Thailandia per due a marzo

Buddha-distesoLasciamo l’auto al parcheggio JetPark (jestpark.it) e partiamo dall’aeroporto di Milano Malpensa con la compagnia Thai Airways. Il volo Milano-Bangkok dura circa 12 ore. Una volta arrivati all’aeroporto occorre sbrigare le operazioni burocratiche, dopodiché è possibile ritirare i bagagli.

Per il transfer a Bangkok, avevamo prenotato un servizio transfer fornito dall’hotel presso il quale abbiamo alloggiato, il New Siam River Side (http://www.newsiam.net/ns/newsiam4.php). L’hotel è bello e non eccessivamente costoso. La prima colazione è abbondante e varia, è possibile usufruire di un servizio di massaggi e c’è anche la piscina. A Bangkok conviene spostarsi in taxi, i taxisti sono molto cordiali e generalmente si riesce a comunicare bene in inglese. Accordatevi sul prezzo della corsa prima di salire a bordo o chiedete di accendere il tassametro.

Un altro modo per spostarsi in città è il tuk-tuk, pittoresco taxi a tre ruote utilizzato in tutta l’Asia. Nonostante il fuso orario, le gambe gonfie ed un certo senso di stordimento, decidiamo di uscire, fermiamo un taxi e ci dirigiamo al Chatuchak Weekend Market di Bangkok, dove si trova veramente di tutto. Torniamo in hotel, ci concediamo un tuffo in piscina ed un thai massage. La sera usciamo ed andiamo a cena al ristorante del Navalai River Resort.

Il secondo giorno ci alziamo presto, completamente ritemprati, facciamo colazione e, con il Chao Praia Express, comodo, panoramico ed economico servizio di battelli sul fiume, arriviamo in zona Palazzo Reale. Alla fermata troviamo un mercatino pieno di cose da mangiare. Arriviamo al Palazzo Reale ed ammiriamo la magnificenza dei templi, un tripudio di oro, maioliche colorate, mosaici di specchi che splendono sotto i raggi del sole. Ci dirigiamo poi a Wat Po, dove ammiriamo il famoso Buddha disteso, che ci lascia a bocca aperta per le sue dimensioni. Si sente un tintinnio continuo e si tratta delle monetine che i devoti fanno cadere una alla volta nelle ciotole di metallo disposte in fila lungo la statua. Facciamo uno spuntino e con il tuk-tuk ci dirigiamo presso James Fashion International, un noto negozio di sartoria dove è possibile farsi fare abiti, camicie e cappotti su misura, con materiali pregiati ed a prezzi del tutto accessibili. Torniamo in hotel e ci concediamo un altro thai massage. Alla sera ci dirigiamo a Khao San Road dove ci diamo agli acquisti folli. Io compro un trolley nuovo, che riempiremo di vestiti, maglie e quant’altro.

Il terzo giorno andiamo a vedere il centro commerciale MBK Center ed il Siam Center, e nel pomeriggio torniamo in aeroporto per prendere il volo interno per Krabi. Arriviamo a Krabi in serata ed all’uscita dell’aeroporto troviamo il pullmino che ci porterà all’hotel in città. Arriviamo al Krabi Seaview Hotel (http://www.krabicityseaviewhotel.com/), lasciamo i bagagli in camera e facciamo due passi sulla strada pedonale che costeggia la foce del fiume e ci imbattiamo in una serie di bancarelle di cibo. Ci sediamo ad un tavolino sgangherato su sgabelli precari e mangiamo i gamberi più deliziosi che ci siano capitati da quando siamo arrivati in Thailandia.
Continua…

La quinta volta a Barcellona, la prima sotto Natale

la-ramblaSiamo a Dicembre, fa freddo, e ci ritroviamo dei giorni liberi a ridosso del Natale. Ci imbattiamo quindi in una ottima offerta di Vueling per Barcellona, decidiamo di approfittarne ed eccoci all’aeroporto di Firenze, pronti all’imbarco sul volo che in un’ora e mezzo ci porterà nella bella capitale catalana. Atterriamo presso il moderno terminal 1 dell’aeroporto El Prat, saliamo su una delle frequenti navette ed eccoci arrivati in Plaza Catalunya.

