Timbuctu, cuore dell’Africa sahariana

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Timbuctu è una antichissima città del Mali, nell’Africa Sahariana, dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e, per lungo tempo, candidata come una delle sette meraviglie moderne.

 

Sebbene la città di Timbuctu abbia un’origine molto remota, il massimo dello splendore l’area la raggiunse tra il ‘300 e il ‘500, quando la zona divenne un fondamentale perno del mondo culturale e commerciale arabo: le sue ricchezze d’oro, i preziosi e alcune leggende che ispirarono diversi artisti, contribuirono a creare un’atmosfera mitica intorno a Timbuctu, tanto che fino a 200 anni fa in Europa si discuteva ancora della sua reale esistenza. Solamente una spedizione guidata da Mungo Park e, ancor di più, i resoconti redatti da Rene Caillié, ruppero il mistero.

 

Ad oggi, la città ha ben poco delle ricchezze e dei fasti dell’epoca, ma ha mantenuto un profondo patrimonio culturale rappresentato, simbolicamente e sostanzialmente, dalla presenza di 700 mila manoscritti arabo – islamici appartenenti al periodo compreso tra il XIII e il XVI secolo.

Strutturalmente, Timbuctu possiede un fascino difficilmente equiparabile: la maggior parte delle strutture sono costruite con il fango, e garantiscono al panorama cittadino degli scorci praticamente inimitabili. Il fatto che la città si trovi in una zona desertica, in cui le pioggie sono pressochè pari allo zero, garantisce alle costruzioni antichissime dell’area urbana una solidità invidiabile.

 

In ogni caso, chi vuole viaggiare verso Timbuctu farebbe bene a prepararsi di pazienza e… “coraggio”. Il tour verso questo straordinario luogo africano non è infatti consigliato a tutti, valutato che la città si trova a pochi chilometri dal fiume Niger, nell’area sud occidentale del deserto del Sahara, lontana da altre città e circondata da sabbia e da una piantura arida. A peggiorare il contesto, il fatto che la zona sia giudicata a forte rischio a causa del conflitto del Mali del Nord, le cui turbolenze sono spesso proprio arrivate a Timbuctu: nel 2012 sono stati distrutti alcuni edifici (tra cui un santuario) e diverse strutture precedentemente dichiarate patrimonio dell’Umanità; qualche anno prima altre incursioni avevano distrutto manoscritti e antichissimi resti della civiltà di un tempo.

 

Zanzibar, viaggio nell’arcipelago della Tanzania

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Zanzibar è uno straordinario arcipelago situato in Tanzania, e composto da Unguja e Pemba (le due isole principali) e tante isole minori, in gran parte pressochè inaccessibili. Dal significato evocativo (“Zanzibar” significa “terra dei negri” nell’antico persiano, ma anche “terra delle spezie”), l’arcipelago è un vero e proprio centro di unione di diverse rotte commerciali che conducevano – e conducono – in Medio Oriente, in India e in Cina.

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Turisticamente, Zanzibar è bagnata è bagnata dalle cristalline acque dell’Oceano Indiano, le cui azzurre onde si infrangono su bianche spiagge costellate da una fitta vegetazione incontaminata: un vero e proprio paradiso terrestre, del quale non farete certamente tardi ad innamorarvi. Per quanto attiene le mete più interessanti da visitare, un cenno di particolare pregio, proprio in virtù dell’accennato afflusso di diverse esperienze e culture commerciali, spetta certamente a Stone Town, un seducente borgo nel quale scoprire un’architettura varia (contraddistinta da profonde influenze arabe, indiane, europee, africane). Qui potrete assaporare le prelibatezze estetiche della Beit el-Ajaib, le cui porte – si narra – sono le più grandi di tutta l’Africa orientale. Dalla Casa delle Meraviglie (questo il significato di Beit el-Ajaib) al Palazzo del Museo (Beit el-Sahel) la strada non è poi tante: una volta giunti potrete scorgere un monumentale edificio che fino alla metà degli anni ’60 fu sede della residenza del sultano. Oggi adibito a  museo sull’epoca del sultanato, è una delle mete culturalmente più profonde di Zanzibar. Tra gli altri luoghi da visitare, il Vecchio Forte, una struttura massiccia a bastioni, costruita dagli arabi omani su una vecchia cappella portoghese.

Dalla città potrete altresì organizzare delle stupende escursioni in una delle numerose isole che sorgono al largo dei territori principali. Tra le tante, una delle più conosciute è certamente Changuu, che ospita numerose tartarughe giganti.

 

Per quanto infine riguarda il momento “giusto” per andare a Zanzibar, sappiate che la risposta è molto semplice: in qualsiasi momento dell’anno è possibile recarsi nell’arcipelago, godendo di un clima sempre piuttosto gradevole. Il picco dei flussi turistici viene comunque riscontrato tra giugno e ottobre: ne consegue che, se desiderate un po’ di tranquillità, è certamente meglio programmare un viaggio a Zanzibar tra dicembre e marzo.