. Gran Canaria è un’isola molto particolare perchè racchiude più climi: il sud è desertico, decisamente baciato dal sole ed è qui che si concentra la maggior parte della vita turistica. Il nord è invece molto più aspro, autentico, a volte compare una bella vegetazione tropicale, ma non vi sono spiagge o luoghi per balneare. Al centro dell’isola c’è un massiccio montuoso percorso da una moltitudine di stradine, strette e tortuose, a volte poco più che mulattiere, circondato da foreste di conifere. Il soprannome di “continente in miniatura” dato all’isola di Gran Canaria corrisponde a verità, ne siamo stati direttamente testimoni.

Playa de Amadores immorent-canarias

Abbiamo deciso di esplorare la zona nord con un bel giro panoramico tra i due deliziosi paesi di Arucas e Firgas. Ad Arucas si può ammirare una splendida cattedrale gotica, che sovrasta il bel centro storico pedonale. A Firgas è invece presente il Paseo de Canarias, una strada pedonale la cui pendenza naturale è stata utilizzata per costruire una cascata lunga 30 metri; la via è decorata da mosaici che rappresentano tutti i comuni di Gran Canaria, e sulla pavimentazione sono scolpite tutte e sette le Isole Canarie, con i loro rispettivi scudi araldici, assieme a un paesaggio tipico di ognuna.

Le spiagge dell’isola, oltre a Playa de Amadores alla quale abbiamo dedicato gran parte del tempo in quanto situata proprio sotto il nostro hotel, sono Anfi del Mar, simile in forma e dimensioni, ma soprattutto l’immensa distesa di Maspalomas. Un piccolo deserto, con vere e proprie dune, ampio diverse centinaia di km quadrati, che termina in mare. E’ dunque possibile avere chilometri di spiaggia a disposizione, ci sono aree attrezzate, aree libere e persino aree per nudisti.

Merita una visita anche il bellissimo Roque Nublo, una formazione rocciosa situata nell’esatto centro geografico di Gran Canaria. Si raggiunge a piedi in circa 30 minuti di cammino, il sentiero parte dai boschi e li supera, per arrivare in cima ad un altopiano dal quale, in giornate terse, è possibile ammirare gran parte dell’isola e anche la vicina Tenerife.

Ma una visita a Gran Canaria non si può definire tale senza un giro nella sua capitale, la bella Las Palmas de Gran Canaria. Questa città, di circa 400mila abitanti, ha tutto ciò che si può desiderare da una città marittima: un porto molto attivo, centri commerciali, ampi viali costeggiati da palme, e soprattutto una bellissima spiaggia cittadina, Las Canteras, con un altrettanto bello lungomare.

Visitiamo tutto ciò in una settimana, in agosto, con le temperature costanti di giorno a 28-30 gradi  e di sera attorno ai 20-22, mentre il meteo spagnolo consiglia al resto del paese di restare in casa per via di ondate di calore che arrivano fino a 45 gradi. E’ una sensazione bellissima, sembra di vivere nell’eterna primavera di un mondo in miniatura.

Phuket, la Thailandia che non ti aspetti

[wp_geo_map]

Siamo partiti per Phuket con poche certezze e molte opinioni contrastanti: ma che ci andate a fare, l’isola è rovinata, il viaggio di nozze lì è sprecato. Ebbene siamo fieri di affermare che non c’è niente di più sbagliato, l’isola è assolutamente fantastica e soprattutto è divertentissima.

Ci arriviamo da Singapore con un breve volo Air Asia, disbrighiamo le formalità doganali ed eccoci sul taxi, direzione Pen Villa Hotel, a Surin Beach. L’hotel è ben tenuto, intimo e in posizione tranquillissima, si sviluppa attorno alla grande piscina centrale e i gestori, una coppia australo-thailandese, sono simpaticissimi e molto cordiali. Le camere sono grandi, spaziose, pulite e tutte con vista piscina.

Prima cosa da fare: noleggiare uno scooter! A Surin non c’è grossa scelta, ma contrattando con un paio di gestori di agenzie di escursioni ci accordiamo per 7 euro al giorno compresi 2 caschi e assicurazione. Avremmo potuto spuntare prezzi ancora migliori, ma non ce la siamo sentita di contrattare per pochi spiccioli, che a noi non cambiano niente mentre per queste persone sono essenziali.