Abbiamo trovato un hotel favoloso sfruttando un’offerta irripetibile su Booking.com, un bellissimo 3 stelle di design, il Barcelona House, a due passi dalla Rambla e da Placa Real, pagandolo soltanto 90 euro per 3 notti in doppia, meno della metà rispetto al suo prezzo standard. Lo raggiungiamo in 10 minuti a piedi da Plaza Catalunya, il capolinea del bus da e per l’aeroporto.

Per noi è la quinta volta a Barcellona, è una città che amiamo e nella quale ci piace tornare, dunque cerchiamo qualcosa di diverso rispetto alle classiche mete turistiche, già viste e riviste. Ma iniziamo con il classico giro sulla Rambla avendo particolare cura di entrare nel mercato La Boqueria.

Le ultime due volte l’abbiamo trovato chiuso (era domenica), quindi stavolta ci concediamo un’oretta di tempo per esplorarlo e degustare i prodotti tipici, compresi gli ottimi succhi di frutta fresca che si vendono per pochi spiccioli.

Siamo sotto Natale ma il clima è ottimo, il sole splende, il termometro dietro il monumento a Colombo dice 20 gradi, e una sosta sulla Rambla de Mar è irrinunciabile. A pranzo altra tappa fissa di un soggiorno a Barcellona, ossia il Tapa-Tapa. Questo ristorante, seppur turistico, è un’istituzione della città. Situato subito fuori dal centro commerciale Maremagnum, serve tapas freschissime a ogni ora del giorno, è bello sceglierne una decina e condividerle con il partner, in modo da assaggiarle tutte.

Il pomeriggio giriamo senza meta per il quartiere gotico, passiamo dinanzi alla Cattedrale e ne approfittiamo per visitare il mercatino di Natale che si tiene in questo periodo dell’anno nella bella piazza antistante. E’ un po’ strano avere a che fare con un mercatino di Natale senza freddo e neve, senza cibi o bevande riscaldanti. Ma l’atmosfera è comunque molto bella, e i prodotti in vendita sono molto carini. Si fa sera, e passeggiamo attraverso le strade illuminate della città per gustarci ancora l’atmosfera natalizia che ci circonda.

Bordeaux: tra vino, natura e bellezze architettoniche

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La compagnia low cost Volotea si è da poco insediata all’aeroporto di Firenze, mettendo in atto ottimi prezzi per raggiungere le sue destinazioni: optiamo per Bordeaux, in Francia, meno di 50 euro a testa per l’andata e ritorno, per un weekend di giugno all’insegna del buon vino, dei bei paesaggi e dell’arte. L’atterraggio è previsto per la sera tardi del giovedì, dunque per la prima notte optiamo per un hotel vicino all’aeroporto.

Il giorno seguente lasciamo l’hotel e ci dirigiamo verso il centro città, abbiamo prenotato l’Ibis Budget situato subito ai margini della zona pedonale, ma la sorpresa più gradita ce la mette a disposizione il comune di Bordeaux: pagando un euro al giorno abbiamo accesso illimitato a tutte le biciclette della città, possiamo prenderle e riconsegnarle ovunque presso le apposite stazioni, con l’unico vincolo di usarla ogni volta per meno di mezz’ora.

Una di queste stazioni è proprio sotto il nostro hotel, dunque saliamo sulle bici e partiamo per l’esplorazione del centro storico. Passiamo davanti alla cattedrale, lasciamo la bici nella bella Place Gambetta e ci facciamo a piedi la via dello shopping fino ad arrivare al bellissimo teatro dell’opera. La mobilità piedi-bici ci consente di godere della città e di risparmiare tempo, nonostante tutto a Bordeaux è presente un ottimo sistema di tram che porta più o meno ovunque.

Mangiamo pranzo e cena nelle belle brasserie della città, eleganti, alla moda e non così costose come pensavamo. Il vino naturalmente fa da padrone: la regione di Bordeaux è una delle zone vinicole più importanti a livello europeo, e il prodotto finale è veramente di alto livello.

