Una passeggiata da brivido sulla CN Tower a Toronto

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Passeggiare nel vuoto a 400 metri d’altezza legati con un cavo d’acciaio e godere di un panorama incredibile a 360°. Questa è la particolare passeggiata offerta dall’azienda proprietaria della CN Tower di Toronto che ha aperto le prenotazioni per questa che letteralmente definisce “Passeggiata sul Bordo” (Edge Walk).

La CN Tower

La CN Tower o più precisamente la Canadian National Tower con i suoi 553 metri è la terza torre per le telecomunicazioni del Mondo (fino al 2007 era la prima) e rappresenta la principale attrazione di Toronto.

Venne costruita negli anni 70 (1973- 1976) dall’ente nazionale che gestiva il sistema ferroviario e delle telecomunicazioni canadesi per poter trasmettere segnali radio-televisivi sulle lunghe distanze e per dotare la città, in forte sviluppo, di una attrazione mondiale per i turisti. A tal fine, fin dall’inizio nel progetto venne inserito un enorme sfera in acciaio e cemento, situato alla quota di 342 metri, per ospitare 4 piani di locali e strutture per i turisti.  Successivamente negli anni 90 la torre, divenuta comunque un importante riferimento della città, venne ceduta ad una società privata che tutt’oggi la gestisce.

Dall’alto della CN Tower è possibile osservare un panorama a 360° eccezionale, non solo di tutta la città di Toronto, ma godere anche di una spettacolare veduta sul lago Ontario fino alla città di Detroit  mentre a nord l’immensa pianura che porta fino alla baia di Hudson. La sfera compie una rivoluzione completa su se stessain 90 minuti, ed attualmente ospita dei bar, un ristorante panoramico e dei punti di osservazione come il Glass Floor, una terrazza sul vuoto con il pavimento fatto da spessi vetri.

Edge Walk

Una delle ultime novità è una una stretta passerella esterna che circonda la torre all’altezza di 356m dove è possibile passeggiare con una guida ed opportunamente imbracati e saldi ai cavi di sicurezza. Una passeggiate che dura 20-30minuti sicuramente da brivido, come forse lo è anche il prezzo.

Infatti la passeggiata, che va anticipatamente prenotata, ha un costo di circa 175$, ma forse per gli amanti del brivido non è troppo, anche perché nel biglietto sono inclusi il certificato di partecipazione, la stampa di una foto ed un video che testimonierà la vostra impresa. Il sito ufficiale della torre, dove effettuare la prenotazione on-line è questo: www.edgewalkcntower.ca

Zavicon Island: un’isola davvero particolare

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Con Zavicon Island ci si riferisce ad una coppia di isolette collegate da un ponte, che fanno parte di un arcipelago composto da oltre 1000 isole (cono 1793) che si trova nel Saint Lawrence River tra lo stato di New York negli Stati Uniti e la regione dell’Ontario in Canada, a poco più di 300Km da Toronto.

Le isolette dell’arcipelago sono tutte molto piccole, a volte popolate da una sola abitazione a volte nessuna. La coppia di isolotti di Zavicon “tradizionalmente” segna  il confine tra il Canada e gli Stati Uniti, ma ciò avviene in un modo molto particolare: difatti l’isola maggiore di Zavicon si trova in Canada, mentre l’isola minore, detta anche Little Zavikon Island si trova negli Stati Uniti. Questa particolarità sicuramente fa entrare Zavicon nella classifica delle frontiere più strane del Mondo, ma ciò non basta, infatti, il ponticello che collega i due isolotti rappresenta il ponte internazionale più piccolo del Mondo.

La leggenda raccontata dalle guide locali, vuole che l’abitante della casa dell’isola di Zavicon avesse il giardino dall’altro lato del ponte e quando litigava con la moglie attraversava il ponte ed aveva istruito il doganiere sul ponte a non far oltrepassare il confine alla moglie.

zavicon island

Come arrivarci?

L’isola oggi è privata e non è visitabile, ma è possibile osservarla ad occhio nudo o con un binocolo, da uno dei punti di osservazione del parco nazionale delle Thousand Islands (in Canada). Probabilmente non vale la pena organizzare un viaggio solo per vedere Zavicon, ma se vi trovate nei dintorni…non potete perdervela. Il parco nazionale dista circa 300Km da Toronto o da Montreal.

zavicon bridge

Atene, breve guida all’Acropoli

Se avete l’occasione di recarvi ad Atene, la visita alla straordinaria bellezza dell’Acropoli, probabilmente il monumento più importante della Grecia, è pressochè obbligata. Ma cosa è l’Acropoli? E perchè è considerato come il monumento – simbolo della penisola ellenica?

 

L’Acropoli di Atene è, innanzitutto, l’acropoli greca più famosa del mondo: situata a più di 150 metri sul livello del mare, patrimonio dell’umanità dell’Unesco da quasi 30 anni, l’Acropoli trae origine da alcune costruzioni del VII secolo a.C., e ben presto diventa il cuore religioso della capitale.