Il primo giorno lo passiamo in spiaggia a Surin, bellissima, una spiaggia tropicale da cartolina con il mare verde-azzurro, una sabbia finissima e le palme che la incorniciano. Per mangiare ci affidiamo alle innumerevoli bancarelle locali che vendono street food per pochi baht (la valuta locale, scambiata a circa 40 per 1 euro). La sera è d’obbligo un giro a Patong, la città più turistica dell’isola, nota per un turismo sessuale che è impossibile non vedere, ma che comunque non è di basso livello come ci è stato descritto. Oltre a ciò Patong è piena di negozi, bancarelle e posti dove mangiare, sarebbe una scelta vincente soggiornarci, se solo amassimo il caos e il rumore fino a tarda notte.

I giorni seguenti li passiamo visitando le spiagge di Phuket: andiamo a Freedom Beach contrattando con i barcaioli di Patong, passiamo per Kata Beach e Karon Beach. Le spiagge sono tutte veramente belle, a Phuket sotto Natale è altissima stagione, la stagione delle piogge è passata e il sole risplende in cielo senza una nuvola.

Un giorno ci prendiamo una pausa dalla spiaggia, e decidiamo di visitare la baia di Phang Nga in escursione. La prima tappa è Wat Suwannakuha, noto come Monkey Temple (tempio delle scimmie). Le scimmie sono ovunque fuori dal tempio, mentre all’interno un bellissimo Buddha disteso fa la sua figura. Proseguiamo per il molo presso il quale ci imbarchiamo per la visita alla baia di Phang Nga, favolosa, con le isole a forma di fungo che punteggiano la baia, dando l’idea di un mondo che non c’è. Ci fermiamo per pranzo presso il villaggio musulmano di Panyee Island, e continuiamo per James Bond Island, famosa perchè lì vennero state girate alcune scene del film di 007 L’uomo dalla pistola d’oro (The Man with the Golden Gun), del 1974. Le formazioni rocciose dell’isola non sembrano reali, a navigare per questi mari sembra che la natura ci prenda in giro.

pukhet-thailandia

25 dicembre: mentre in Italia parenti e amici festeggiano il Natale al freddo, noi prendiamo il nostro scooter e andiamo a Nai Harn Beach, una delle spiagge più a sud di Phuket. Il pranzo di Natale è a base di delizie di cucina thai, mangiamo come si deve spendendo circa 10 euro a testa. Passiamo il pomeriggio in spiaggia, infine torniamo a Surin per riconsegnare lo scooter e poi in hotel per un ultimo bagno in piscina. Il giorno dopo ci verrà a prendere un minibus precedentemente prenotato, che ci porterà al porto di Phuket. Ancora una volta il dispiacere della fine di una vacanza è alleggerito dal fatto che il nostro viaggio di nozze continua, dal porto di Phuket infatti ci imbarcheremo per Phi Phi Island, una delle isole più famose del mare delle Andamane.

Le sensazioni che ci ha lasciato Phuket sono assolutamente positive: un mare da sogno, persone splendide che sorridono sempre, vita notturna di primo livello e l’impressione che Phuket sia un riassunto dell’intera Thailandia.

La quinta volta a Barcellona, la prima sotto Natale

la-ramblaSiamo a Dicembre, fa freddo, e ci ritroviamo dei giorni liberi a ridosso del Natale. Ci imbattiamo quindi in una ottima offerta di Vueling per Barcellona, decidiamo di approfittarne ed eccoci all’aeroporto di Firenze, pronti all’imbarco sul volo che in un’ora e mezzo ci porterà nella bella capitale catalana. Atterriamo presso il moderno terminal 1 dell’aeroporto El Prat, saliamo su una delle frequenti navette ed eccoci arrivati in Plaza Catalunya.

Abbiamo trovato un hotel favoloso sfruttando un’offerta irripetibile su Booking.com, un bellissimo 3 stelle di design, il Barcelona House, a due passi dalla Rambla e da Placa Real, pagandolo soltanto 90 euro per 3 notti in doppia, meno della metà rispetto al suo prezzo standard. Lo raggiungiamo in 10 minuti a piedi da Plaza Catalunya, il capolinea del bus da e per l’aeroporto.

Per noi è la quinta volta a Barcellona, è una città che amiamo e nella quale ci piace tornare, dunque cerchiamo qualcosa di diverso rispetto alle classiche mete turistiche, già viste e riviste. Ma iniziamo con il classico giro sulla Rambla avendo particolare cura di entrare nel mercato La Boqueria.

Le ultime due volte l’abbiamo trovato chiuso (era domenica), quindi stavolta ci concediamo un’oretta di tempo per esplorarlo e degustare i prodotti tipici, compresi gli ottimi succhi di frutta fresca che si vendono per pochi spiccioli.