Il giorno seguente decidiamo di percorrere il lungofiume (la Garonna) con le bici, fino ad arrivare ad un bell’outlet all’aria aperta. Shopping di rito e pranzo in uno dei ristoranti della zona condito da ottimo vino locale, poi torniamo indietro fino ad arrivare a Place de la Bourse (Piazza della Borsa). La piazza è semicircolare, di un’architettura classica molto piacevole, ma oltre la strada c’è uno specchio d’acqua che crea riflessi e giochi di luce eccezionali. I bambini della zona si divertono a passare sopra l’acqua coi loro monopattini, l’atmosfera è gioviale e piacevole, e tornandoci di sera si possono fare delle fotografie da urlo.

bordeaux

Per l’ultimo giorno a Bordeaux abbiamo in mente una gita fuori porta un po’ particolare: alla stazione ci attende un’auto a noleggio che consegneremo direttamente all’aeroporto a fine giornata, partiamo dunque in direzione Oceano Atlantico, per la precisione verso la duna di Pyla. Questa duna naturale, la più alta d’Europa, è situata direttamente sull’Oceano, è possibile salirci ed è una delle destinazioni turistiche naturali più apprezzate della zona. Il panorama che si ammira dalla sommità della duna è incommensurabile, di fronte l’oceano, alle spalle la foresta, mentre guardando in direzione parallela al mare sembra di essere in mezzo al deserto.

dune-du-pyla

Dopo un pranzo in uno dei ristoranti turistici della zona ci dirigiamo verso Arcachon, nota meta di villeggiatura presa d’assalto dai francesi in questo periodo dell’anno. Il lungomare è assolutamente delizioso, così come deliziosi sono i suoi negozietti della strada dello shopping. In città c’è una bella spiaggia, il clima sarebbe ideale per un bagno e per un po’ di relax al sole, ma purtroppo dobbiamo tornare a casa. Ci dirigiamo dunque verso l’aeroporto di Bordeaux, lasciamo l’auto a noleggio e ci imbarchiamo sul Boeing 717 di Volotea che dopo un paio d’ore ci riporta a Firenze e alla quotidianità.

48 ore tra le leggende dell’Inghilterra e del Nord Irlanda

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Era da tempo che avevo in mente un viaggio del genere: abbinare due mete storico-naturalistiche come Stonehenge, in Inghilterra, e le Giant’s Causeway, formazione rocciosa unica al mondo in Irlanda del Nord.

Purtroppo impegni lavorativi e problemi burocratici ci impediscono di organizzare il viaggio con calma e non abbiamo tempo a disposizione, dunque parte una ricerca spasmodica delle combinazioni di voli, treni e hotel che consentono di visitare questi due landmark del Regno Unito in un weekend a cavallo di Ferragosto.

Il piano in teoria è semplice: atterraggio a Londra, visita di Stonehenge, trasferimento aereo a Belfast, visita delle Giant’s Causeway e ritorno in aereo a Londra.

Prima difficoltà: da Londra non dovremo tornare a casa, ma voleremo a Tirana, per assistere ad un matrimonio di amici albanesi.

Incastrare tutti i voli minimizzando i costi non è semplice, i transfer aeroporto-città sono costosi e raggiungere Stonehenge e le Causeway da Londra e Belfast non pare così immediato: mettere insieme i pezzi del puzzle è stato difficile ma anche entusiasmante, ci aiuta non poco il fatto che Londra possiede 5 aeroporti, abbiamo scelta a sufficienza.

 StonehengePartenza dopo il lavoro, mercoledì 14 agosto alle ore 22:15 dall’aeroporto di Pisa. La tratta è classica: Pisa-Stansted. Atterriamo prima di mezzanotte e prendiamo la navetta Terravision che per una decina di sterline ci deposita a Victoria Station. Qui vicino c’è il Belgrave House Hotel, acchiappato al volo a 25 sterline a notte per un’offerta nascosta sul sito ufficiale (su Booking costava il doppio), prendiamo possesso della stanza ed è già ora di dormire.