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L’ingresso di tale monumento diffuso è situato nel lato occidentale, dal quale si può accedere dopo una salita a piedi. Il nostro consiglio di viaggio è certamente quello di recarvi immediatamente nella parte più elevata dell’Acropoli, cercando di percorrere il percorso originario, quello circolare, un tempo pressochè abbandonato, e oggi ripristinato per scopo turistico. Una volta che avrete toccato la sommità della rocca, è possibile dare uno sguardo allo straordinario e impagabile panorama e, quindi, scendere verso i singoli e specifici monumenti.

 

Tra le massime eccellenze interne all’Acropoli – sebbene sia ben difficile cercare di individuare una scala gerarchica di bellezza in questo patrimonio dell’umanità – non possiamo naturalmente che indicare il Partenone, un tempio dorico dedicato alla dea Atena, e considerato storicamente come una delle realizzazioni più belle di tutte l’architettura greca classica. Il suo nome deriva dalla dea Atena Parthenos, una cuisa statua era ospitata nella stanza orientale. Di grandissimo fascino è anche il tempio della dea Atena Nike, posizionato sul lato ovest dell’Acropoli, a pochi metri dallo strapiombo: è un tempietto piuttosto piccolo, realizzato dallo stesso autore del Partenone, con interessanti bassorilievi.

 

Imperdibile è infine una riflessione sul teatro di Dionisio, il più antico teatro stabile di tutto il mondo classico, utilizzato da alcuni dei più noti autori di teatro greci (da Eschilo a Aristofane), che mettevano in scena i loro testi proprio in occasione delle festività dedicate a Dionisio. L’edificazione del teatro è riconducibile intorno al V secolo a.c. e, pertanto, successivamente alla costruzione del santuario di Dionisio.

Viaggio nell’enogastronomia di Asti

Se volete trascorrere un fine settimana particolarmente appagante sotto il profilo enogastronomico, Asti potrà certamente rappresentare una soddisfazione garantita per i palati più esigenti e per tutti coloro che desiderano sperimentare le prelibatezze culinarie del Piemonte.

 

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Per quanto riguarda ad esempio i vini, le colline astigiane sono tra le più note d’Italia in termini di produttività enologiche. Il maggior vitigno è quello del Moscato Bianco o del Moscato di Canelli, da cui si ottiene un ottimo spumante e degli straordinari passiti. Gli amanti della Malvasia potranno invece abbracciare le produzioni di quella di Casorzo e di Castelnuovo Don Bosco. Da non sottovalutare è inoltre il vitigno di Brachetto, e le produzioni enologiche della zona di Acqui Terme. Se – come noi – amate i rossi, la produzione più celebre e diffusa è quella della Barbera. Ottimi sono anche i livelli qualitativi del Dolcetto o del Ruché, del Grignolino e della Freisa. Sul fronte dei bianchi, prevalente è la produzione del Cortese.

 

Terminata la panoramica sui vini, perchè non abbinare un buon formaggio? Le aree di Asti sono sinonimo della robiola (qcome quella di Roccaverano o di Cocconato), formaggio fresco particolarmente prelibato. Complessivamente, la zona di Asti può garantire degli ottimi piatti a prevalente base di carne (manzo, asino, lepre, maiale). In abbinamento, è possibile fruire delle prelibatissime trifule, i tartufi locali.

 

Infine, un cenno di particolare merito è riconducibile a uno dei sinonimi di eccellenza della cucina piemontese semplice e genuina: la bagna cauda (salsa calda). Si tratta di una specialità gastronomica realizzato prevalentemente in autunno e in inverno, e che si basa su “fondamenta” di aglio, olio extra vergine di oliva, acciughe dissalate, il tutto ridotto a salsa attraverso cottura. In tale salsa generalmente si intingono delle verdure di stagione (meglio se colte nelle campagne e nei territori del luogo), come peperoni crudi, foglie di cavolo, cipolle cotte, patate a vapore, rapanelli, rape, cardi e tanto altro ancora.

 

Considerato che abbiamo aperto questo approfondimento parlando di vini… perchè non accompagnare la bagna cauda con un bel vino rosso, come il già ricordato Barbera?

Colori e Profumi dell’India al Mercato dei fiori di Bangalore

Colori e profumi caratterizzano questo spettacolare mercato di fiori che si svolge tutti i giorni nel quartiere popolare City Market nel cuore di Bangalore in India. Bangalore è la capitale della regione del Karnataka, fuori da i percorsi turistici, ma al centro di quelli economici, essendo diventata in pochi anni la silicon valley indiana. Nella città, come in tutta l’India sono molto vive le tradizioni e i rituali legati alla principale religione del Paese, l’induismo; proprio per rispettare  gli stessi quotidianamente migliaia di grossisti e commercianti prendono parte a questo attivissimo mercato dove è possibile comprare boccioli di fiori a peso o a metro.