Siamo sotto Natale ma il clima è ottimo, il sole splende, il termometro dietro il monumento a Colombo dice 20 gradi, e una sosta sulla Rambla de Mar è irrinunciabile. A pranzo altra tappa fissa di un soggiorno a Barcellona, ossia il Tapa-Tapa. Questo ristorante, seppur turistico, è un’istituzione della città. Situato subito fuori dal centro commerciale Maremagnum, serve tapas freschissime a ogni ora del giorno, è bello sceglierne una decina e condividerle con il partner, in modo da assaggiarle tutte.

Il pomeriggio giriamo senza meta per il quartiere gotico, passiamo dinanzi alla Cattedrale e ne approfittiamo per visitare il mercatino di Natale che si tiene in questo periodo dell’anno nella bella piazza antistante. E’ un po’ strano avere a che fare con un mercatino di Natale senza freddo e neve, senza cibi o bevande riscaldanti. Ma l’atmosfera è comunque molto bella, e i prodotti in vendita sono molto carini. Si fa sera, e passeggiamo attraverso le strade illuminate della città per gustarci ancora l’atmosfera natalizia che ci circonda.

Bordeaux: tra vino, natura e bellezze architettoniche

[wp_geo_map]

La compagnia low cost Volotea si è da poco insediata all’aeroporto di Firenze, mettendo in atto ottimi prezzi per raggiungere le sue destinazioni: optiamo per Bordeaux, in Francia, meno di 50 euro a testa per l’andata e ritorno, per un weekend di giugno all’insegna del buon vino, dei bei paesaggi e dell’arte. L’atterraggio è previsto per la sera tardi del giovedì, dunque per la prima notte optiamo per un hotel vicino all’aeroporto.

Il giorno seguente lasciamo l’hotel e ci dirigiamo verso il centro città, abbiamo prenotato l’Ibis Budget situato subito ai margini della zona pedonale, ma la sorpresa più gradita ce la mette a disposizione il comune di Bordeaux: pagando un euro al giorno abbiamo accesso illimitato a tutte le biciclette della città, possiamo prenderle e riconsegnarle ovunque presso le apposite stazioni, con l’unico vincolo di usarla ogni volta per meno di mezz’ora.

Una di queste stazioni è proprio sotto il nostro hotel, dunque saliamo sulle bici e partiamo per l’esplorazione del centro storico. Passiamo davanti alla cattedrale, lasciamo la bici nella bella Place Gambetta e ci facciamo a piedi la via dello shopping fino ad arrivare al bellissimo teatro dell’opera. La mobilità piedi-bici ci consente di godere della città e di risparmiare tempo, nonostante tutto a Bordeaux è presente un ottimo sistema di tram che porta più o meno ovunque.

Mangiamo pranzo e cena nelle belle brasserie della città, eleganti, alla moda e non così costose come pensavamo. Il vino naturalmente fa da padrone: la regione di Bordeaux è una delle zone vinicole più importanti a livello europeo, e il prodotto finale è veramente di alto livello.

Il giorno seguente decidiamo di percorrere il lungofiume (la Garonna) con le bici, fino ad arrivare ad un bell’outlet all’aria aperta. Shopping di rito e pranzo in uno dei ristoranti della zona condito da ottimo vino locale, poi torniamo indietro fino ad arrivare a Place de la Bourse (Piazza della Borsa). La piazza è semicircolare, di un’architettura classica molto piacevole, ma oltre la strada c’è uno specchio d’acqua che crea riflessi e giochi di luce eccezionali. I bambini della zona si divertono a passare sopra l’acqua coi loro monopattini, l’atmosfera è gioviale e piacevole, e tornandoci di sera si possono fare delle fotografie da urlo.

bordeaux

Per l’ultimo giorno a Bordeaux abbiamo in mente una gita fuori porta un po’ particolare: alla stazione ci attende un’auto a noleggio che consegneremo direttamente all’aeroporto a fine giornata, partiamo dunque in direzione Oceano Atlantico, per la precisione verso la duna di Pyla. Questa duna naturale, la più alta d’Europa, è situata direttamente sull’Oceano, è possibile salirci ed è una delle destinazioni turistiche naturali più apprezzate della zona. Il panorama che si ammira dalla sommità della duna è incommensurabile, di fronte l’oceano, alle spalle la foresta, mentre guardando in direzione parallela al mare sembra di essere in mezzo al deserto.

dune-du-pyla

Dopo un pranzo in uno dei ristoranti turistici della zona ci dirigiamo verso Arcachon, nota meta di villeggiatura presa d’assalto dai francesi in questo periodo dell’anno. Il lungomare è assolutamente delizioso, così come deliziosi sono i suoi negozietti della strada dello shopping. In città c’è una bella spiaggia, il clima sarebbe ideale per un bagno e per un po’ di relax al sole, ma purtroppo dobbiamo tornare a casa. Ci dirigiamo dunque verso l’aeroporto di Bordeaux, lasciamo l’auto a noleggio e ci imbarchiamo sul Boeing 717 di Volotea che dopo un paio d’ore ci riporta a Firenze e alla quotidianità.