Un weekend in Sassonia a Dresda e Lipsia

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Questo weekend, come del resto gran parte di tutte le nostre vacanze, ha origine da un’ottima tariffa Ryanair verso l’aeroporto di Lipsia, in Germania. Purtroppo partire e tornare da Pisa ci è impossibile, in quanto dovremmo prendere un venerdì di vacanza che a lavoro non ci viene concesso. Decidiamo quindi di partire da Roma Ciampino col volo del sabato mattina, e rientrare il lunedì mattina con il volo Lipsia-Pisa.

Il venerdì sera dunque, dopo l’ufficio, siamo sul treno che ci porterà a Roma. Pernottiamo presso l’Hotel Tokyo, accogliente e situato proprio davanti alla stazione Termini; la mattina seguente prendiamo la navetta Terravision che ci scarica davanti alle partenze dell’aeroporto di Ciampino. Dopo un piacevole volo sopra le Alpi e l’Europa Centrale atterriamo a Lipsia, abbiamo però deciso di incentrare il weekend sulla sua città gemella, la bellissima Dresda, denominata Firenze sull’Elba, molto più attrattiva a livello turistico.

Dall’aeroporto prendiamo dunque il treno che in poco più di un’ora ci porta alla stazione centrale di Dresda. L’hotel prenotato è il A&O Dresden Hauptbahnhof, situato nelle immediate vicinanze della stazione. Il check in è previsto soltanto dopo le ore 14:00, dunque lasciamo i bagagli in una stanza al sicuro e ci avventuriamo per una prima esplorazione della città.

Dresda è stata totalmente ricostruita dopo la seconda guerra mondiale e dopo il suo bombardamento che ha causato oltre 15.000 vittime, e il suo centro è nettamente diviso tra la parte moderna e la parte storica. L’arteria che percorre la parte moderna è Prager Strasse, un’ampia strada pedonale piena di negozi, centri commerciali, chioschi di cibo ed una piacevole architettura moderna. La giornata è splendida e passeggiare per Prager Strasse è veramente molto rilassante.

Ma Dresda si sa, è nota per i suoi tesori artistici, dunque ci avviamo verso il centro storico. La prima tappa è il famoso Zwinger, un complesso architettonico con giardini e palazzi barocchi. L’ingresso è gratuito e l’arte lascia senza fiato. Proseguiamo girando per le stradine del centro, giriamo dietro Piazza dell’Opera, giungiamo nella piazza della Cattedrale e saliamo sulla Bruhlsche Terrasse, una terrazza pedonale sul fiume Elba, piena di bellissimi edifici risalenti al XIX Secolo.

Da lì arriviamo alla Frauenkirche, bellissima chiesa devastata dai bombardamenti del settembre 1945 e ricostruita soltanto nei primi anni 2000. Il giro turistico essenziale di Dresda è terminato, ormai è tardo pomeriggio dunque decidiamo di ritornare in hotel e prendere possesso della stanza. 

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Amburgo, tra modernità, storia e trasgressione

 

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La scelta di visitare Amburgo è dovuta al fatto che da Pisa parte un comodo volo per la vicina Lubecca, con partenza il venerdì sera e ritorno la domenica pomeriggio. Ecco dunque che un weekend nel Nord della Germania è veramente facile da organizzare, ci è stato sufficiente aspettare l’offerta giusta Ryanair, ed eccoci sul volo che in poco più di due ore arriva a Lubecca, da lì prendiamo la pratica navetta e all’ora di cena siamo alla moderna stazione degli autobus di Amburgo. L’hotel che abbiamo scelto è il Bremer Hof, a pochi passi da lì, le stanze sono semplici ma pulite e confortevoli. Lasciamo i bagagli e ci dirigiamo verso il ristorante Joh Albrecht, adocchiato giorni prima su Tripadvisor. Ceniamo all’aperto, su una terrazza che dà direttamente su uno dei numerosi canali della città, si mangia benissimo e le porzioni sono abbondanti, la birra è ottima.