 

Dove si trova

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Giovani in vacanza, l’età del primo viaggio è sempre più bassa

Secondo quanto riferiscono gli ultimi dati forniti dall’Osservatorio nazionale sul turismo giovanile di Children’s Tour, nel corso del 2013 sarebbero stati oltre 5 milioni i nuclei familiari che hanno effettuato una vacanza con i propri figli, generando un movimento complessivo di persone che supera i 17 milioni di unità. Di questa immensa platea, ben 7,8 milioni sono i ragazzi che hanno effettuato almeno una vacanza: di contro, le famiglie che hanno rinunciato alle vacanze con i bambini sono solamente il 3%.

 

I dati resi noti dall’Osservatorio confermano pertanto che la cultura del viaggio è sempre più frequente tra i nuclei familiari italiani e che, nonostante la crisi, la tendenza a favorire gli spostamenti dei più piccoli sembrerebbe essere in deciso aumento.

londra turistaoggi.it

È lo stesso Osservatorio, ad esempio, a ricordare come nel corso degli ultimi anni si sarebbe registrato un progressivo aumento nella propensione a scegliere delle mete estere come destinazione della propria vacanza: nel 2011 solamente il 16% delle famiglie progettava un viaggio al di fuori dei confini nazionali, contro il 20% del 2012 e il 22% dello scorso anno.

 

Ma dove si recano le famiglie con bambini e giovani al seguito? La meta preferita è sempre Londra: la capitale inglese può garantire il giusto mix tra il divertimento ricercato dalle più giovani generazioni, e l’approfondimento di un mondo culturalmente vario e profondo. A seguire vi è un’altra capitale europea, Parigi, che continua a consolidare il proprio appeal nei confronti delle famiglie tricolori.

 

Per quanto invece concerne i viaggi compiuti all’interno dei confini nazionali, il mare è la scelta preferita dalle famiglie con bambini nel 62% delle ipotesi, mentre solamente l’11% delle famiglie con pargoli al seguito avrebbe optato per una montagna. Pertanto, a regnare tra le regioni più gettonate vi sarebbero la Puglia, la Sicilia e la Sardegna, mentre per quanto attiene i viaggi verso la montagna, a dominare la lista delle mete più attrattive sono Trentino Alto Adige, Lombardia e Abruzzo.

 

Infine, per quanto attiene i viaggi compiuti dai bambini senza la “scorta” di mamma e papà, nel 15% delle famiglie italiane i bambini sono già andati in viaggio da soli, per un totale di 1,4 milioni di minori.

Giappone: l’inizio della primavera e la meraviglia del sakura

Giapppone_SakuraSi chiama sakura, ed è l’equivalente del nostro ciliegio. Per i giapponesi, tuttavia, è molto di più: è l’albero la cui fioritura dà ufficiosamente il via alla primavera, regalando degli spettacoli naturalistici che hanno ben pochi eguali in tutto il mondo. Il sakura, unitamente all’hanami (ovvero, l’osservazione dei fiori) rappresentano per i giapponesi un momento di massima contemplazione, riproponendo, anno dopo anno, una tradizione che si rinnova da più di 1.000 anni, ed è oggi molto sentita tra tutte le generazioni. Ma da dove nasce la tradizione di osservare e contemplare i fiori durante l’inizio della primavera?

La leggenda dell’hanami

I ciliegi giapponesi hanno origine da Yoshino, una città le cui colline, all’inizio della primavera, si colorano di rosa a causa della fioritura di tali alberi. Secondo la leggenda, gli stessi furono piantati nel VII secolo d.c. da En-no-Ozuno, un sacerdote che aveva scagliato una maledizione contro chiunque avesse osato abbatterli.

Anche se la maledizione è oggi una semplice credenza popolare, da quel momento in poi, nessuno ha effettivamente agito in senso contrario e, anzi, i ciliegi si sono diffusi in gran parte del Paese, dando altresì vita a numerose varianti.

Dove osservare i ciliegi in fiore in Giappone

Sulla base di quanto abbiamo sopra espresso, è facile comprendere che la primavera sia uno dei momenti ideali per visitare il Giappone. Se pertanto avete l’opportunità di recarvi nel Paese in questo frangente temporale, vi sono alcuni luoghi che non potete assolutamente saltare: il Parco Maruyama a Kyoto, e il Parco di Ueno, a Tokyo, sono certamente i due parchi cittadini nei quali ammirare i paesaggi più sensazionali.

Se avete il tempo di fare un’escursione fuori porta, potete invece recarvi al Castello di Himeji, nella prefettura di Hyogo. Conosciuto con il nome di airone bianco per il suo aspetto esteriore (di bianco brillante) è certamente uno dei monumenti architettonici che meglio riescono a simboleggiare il cambiamento del tempo contraddistinto dalla fioritura dei ciliegi.

La meta preferenziale è tuttavia il Castello di Hirosaki, nella prefettura di Aomori, che tra fine aprile e i primi di maggio ospita la Festa dei Ciliegi in Fiore.