48 ore tra le leggende dell’Inghilterra e del Nord Irlanda

Nord Irlanda

Era da tempo che avevo in mente un viaggio del genere: abbinare due mete storico-naturalistiche come Stonehenge, in Inghilterra, e le Giant’s Causeway, formazione rocciosa unica al mondo in Irlanda del Nord.

Purtroppo impegni lavorativi e problemi burocratici ci impediscono di organizzare il viaggio con calma e non abbiamo tempo a disposizione, dunque parte una ricerca spasmodica delle combinazioni di voli, treni e hotel che consentono di visitare questi due landmark del Regno Unito in un weekend a cavallo di Ferragosto.

Il piano in teoria è semplice: atterraggio a Londra, visita di Stonehenge, trasferimento aereo a Belfast, visita delle Giant’s Causeway e ritorno in aereo a Londra.

Prima difficoltà: da Londra non dovremo tornare a casa, ma voleremo a Tirana, per assistere ad un matrimonio di amici albanesi.

Incastrare tutti i voli minimizzando i costi non è semplice, i transfer aeroporto-città sono costosi e raggiungere Stonehenge e le Causeway da Londra e Belfast non pare così immediato: mettere insieme i pezzi del puzzle è stato difficile ma anche entusiasmante, ci aiuta non poco il fatto che Londra possiede 5 aeroporti, abbiamo scelta a sufficienza.

Stonehenge, England, UK

Partenza dopo il lavoro, mercoledì 14 agosto alle ore 22:15 dall’aeroporto di Pisa. La tratta è classica: Pisa-Stansted. Atterriamo prima di mezzanotte e prendiamo la navetta Terravision che per una decina di sterline ci deposita a Victoria Station. Qui vicino c’è il Belgrave House Hotel, acchiappato al volo a 25 sterline a notte per un’offerta nascosta sul sito ufficiale (su Booking costava il doppio), prendiamo possesso della stanza ed è già ora di dormire.

Il mattino dopo parte il tour guidato di Stonehenge, che in realtà comprende soltanto viaggio a/r in pullman e guida a bordo, la visita del famoso sito archeologico è libera. Optiamo per il tour sia perchè ci passa a prendere in hotel, sia perchè il costo è persino minore di treno per Salisbury (la città più vicina a Stonehenge) più autobus per raggiungere il sito. Dopo un paio d’ore di viaggio tra le campagne inglesi arriviamo a Stonehenge, è veramente bellissimo e la leggera pioggerellina e le tipiche nuvole inglesi gli donano un’atmosfera magica. Giriamo due volte attorno ai cerchi di pietra con le audioguide, facciamo foto splendide e guardiamo e ammiriamo ancora e ancora queste rocce disposte lì chissà come e chissà quando.

Torniamo a Londra per pranzo, abbiamo prenotato il volo Londra-Belfast con Easyjet in serata dunque abbiamo tutta la giornata a disposizione, che passiamo visitando i luoghi essenziali della città: il Parlamento, Trafalgar Square, Piccadilly Circus, Buckingham Palace. Torniamo a Victoria attorno all’ora di cena per prendere il Gatwick Express, il treno rapido (prenotato in anticipo per sfruttare una super offerta delle ferrovie inglesi) che in poco più di mezz’ora ci porta all’aeroporto di Gatwick. Controlli, imbarco e via verso l’Irlanda del Nord!

Arriviamo a Belfast in serata, l’autobus dall’aeroporto ferma davanti al municipio, da lì una breve camminata ci porta al Linen House Hostel, prenotato via mail a 20 sterline per una notte. La mattina seguente ci aspetta il tour per le Giant’s Causeway prenotato con Allens Tours: partirà alle 9:30, dunque sveglia prestissimo per vedere la città: giriamo a piedi e non è niente male, passiamo per la Cattedrale, per il porto, per la via dello shopping, per l’Albert Memorial, per il bellissimo municipio. Vorremmo rimanere un po’ di più a Belfast per viverla bene in questa bella giornata di sole, ma il tour parte alle 9:30.