Facciamo un breve giro in centro a piedi ma ormai è sera tardi e siamo stanchi dal viaggio, dunque torniamo in hotel. La mattina seguente ci alziamo con calma, con classica sosta da Kamps per la colazione. Kamps è una catena-franchising di forni presente in alcune zone della Germania, ad Amburgo ce n’è soltanto uno, mentre in altre città come Colonia o Dusseldorf ce n’è uno ogni 100 metri o giù di lì. In ogni caso i prodotti di pasticceria sono enormi ed economici, e soprattutto buonissimi in pieno stile tedesco. Rifocillati, ci dirigiamo verso il centro della città, passando per vie dello shopping pedonali e molto ben tenute. Amburgo è una città molto ricca, si vede dalla pulizia e dalla qualità delle vetrine. Attraversiamo l’Europa Passage, una galleria commerciale innovativa, e ci ritroviamo sulle rive del bellissimo lago. Purtroppo il cielo non è in forma per regalarci delle belle foto, dunque proseguiamo passando per la bellissima piazza del municipio e per i numerosi ponti che collegano le varie zone del centro.

Hamburg TuristaOggi

E’ l’ora di pranzo, decidiamo di ritornare da Joh Albrecht, ieri sera ci è piaciuto troppo. Scegliamo altri piatti dal menu rispetto alla sera prima ma il risultato non cambia: cibi ottimi, porzioni enormi e birra eccezionale.

Dopo un po’ di relax in hotel prendiamo la metro per la zona dei Brucke, i vecchi moli presso i quali attraccavano le navi da carico provenienti da ogni parte d’Europa. La zona adesso è stata oggetto di un cambiamento radicale, ed è sede di una bella passeggiata lungofiume con negozi, ristoranti e barche che partono per un tour fluviale della zona.

Per l’ora dell’aperitivo ci dirigiamo verso St. Pauli, noto quartiere dei divertimenti e della trasgressione, la nostra tappa non è un night club ma lo Strandpauli, un bellissimo bar che ha ricreato un’atmosfera hawaiana con tanto di spiaggia che dà sul porto della città. Dopo una piacevole pausa iniziamo il tour di St.Pauli, l’atmosfera è trasgressiva, ci sono night club, locali per soli adulti e addirittura una strada per soli uomini. Ma l’aria che si respira è molto divertente, piacevole, tanto che decidiamo di restare in zona per cena. La giornata si conclude con una bella passeggiata per tornare in hotel.

La mattina seguente splende un bel sole, prima di ogni altra cosa torniamo al lago a fare delle splendide foto, poi decidiamo di andare verso il porto, nella zona nota come città dei magazzini (in tedesco Speicherstadt): qui l’atmosfera è industriale di fine ‘800, sembra di essere tornati indietro nel tempo, file e file di magazzini di mattoni rossi tutti uguali che danno sui canali. Poco più avanti una passerella sul porto ci introduce all’Hafen City, una zona ultramoderna con case a vetri che si specchiano sull’acqua e un’architettura veramente gradevole. La gita in questo quartiere termina sulla Deichstrasse, la più vecchia strada di Amburgo. Per metà pedonale, la via pullula di ristoranti e caffè, scegliamo il Kartoffelkeller visto anch’esso su Tripadvisor prima di partire. La peculiarità del ristorante è che i piatti sono tutti a base di patate, e come al solito sono buonissimi. Il pranzo non è allegro come al solito, sappiamo che quando ci alzeremo da tavola dovremo iniziare il viaggio per tornare a casa. Passiamo per l’hotel per riprendere i bagagli ed andiamo alla stazione degli autobus, da lì prendiamo la navetta per l’aeroporto di Lubecca, e dopo due ore di volo siamo nuovamente a Pisa.

Amburgo è molto bella, vale ben più di un weekend, è una città da esplorare, da assaporare e visitare in ogni suo angolo, limitarsi al centro storico sarebbe pura follia.

Tour de force in Vietnam

vietnam

Voliamo con Thai Airways da Milano Malpensa e dopo circa 12 ore di volo atterriamo a Bangkok. All’arrivo all’aeroporto Suvarnabhumi, prendiamo un taxi fino all’Orchid Resort (http://www.orchidresort.net/), a circa 10 minuti dall’aeroporto, dove trascorreremo la notte per poi riprendere l’aereo per Hanoi.

L’indomani, il volo Air Asia (http://www.airasia.com/ot/en/home.page) per Hanoi parte al mattino prestissimo. Durante il volo, ammiriamo dal finestrino le verdissime montagne del Laos e del Vietnam settentrionale. Arriviamo ad Hanoi e, dopo aver ritirato i visti ed i bagagli, prendiamo un taxi per la città. Dopo circa un’ora arriviamo al Charming Hotel II (http://www.hanoicharminghotel.com/charming2.html ), al margine della Old Town, che avevamo prenotato online. Posiamo i bagagli, usciamo e ci dirigiamo verso il vicino lago Hoan Kiem. Visitiamo il piccolo tempio che sorge sull’isoletta collegato alla riva con un piccolo ponte rosso di legno. Dopo un pranzetto veloce ci dedichiamo all’esplorazione della splendida Old Town, dove ci colpisce soprattutto la via P. Trang Tien, piena di gallerie d’arte. Alla sera decidiamo di andare in un ristorante di “lusso” ed optiamo per il Wild Lotus (http://www.wildlotus.com.vn/vn/lang.htm).

L’indomani dedichiamo la giornata ad un’escursione al villaggio di Bat Trang per le ceramiche ed al Silk Village di Van Phuc. Torniamo in hotel e, dopo un pisolino, andiamo a vedere il Tempio della Letteratura. Per la cena e andiamo al Restaurant 69 in via Ma Mae.

Il giorno successivo partiamo per l’isola di Cat Ba, nella baia di Halong. Dalla stazione dei pullman di Gia Lam prendiamo l’autobus per Haiphong. Dopo circa 3 ore di viaggio arriviamo a destinazione, cambiamo pullman e dopo mezzora arriviamo all’imbarco dove prendiamo la speedy boat. Dopo 35 minuti di navigazione giungiamo a Cat Ba. Prendiamo un altro autobus che ci porterà a Cat Ba City, dove raggiungiamo il Cat Ba Sunrise Resort (http://www.catbasunriseresort.com/) che si trova dopo la baia in un’insenatura con spiaggia di sabbia attrezzata con ombrelloni e sdraio. L’acqua del mare è calda, la sabbia fine e c’è il beach bar. Faccio il mio primo bagno nel Mar Cinese Meridionale. Alla sera andiamo a piedi fino in città per cena.

Oggi abbiamo prenotato presso un’agenzia sul lungomare un giro in barca nella baia di Halong. Partiamo alle ore 8:00 con una barca di legno dal molo. Si fa tappa in un’ampia insenatura, dove facciamo un giro in canoa tra le coltivazioni di ostriche e frutti di mare. Proseguiamo tra questi enormi picchi di roccia calcarea ricoperti di vegetazione e ci fermiamo nei pressi di una lingua di sabbia corallina bianca. La prossima tappa del tour è alle grotte, dopodiché si fa una tappa a Monkey Island e si rientra in città nel tardo pomeriggio. Per cena andiamo al Green Mango (http://www.greenmango.vn/News/15.aspx ).

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Phi Phi Island: esperienza in un luogo da sogno

 

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Partiamo dal molo di Phuket nel primo pomeriggio con una vecchia imbarcazione discretamente affollata. La partenza è prevista per le 2 di pomeriggio, dopo una mezzora di ritardo fisiologico è il momento di salpare. Il mare è piatto come una tavola, attracchiamo a Tonsai, l’unico villaggio abitato di Phi Phi Island (che in realtà si chiama Phi Phi Don), dopo circa un’ora e mezzo. Prendiamo possesso della nostra camera presso il Phi Phi Banyan Villa, uno splendido hotel nel centro di Tonsai ma allo stesso tempo lontano dai rumori. Le camere sono arredate in stile orientale, sono ampie pulite e spaziose. La piscina centrale è favolosa, anche se (stranamente) molto fredda.

Phi Phi Island, una delle isole più belle del mondo ma allo stesso tempo una delle più sfruttate turisticamente: Tonsai è pieno di hotel, villaggi, negozi, bar e ristoranti. Dopo lo tsunami del 2004 le ricostruzioni sono state fatte per dargli un aspetto armonico con la natura circostante, ma è comunque troppo, troppo sovraffollato. Il paese giace su un istmo, nel punto più stretto largo circa 100 metri. Da una parte il porto, dall’altra una bella spiaggia, in ogni caso l’aria che si respira è di relax internazionale: sono presenti le catene di fast food occidentali, ci sono solo turisti che cercano divertimento. Ma l’isola è di una bellezza unica: i colori del mare sono incredibili, la natura rigogliosa già subito fuori Tonsai. Il primo giorno lo passiamo a girovagare per il paese e a prendere confidenza con i locali.