Prima tappa: Carrickfergus e il suo straordinario castello sul mare. La giornata è ottima e la luce è perfetta per fare splendide foto. Proseguiamo in autobus attraverso paesaggi da favola, prati verdissimi e villaggi incantati, e sostiamo per visitare il Carrick-A-Rede rope bridge, che senza dubbio è stata la sorpresa dell’intero viaggio: un ponte sospeso che collega alla terraferma un isolotto, costruito dai pescatori. L’acqua del mare è caraibica, il contrasto con il verde dei prati e delle colline circostanti è veramente indescrivibile, il paesaggio intorno è aspro ma favoloso. Risaliamo sul pullman e dopo una rapida sosta per il pranzo arriviamo alle famose Giant’s Causeway, una scogliera composta da oltre 40mila colonne basaltiche esagonali. Non sembra possibile che la natura possa creare queste meraviglie, restiamo incantati un paio d’ore ad ammirare le scogliere che danno sul mare, poi ripartiamo per una breve sosta alla fabbrica di whisky Bushmill’s, uno dei marchi più famosi al mondo. E’ l’ultima tappa della gita, per tornare a Belfast prendiamo l’autostrada, meno di un’ora e siamo in città, è già sera dunque ci dirigiamo verso la stazione degli autobus per prendere il bus che ci porterà all’aeroporto.

Da Belfast torniamo a Londra, sempre con Easyjet ma stavolta verso Stansted, perchè la mattina dopo dovremo salire sul volo Belleair verso Tirana. Per passare la notte a Stansted ci affidiamo al Premier Inn, un ottimo hotel in zona aeroporto prenotato con molto anticipo per avere un discreto sconto sul pernottamento. Il mattino seguente è già il 17 agosto, la nostra esperienza nel Regno Unito è finita, ci lascerà dei bellissimi ricordi e la consapevolezza di aver visto luoghi da favola.

Cinque capitali dell’Est Europa da visitare assolutamente

Di solito quando si pensa all’Europa dell’Est vengono in mente i classici clichè e stereotipi ben radicati nella testa del viaggiatore occasionale. In effetti, si può pensare che senso abbia visitare le capitali dell’Est quando invece Londra, Parigi, Berlino o Amsterdam rendono molto di più.

Ma è vero? Chiaramente no, ci sono città bellissime e allo stesso tempo poco sfruttate dal turismo di massa. Città dove la qualità della vita è alta (avete mai sentito parlare di Unione Europea?), dove le cose da vedere sono moltissime e dove la nightlife è di primo livello. Città dove i rapporti tra le persone sono ancora autentici, dove la vita è stata dura ma che adesso sta sbocciando con forza. Se questo non bastasse, provate a confrontare prezzi di hotel e ristoranti, e capirete come mai l’Est Europa è una meta davvero da non sottovalutare.

Tallinn

Più Nord che Est Europa, la capitale dell’Estonia ha molto in comune con la Finlandia, dalla quale è divisa attraverso l’omonimo golfo. Tallinn è una città moderna e all’avanguardia, tuttavia mantiene un delizioso centro storico medievale completamente pedonale. L’Estonia ha da poco introdotto l’Euro e i prezzi stanno salendo, ma approfittatene finchè siete in tempo.

Riga

La città più importante dei tre stati baltici, la capitale lettone Riga è un concentrato di arte e divertimento. Nota per la sua vita notturna trasgressiva ma anche per essere iscritta nell’elenco dei Patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO, a Riga non ci si annoia mai. Le possibilità sono infinite, i prezzi sono decisamente abbordabili e senza dubbio è una città veramente bellissima.

Bratislava

Capitale della Slovacchia, purtroppo Bratislava ha sempre vissuto all’ombra dei vicini più importanti: all’epoca della Cecoslovaccha soffriva la rivalità di Praga, mentre adesso è pericolosamente vicina a Vienna, che ha un appeal decisamente diverso nei confronti del turista. Ma concedete a Bratislava il tempo che si merita: è una capitale giovane, dinamica e con un bellissimo centro storico pedonale, sormontato da uno splendido castello e costeggiato dal Danubio.

Sofia

La capitale della Bulgaria è una città particolare: in molte zone si respira ancora un’aria post-sovietica, sembra di essere tornati indietro nel tempo. Ma ci sono anche diverse gemme nascoste, a cominciare dalla Cattedrale di Aleksandăr Nevski, alta 45 metri e risalente alla fine del 1800. Sofia è una città universitaria, dunque è piena di giovani e di divertimenti, ad ogni ora del giorno e della notte.

Zagabria

La capitale croata è la più giovane dell’Unione Europea: la Croazia ha infatti ufficializzato l’importante annessione soltanto il 1 luglio 2013. Zagabria è una città grande, conta quasi un milione di abitanti, ma resta una città a misura d’uomo, grazie al suo centro storico molto ben conservato, dal quale partono le arterie commerciali della città, piene di negozi e mercati.