Phi Phi Island

Il giorno dopo decidiamo di andare a Long Beach, una spiaggia paradisiaca vicina a Tonsai: ci potremmo arrivare anche a piedi, ma il sentiero pare sia scivoloso, non ben marcato e in mezzo al bosco, decidiamo quindi di optare per una comoda barca che con 100 baht a persona (poco più di 2 euro) e 10 minuti di viaggio ci permette di arrivare alla spiaggia. La visione è di quelle che non si dimenticano: la laguna di Tonsai lascia spazio a colori del mare incredibili, la spiaggia è poco affollata e bellissima, in lontananza l’altra isola dell’arcipelago: Phi Phi Leh, diventata famosa da quando fu girato The Beach, con protagonista Leonardo Di Caprio.

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Una settimana in Florida a Marzo, Miami e Key West on the road

 

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Il viaggio ha origine in una fredda mattina di Marzo, dall’aeroporto Marconi di Bologna. Dopo un rapido scalo a Madrid e relativo cambio di aereo saliamo a bordo dell’Airbus A330 di Iberia che ci porterà a Miami. Il viaggio scorre tra un film, una dormita e qualcosa da mangiare, la qualità del volo e dei pasti è buona, mentre servono la colazione sorvoliamo prima le Bermuda, poi le Bahamas, infine le Everglades, per atterrare puntuali a Miami. Sbrighiamo le formalità doganali, ritiriamo l’auto a noleggio (circa 200 euro per una settimana, ottimo!) e si parte: la nostra destinazione è Miami Beach, l’hotel che abbiamo scelto è il Century, lungo la celeberrima Ocean Drive.

Dopo alcuni sbandamenti iniziali dovuti alle sopraelevate e al cambio automatico imbocchiamo la strada giusta, passiamo Downtown Miami proprio al tramonto, attraversiamo i ponti che la collegano all’isola di Miami Beach passando davanti al porto e costeggiando le ville da sogno delle isole private. Appena entriamo nel cuore di Miami Beach ci passano davanti i film e le immagini viste solo in tv: persone sui pattini e sugli skateboard, macchine sportive decappottabili con musica a tutto volume, luci al neon che ci circondano e lunghi viali costeggiati da palme. That’s Miami, ne siamo già innamorati.

Troviamo l’hotel senza alcuna difficoltà, abbiamo scelto il Century per il suo rapporto qualità-prezzo e per la sua posizione: proprio su Ocean Drive, ma lontano a sufficienza dai rumori della nightlife. Una piacevole sorpresa: il gestore è italiano, ed è assolutamente felice di darci utilissime dritte sulla città. L’hotel è piccolo e grazioso, le camere sono dotate di aria condizionata, tv al plasma, wifi gratis e cassaforte. La colazione è compresa nel prezzo, non è molto abbondante ma a noi va benissimo.

miami beach

Durante i nostri giorni a Miami prendiamo confidenza con i quartieri della città, con un fatto che non avevamo proprio messo in conto: il fuso orario ci sveglia ogni mattina alle 7, dunque abbiamo molto più tempo del solito! Le giornate sono bellissime, il cielo è di un blu spettacolare e non si vede mai una nuvola, le temperature sono costanti attorno ai 30 gradi di giorno e 20 di sera. Il gestore dell’hotel ci conferma che marzo e aprile sono i mesi migliori dell’anno per visitare la città, in quanto d’estate il caldo-umido raggiunge livelli insostenibili, si formano frequentemente nuvole che portano acquazzoni, temporali e, tra fine agosto e fine settembre, persino uragani.

Le nostre giornate si dividono equamente tra spiaggia e visita della città: non solo South Beach, ma grazie alla nostra auto a noleggio visitiamo anche North Beach, il Crandon Park di Key Biscayne e Sunny Isles Beach, un quartiere all’estremo nord di Miami (già fuori dai limiti della città) denominato Little Moscow. Qui la percentuale di russi in vacanza è infatti altissima, e vista la spiaggia e i bellissimi hotel non è difficile capirne il motivo.

Giriamo poi per la parte “interna” della città (ricordate che Miami Beach è situata su un’isola), visitando i grattacieli moderni del quartiere degli affari Downtown Miami e il caratteristico quartiere cubano, chiamato Little Havana. Qui l’atmosfera è diversa, molto più colorata e molto più rilassata, la musica e il cibo di Cuba sono ovunque; da non perdere il Maximo Lopez Park, dove gli anziani trascorrono le loro giornate giocando a scacchi o a domino.

Napoli, la città del sole e del mare

Napoli  è la meta ideale per chi voglia unire l’amore e l’interesse per la cultura con il piacere della buona cucina. Le pasticcerie di Napoli sono rinomate e sempre frequentatissime, ed è proprio da una di esse, Augustus, che inizia il nostro tour in città.

Tre giorni bastano per farsi un’idea sommaria della città, visitare il suo centro storico ricco di Chiese e vicoletti in cui perdersi e, se c’è tempo, salire sul Vomero per godere del panorama del capoluogo campano.

Augustus è senz’altro una delle pasticcerie più conosciute: si trova su Via Toledo a pochi passi dal nostro bed & breakfast, Soriano 44, così come La sfogliatella Mary, un’altra delle pasticcerie più apprezzate di Napoli.

Napoli - TuristaOggi.it

Le soluzioni per il pernottamento a Napoli sono molteplici e, a seconda delle esigenze personali, si può optare per una soluzione economica come può esserlo un bed & breakfast, oppure per il classico albergo sempre in posizione centralissima. Vale la pena, prima di prenotare, verificare la posizione dell’hotel grazie a Street View, per rendersi conto se si affaccia su una strada molto frequentata o meno.

Proseguiamo il nostro tour della città e attraversiamo la Galleria Umberto I, la “gemella” della galleria Vittorio Emanuele di Milano e passiamo davanti al Teatro San Carlo – anche questo “gemello” de La Scala del capoluogo lombardo – e da lì arriviamo in Piazza del Plebiscito, dove sorge, imponente e austera, la famosa Basilica di San Francesco Di Paola, una Chiesa molto particolare per la sua forma circolare che un po’ ricorda il Pantheon.

In Piazza del Plebiscito sorge il Palazzo Reale, visitabile per intero al costo di 4 euro con audioguida inclusa.

Ed ora, apriamo una piccola parentesi riguardo i ristoranti tipici di Napoli: è importante, soprattutto durante i week end, prenotare con anticipo per non rischiare di venire messi alla porta. Noi siamo fortunati, perché arriviamo alla trattoria e pizzeria Antica Capri, nei pressi dei Quartieri Spangnoli, entro le 19 e, dunque, il titolare ci permette di accomodarci nonostante dalle 20 in poi abbia il pienone. Quindi, a meno che non vogliate pranzare alle 12 e cenare alle 19, è sempre consigliabile la prenotazione, soprattutto nei ristoranti più turistici.

 

Il secondo giorno, la visita di Napoli prosegue con la Cappella Sansevero, a dieci minuti a piedi dal nostro Bed & breakfast, al costo di 7 euro a testa. La cappella fu fondata alla fine del Cinquecento e poi reinventata negli anni Quaranta del 700 dal principe di Sansevero, Raimondo di Sangro, mecenate, inventore, editore nonché Gran Maestro della Massoneria del Regno di Napoli.

La Cappella è nota in particolar modo per il capolavoro del Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino (di cui il principe disse che era “fatto con tanta  arte da lasciare stupiti i più abili osservatori”). Pregevoli anche le statue che adornano l’intera cappella e il bellissimo affresco della volta, intitolato Gloria del Paradiso. Qui sono anche conservate le macchine anatomiche, due corpi umani che mostrano, al loro interno, l’apparato cardiocircolatorio – ricostruito con maestria con cera d’api e coloranti e perfettamente conservato nel corso dei secoli.